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Trump minaccia l’Ue sulle barriere alla Big Tech e prepara un discorso alla nazione per rivendicare un anno «eccezionale»

Donald Trump torna a puntare il dito contro l’Unione europea, accusata di imporre barriere eccessive ai colossi tecnologici statunitensi. Il presidente americano sostiene che le misure regolamentari europee penalizzino ingiustamente le imprese digitali degli Stati Uniti, minacciando ritorsioni commerciali e un irrigidimento dei rapporti transatlantici. Le dichiarazioni arrivano in un momento di forte tensione tra Washington e Bruxelles, mentre l’Ue continua a rafforzare il proprio impianto regolatorio con norme antitrust e vincoli sulla gestione dei dati, considerate dagli Stati Uniti come strumenti che ostacolano la competitività delle Big Tech.


Trump ha definito le politiche europee un esempio di protezionismo mascherato, sostenendo che le principali piattaforme digitali americane generano innovazione e posti di lavoro a livello globale e che le regole europee avrebbero l’obiettivo di favorire aziende locali meno competitive. La minaccia di introdurre misure punitive nei confronti dell’Ue si inserisce in una strategia comunicativa già sperimentata dal presidente, che mira a mobilitare il consenso interno enfatizzando la difesa degli interessi economici americani. La retorica contro Bruxelles potrebbe tradursi in nuove pressioni sul commercio transatlantico, con potenziali ripercussioni su settori come automotive, prodotti agricoli e tecnologie industriali.


Parallelamente alle tensioni diplomatiche, il presidente si prepara a un nuovo discorso alla nazione, previsto per mercoledì, nel quale intende rivendicare un anno definito «eccezionale». Trump dovrebbe concentrarsi sulla crescita economica degli ultimi mesi, citando l’andamento dell’occupazione, la performance dei mercati finanziari e l’espansione degli investimenti domestici come prova dell’efficacia delle politiche della sua amministrazione. Il discorso sarà anche l’occasione per rafforzare la narrativa di un Paese in piena ripresa e per consolidare il sostegno politico in vista delle prossime sfide legislative e internazionali.


Il presidente intende inoltre presentare nuovi obiettivi per il futuro immediato, insistendo sulla necessità di ridurre ulteriormente la pressione normativa sulle imprese, incentivare la produzione interna e rafforzare l’indipendenza energetica. Il tema dell’innovazione tecnologica occupa un posto centrale nella strategia comunicativa, con l’obiettivo di posizionare gli Stati Uniti come leader indiscussi nella competizione globale sull’intelligenza artificiale, la cybersicurezza e le infrastrutture digitali. Questo posizionamento è al tempo stesso una risposta al crescente peso della Cina nel settore dell’alta tecnologia e all’approccio regolatorio europeo, percepito come un ostacolo al dinamismo delle imprese americane.


Il confronto con l’Ue potrebbe però complicarsi ulteriormente, poiché Bruxelles continua a promuovere politiche orientate alla tutela dei consumatori, alla concorrenza e alla sovranità digitale. Norme come il Digital Markets Act e il Digital Services Act sono considerate cruciali per garantire trasparenza, responsabilità e sicurezza online, ma dall’altra parte dell’Atlantico vengono vissute come un attacco diretto ai grandi gruppi americani. Le nuove minacce di Trump potrebbero dunque alimentare un clima di tensione che rischia di estendersi anche ad altri ambiti del rapporto bilaterale.


Il discorso di mercoledì rappresenterà un banco di prova per misurare il consenso interno rispetto all’approccio aggressivo verso l’Europa e alla strategia economica dell’amministrazione. La scelta di esaltare i risultati dell’anno trascorso ha l’obiettivo di rafforzare la fiducia degli elettori e di costruire una narrativa coerente in un momento in cui gli Stati Uniti si confrontano con un quadro globale segnato da complessità economiche e geopolitiche. Trump appare intenzionato a utilizzare il doppio binario della pressione internazionale e della celebrazione dei successi interni per consolidare la propria posizione e preparare il terreno alle prossime iniziative politiche ed economiche.

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