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Tari e tassa di soggiorno: a Palermo scoppia la protesta contro i rincari

Il Consiglio comunale di Palermo ha recentemente approvato un aumento della Tari, la tassa sui rifiuti, che comporterà un incremento medio di circa 20 euro annui per famiglia. Per mitigare l'impatto di questo rincaro, l'amministrazione ha deciso di aumentare anche la tassa di soggiorno di 50 centesimi per turista, con l'obiettivo di coprire parte dei 7 milioni di euro necessari per l'equilibrio del piano economico finanziario della Tari. 


Questa decisione ha suscitato forti reazioni da parte delle associazioni di categoria. Federalberghi ha criticato l'aumento della tassa di soggiorno, definendolo una misura che penalizza il settore turistico, già provato da anni difficili. Secondo la presidente Rosa Di Stefano, l'incremento non è giustificato da una strategia di miglioramento dell'accoglienza o di promozione turistica, ma appare piuttosto come un modo per coprire costi legati ai servizi locali senza gravare sugli utenti diretti. 


Anche Confesercenti Palermo ha espresso il proprio dissenso, sottolineando l'assenza di concertazione con le parti sociali e criticando la decisione di caricare sulle imprese e sul comparto turistico la gestione fallimentare della raccolta dei rifiuti. La presidente Francesca Costa ha evidenziato come l'aumento della tassa di soggiorno possa avere effetti negativi sull'attrattività della città, soprattutto se non accompagnato da un miglioramento dei servizi offerti. 


Confcommercio Palermo ha invece posto l'accento sull'efficienza del servizio di raccolta e gestione dei rifiuti, ritenendola prioritaria rispetto all'ulteriore aumento del costo da sostenere. La presidente Patrizia Di Dio ha sottolineato come l'elevata incidenza della quota variabile della Tari suggerisca inefficienze nella gestione operativa dei rifiuti e un livello insufficiente di raccolta differenziata. Secondo Di Dio, è necessario ridurre i costi variabili attraverso un incremento della raccolta differenziata e un'ottimizzazione logistica del servizio. 


Le opposizioni in Consiglio comunale hanno duramente criticato l'amministrazione, accusandola di colpire due volte i cittadini e il tessuto economico della città: da un lato aumentando la Tari, dall'altro la tassa di soggiorno. Secondo i gruppi consiliari di opposizione, l'amministrazione non è riuscita a recuperare l'evasione fiscale di 60 milioni di euro che avrebbe potuto scongiurare gli aumenti. 


In questo contesto, l'aumento della Tari e della tassa di soggiorno a Palermo ha acceso un acceso dibattito tra amministrazione, associazioni di categoria e opposizioni, evidenziando le difficoltà nella gestione dei servizi pubblici e la necessità di trovare soluzioni sostenibili per il bilancio comunale.

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