Produzione industriale in lieve ripresa a marzo: +0,1% mensile, +1,8% su base annua. Ma la fiducia resta bassa
- piscitellidaniel
- 9 mag
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A marzo 2025, la produzione industriale italiana ha segnato una moderata ripresa, registrando un incremento congiunturale dello 0,1% rispetto al mese precedente. Il dato, diffuso dall’Istat, segna una lieve inversione di tendenza dopo la contrazione dello 0,9% osservata a febbraio e si accompagna a un rialzo dell’1,8% su base annua, al netto degli effetti di calendario. Questo risultato porta con sé un sollievo parziale, in un contesto macroeconomico ancora caratterizzato da fragilità strutturali e incertezze legate sia alla domanda interna che ai mercati esteri.
L’indice destagionalizzato della produzione industriale, corretto per gli effetti stagionali, mostra segnali contrastanti tra i principali comparti produttivi. Il settore dell’energia guida la crescita con un incremento del 3,2% rispetto al mese precedente, trainato dall’aumento della domanda e da condizioni climatiche che hanno favorito i consumi. Anche i beni di consumo durevoli segnano una variazione positiva dell’1,5%, suggerendo una lieve ripresa nei consumi delle famiglie, grazie anche all’allentamento dell’inflazione e a una ritrovata stabilità nei prezzi di alcune categorie merceologiche.
I beni strumentali, tuttavia, continuano a flettere, con una variazione negativa dello 0,4%, riflettendo le difficoltà del settore manifatturiero nel rinnovare i macchinari e affrontare investimenti produttivi in un contesto di alta incertezza. I beni intermedi rimangono sostanzialmente stabili rispetto a febbraio, segno che le filiere industriali stanno cercando di mantenere la continuità operativa nonostante le difficoltà legate all'approvvigionamento e all’instabilità dei costi.
Su base tendenziale, i comparti che hanno mostrato le migliori performance nel mese di marzo sono la produzione di energia elettrica e gas, la fabbricazione di apparecchiature elettriche e quella di prodotti farmaceutici. In calo, invece, la produzione di metalli di base, quella dell’industria tessile e la fabbricazione di macchinari, che continua a soffrire l’erosione della domanda internazionale e la concorrenza dei mercati asiatici.
Il contesto economico generale resta fragile. L’indice di fiducia delle imprese manifatturiere, aggiornato ad aprile, è sceso da 93,2 a 91,5 punti, segnando il valore più basso degli ultimi dieci mesi. Le imprese riportano una diminuzione degli ordini sia interni che esteri, in particolare nel comparto dei beni intermedi, mentre la pressione sui prezzi rimane elevata, in parte mitigata da un rallentamento dell’inflazione generale ma ancora sostenuta dai costi delle materie prime e dei trasporti.
L’economia italiana continua a confrontarsi con le conseguenze della stretta monetaria della Banca Centrale Europea, che ha portato i tassi di interesse ai massimi degli ultimi due decenni. Le condizioni di credito restrittive hanno ridotto la propensione delle imprese a effettuare investimenti produttivi, incidendo negativamente sulla dinamica della produzione industriale. Allo stesso tempo, l’instabilità geopolitica legata alla guerra in Ucraina e alla situazione nel Medio Oriente crea nuove pressioni sulle catene di fornitura e sulle rotte logistiche, con effetti a cascata sulla capacità produttiva delle imprese.
Nel quadro europeo, l’Italia si colloca in una posizione intermedia. Secondo Eurostat, la produzione industriale dell’area euro ha segnato una crescita media dello 0,2% a marzo, con performance migliori in Germania (+0,4%) e Francia (+0,3%), mentre Spagna e Paesi Bassi mostrano un andamento stagnante. Il raffronto evidenzia come il sistema industriale italiano stia beneficiando in parte della ripresa dell’export verso mercati extra-UE, in particolare Stati Uniti e area del Golfo, ma rimanga vulnerabile alla volatilità dei mercati globali.
Le prospettive per i prossimi mesi restano condizionate da molte variabili. Gli analisti sottolineano l’importanza di politiche industriali mirate, capaci di stimolare la digitalizzazione, la transizione energetica e la competitività delle imprese italiane. Fondamentale sarà anche l’attuazione efficace dei progetti finanziati con i fondi del PNRR, in particolare quelli legati alle filiere strategiche, alla ricerca e all’innovazione. Una ripresa sostenibile della produzione industriale appare dunque possibile solo attraverso una combinazione equilibrata di stabilità macroeconomica, supporto pubblico agli investimenti e condizioni favorevoli alla domanda interna ed estera.

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