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Prada ridisegna Milano Sud: il nuovo headquarter firmato OMA tra bosco urbano e rigenerazione

1 giorno fa
Tempo di lettura: 2 min

Il progetto in via Orobia intreccia sede corporate, verde, compensazioni urbanistiche e nuovi spazi pubblici attorno alla Fondazione Prada.

Prada prepara a Milano Sud un nuovo headquarter che può incidere sull’assetto urbano di Largo Isarco. Il progetto, ancora non presentato ufficialmente nella sua configurazione definitiva, emerge dagli atti urbanistici relativi all’area di via Orobia 3, acquistata dal gruppo nel novembre 2025 per circa 66,6 milioni di euro con la prospettiva di svilupparvi una nuova sede corporate. Secondo la documentazione esaminata da Artribune, la progettazione architettonica è affidata a OMA, lo studio fondato da Rem Koolhaas già autore della Fondazione Prada.

L’intervento porterebbe la superficie lorda dell’insediamento dagli attuali circa 7.600 metri quadrati a quasi 25.900 metri quadrati, evitando però la logica della torre: gli edifici previsti non supererebbero i 25 metri e sarebbero organizzati intorno a un grande giardino-bosco centrale, con coperture verdi e spazi aperti. Il dato progettuale più interessante riguarda il rapporto fra incremento della capacità edificatoria e compensazione ambientale, impostato attraverso un Programma Integrato di Intervento che mette in relazione via Orobia con un secondo lotto di oltre 21mila metri quadrati in via Litta Modignani.

Una parte della capacità edificatoria di quest’ultima area verrebbe trasferita verso il comparto meridionale; in cambio il terreno a nord sarebbe bonificato, depavimentato, riforestato e in larga misura ceduto al Comune come parco pubblico. Le carte richiamano anche il metodo Miyawaki, basato su impianti molto densi di specie autoctone, e un piccolo Laboratorio di Cultura Ecologica destinato ad attività formative e divulgative. Si configura così una forma di compensazione urbanistico-ambientale tra densificazione di un’area già costruita e rinaturalizzazione di un’altra porzione di città.

Il progetto assume rilievo anche per la posizione. Il nuovo complesso si collocherebbe di fronte alla Fondazione Prada e in prossimità dello Scalo Romana, uno dei principali ambiti di trasformazione urbana di Milano. Gli atti prospettano inoltre la possibilità di una nuova piazza pubblica capace di ricucire Largo Isarco con i futuri spazi verdi del quartiere. Proprio perché l’iter non è ancora concluso, dimensioni, assetto e dettagli potranno subire modifiche; resta però già leggibile una strategia in cui architettura, rigenerazione urbana e infrastruttura verde vengono trattate come parti dello stesso intervento. L’operazione rafforza il ruolo del design corporate come leva di trasformazione fisica del territorio urbano.

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