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Piano Italia a 1 Giga: tra ambizioni digitali e criticità operative

Il Piano Italia a 1 Giga e le sue ambizioni

Il Piano Italia a 1 Giga, finanziato con 3,7 miliardi di euro del PNRR, mira a portare connessioni internet ultraveloci a 7 milioni di indirizzi civici entro il 2026, garantendo una velocità di almeno 1 Gbps in download e 200 Mbps in upload. La gara, gestita da Infratel Italia, ha assegnato 8 lotti a Open Fiber e 6 a TIM, con un cofinanziamento privato di circa 1,5 miliardi di euro. Il piano si propone di colmare il divario digitale, soprattutto nelle aree a fallimento di mercato, le cosiddette "aree bianche" e "aree grigie", dove l'investimento privato è stato storicamente assente o insufficiente. 


Criticità evidenziate da ANIE SIT

Nonostante le ambizioni, il piano sta affrontando diverse criticità operative. Secondo ANIE SIT, l'associazione che rappresenta le imprese del settore infrastrutture e telecomunicazioni, i principali ostacoli includono:

  • Carenza di manodopera specializzata: la posa della fibra ottica richiede competenze tecniche specifiche, e la mancanza di personale qualificato sta rallentando i lavori.

  • Ritardi nei permessi: le autorizzazioni per gli scavi e la posa delle infrastrutture spesso subiscono lungaggini burocratiche, soprattutto a livello locale.

  • Mancanza di coordinamento: l'assenza di un catasto delle reti aggiornato e la scarsa cooperazione tra operatori complicano la pianificazione e l'esecuzione degli interventi.


Queste problematiche rischiano di compromettere il rispetto delle scadenze previste dal piano, con possibili ripercussioni sull'accesso equo alla connettività. 


Iniziative per accelerare l'attuazione

Per affrontare queste sfide, il governo ha annunciato l'intenzione di presentare una disposizione normativa che consenta ai beneficiari dei contributi pubblici di adempiere agli obblighi previsti dalle convenzioni in essere, anche attraverso variazioni delle unità abitative collegate, mantenendo inalterati i termini di realizzazione e l'ammontare complessivo dell'investimento. 


Inoltre, sono state avviate collaborazioni tra operatori e amministrazioni locali per facilitare l'iter autorizzativo e accelerare i lavori. Ad esempio, Open Fiber ha stretto accordi con diverse regioni, tra cui la Lombardia, per avviare cantieri in numerosi comuni, con l'obiettivo di coprire oltre 3,9 milioni di numeri civici entro il 2026. 


Situazione attuale e prospettive

Attualmente, Open Fiber ha completato circa il 93% del Piano BUL (Banda Ultra Larga) nelle aree bianche e sta accelerando sul Piano Italia a 1 Giga, con l'obiettivo di completare i lavori entro giugno 2026. Tuttavia, l'Italia presenta ancora un divario significativo nell'utilizzo effettivo delle reti in fibra ottica: solo il 27% delle abitazioni collegate utilizza attivamente la connessione, rispetto al 54% della media europea.


Per colmare questo gap, è fondamentale non solo completare le infrastrutture, ma anche promuovere l'adozione della fibra tra cittadini e imprese, attraverso campagne di sensibilizzazione e incentivi all'utilizzo.

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