Nel 2025 Borsa ai massimi ma il sistema resta sottodimensionato
- piscitellidaniel
- 3 feb
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Pubblicato il rapporto Capital Markets in Italy: mercato azionario in forte crescita, ma restano criticità strutturali. Si consolida il ruolo del private equity.
Nel 2025 il mercato azionario corre e la capitalizzazione tocca in Italia il record storico di 1.077 miliardi di euro spinta dal rialzo dei corsi, nonostante il numero di società quotate sul mercato regolamentato sia sceso sotto le 200 unità.
Sono alcuni dei numeri chiave presenti nel rapporto Capital Markets in Italy, pubblicato oggi dalla Consob. Lo studio mette in evidenza alcune delle dinamiche strutturali del mercato italiano fra le quali, ad esempio, la liquidità complessiva, che ha registrato un calo nell’ultimo decennio: su Euronext Milan il controvalore scambiato in un anno sul totale della capitalizzazione è passato, in media, da quasi il 100% nel 2015 all’88% nel 2025. Questo in un contesto di crescente concentrazione del mercato, dove la capitalizzazione delle prime dieci società su Euronext Milan rappresenta il 55% del totale rispetto al 37% nel 2015.
Dal 2010 il rapporto stima che l’impatto del flusso di ammissioni e revoche sul mercato italiano è stato negativo per circa 96 miliardi, di cui 72 nell’ultimo quinquennio. In generale, la Borsa continua a mostrare dimensioni non in linea con le potenzialità dell’economia del Paese: rappresenta solo lo 0,8% del mercato azionario mondiale, nonostante il Pil italiano valga oltre il 2% di quello globale.
In questo quadro si colloca lo sviluppo del private equity: in Italia gli investimenti continuano a crescere, con un +17% nella prima metà del 2025, nonostante si registri un calo della raccolta, in linea con la netta contrazione della raccolta globale (-33%). Negli ultimi dieci anni le risorse messe a disposizione delle imprese italiane da parte del private equity sono state quasi il triplo dei proventi di tutte le Ipo su Euronext Milan e Euronext Growth Milan.
Un maggiore sviluppo del mercato dei capitali appare raggiungibile alla luce dell’elevata ricchezza finanziaria delle famiglie italiane (6.148 miliardi di euro a giugno 2025). Una quota rilevante di questa ricchezza (26%) è oggi rappresentata da contante e depositi: un valore significativo se comparato con il dato degli Stati Uniti (11%), ma comunque inferiore alla media dell’area euro (32%). La porzione allocata in bond risulta superiore alla media dell’area euro (8% contro 3%), mentre il 19% è collocato in prodotti assicurativi e previdenziali, quota inferiore a quanto osservato nell’area euro (27%) e negli Stati Uniti (28%).
L’industria domestica del risparmio gestito mostra ancora dimensioni contenute rispetto alle potenzialità dell’economia nazionale, attestandosi al 70% del Pil (valore lontano dal 350% in UK, 187% nei Paesi Bassi e 180% in Francia) e un’esposizione ancora limitata verso le azioni italiane (7% del patrimonio). Gli attivi dei fondi pensione rappresentano invece il 9% del Pil, in linea con Germania e Francia ma ancora sottodimensionati rispetto a Paesi Bassi (146%) e Svezia (51%).
Le analisi confermano l’importanza delle misure volte a favorire un maggiore sviluppo del mercato dei capitali, come le iniziative di semplificazione dei prospetti obbligazionari condotte dalla Consob negli ultimi anni: nel 2025 l’incidenza sul totale dei bond emessi da società italiane e quotati sui mercati domestici è risultata superiore al valore medio registrato nei dieci anni precedenti (14% a fronte del 3,5%).
Roma, 3 febbraio 2026
Fonte: consob.it




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