Moody’s taglia l’outlook di Stellantis: da stabile a negativo, pesa il calo della liquidità e la flessione nelle consegne
- piscitellidaniel
- 9 mag
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L’agenzia di rating Moody’s ha annunciato la revisione al ribasso dell’outlook di Stellantis, portandolo da “stabile” a “negativo”, pur mantenendo il rating a lungo termine del gruppo automobilistico a Baa1. La decisione giunge in un momento critico per la multinazionale guidata da Carlos Tavares, che si trova ad affrontare un rallentamento delle vendite, un indebolimento della generazione di cassa e una crescente pressione macroeconomica e concorrenziale, in particolare nei mercati chiave come Nord America ed Europa. Secondo Moody’s, l’insieme di questi fattori contribuisce a delineare un quadro incerto per i risultati operativi attesi nel 2025, giustificando il nuovo giudizio.
Alla base del downgrade vi è la previsione di una significativa erosione della liquidità nella seconda metà del 2024, in seguito a un profit warning comunicato dal gruppo, con la revisione al ribasso della guidance sull’intero esercizio. La stessa Stellantis ha indicato un calo del 20% nelle consegne complessive nel terzo trimestre del 2024, con risultati particolarmente negativi nel mercato nordamericano, dove si è registrata una flessione del 36% su base annua. In Europa, la contrazione è stata più contenuta ma comunque rilevante, con un -17% nelle consegne. La generazione di free cash flow, che per anni è stata una delle colonne portanti della stabilità finanziaria del gruppo, è prevista negativa per l’intero anno, con un’inversione di tendenza che ha destato l’attenzione degli analisti.
Moody’s ha riconosciuto che Stellantis gode ancora di una solida posizione di cassa, ma questa da sola non è sufficiente a controbilanciare le criticità evidenziate. L’agenzia ritiene che il peggioramento del contesto competitivo, con la crescita aggressiva dei produttori cinesi nel segmento elettrico e la compressione dei margini dovuta alla guerra dei prezzi lanciata da Tesla, stia mettendo sotto pressione la strategia di Stellantis. Inoltre, l’andamento poco brillante delle vendite di veicoli elettrici in Europa, con incentivi pubblici in riduzione, mina le prospettive del piano strategico Dare Forward 2030, che punta a una profonda elettrificazione della gamma.
La reazione delle istituzioni non si è fatta attendere. Negli Stati Uniti, la Casa Bianca ha sollecitato Stellantis a rispettare gli impegni sottoscritti con i sindacati americani dopo lo storico sciopero UAW del 2023, mentre in Italia il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha ribadito la necessità di ottenere dal gruppo un piano di investimenti chiaro sul territorio nazionale. Urso ha invitato l’azienda a salvaguardare i livelli occupazionali e a rafforzare le sue radici produttive italiane, in un momento in cui crescono le tensioni con il governo per il futuro degli stabilimenti di Melfi, Cassino e Mirafiori.
Il presidente di Stellantis, John Elkann, ha risposto alle critiche con un appello al pragmatismo, affermando che “non si costruisce nulla con polemiche e rancori” e ricordando che il gruppo ha alle spalle 125 anni di trasformazioni superate grazie all’abilità di adattarsi ai cambiamenti. Elkann ha anche sottolineato l’importanza di affrontare con unità e visione la fase attuale, definendo la transizione ecologica una sfida che richiede “investimenti coordinati e condivisi”.
Nel frattempo, i mercati hanno reagito con cautela: il titolo Stellantis ha perso l’1,8% alla Borsa di Milano dopo l’annuncio di Moody’s, in una giornata caratterizzata da un clima di generale debolezza del comparto automobilistico europeo. Gli analisti delle principali banche d’affari, pur confermando raccomandazioni di neutralità o lieve sottopeso, hanno rivisto al ribasso le stime sugli utili per azione del 2025 e 2026, in attesa di maggiori dettagli sui piani di investimento e sui target di margine operativo lordo.
La revisione dell’outlook mette in luce i rischi che Stellantis dovrà affrontare nei prossimi mesi: non solo un contesto macroeconomico sfavorevole, con tassi d’interesse elevati e un rallentamento della domanda globale, ma anche la necessità di accelerare su innovazione, digitalizzazione e decarbonizzazione. In particolare, sarà cruciale per il gruppo dimostrare di saper contenere i costi, razionalizzare la gamma prodotti e consolidare la propria posizione nei mercati extraeuropei, come Sud America e India, dove i margini restano più favorevoli.

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