top of page

Mediobanca lancia un'OPS su Banca Generali: il mercato premia l'operazione, ma Generali arretra

Mediobanca ha ufficialmente annunciato un’offerta pubblica di scambio (OPS) volontaria su Banca Generali, scatenando immediatamente reazioni forti sui mercati finanziari. L'operazione, che punta a creare un polo di primo piano nel wealth management italiano ed europeo, valuta Banca Generali circa 6,3 miliardi di euro. L’offerta prevede un premio dell’11% rispetto al prezzo di chiusura delle azioni di Banca Generali registrato il giorno precedente all’annuncio.


Secondo i dettagli resi noti, Mediobanca propone agli azionisti di Banca Generali uno scambio di azioni che assegnerà a ciascun azionista di Banca Generali nuove azioni Mediobanca, più un conguaglio in contanti. Più precisamente, per ogni azione di Banca Generali saranno offerte 0,39 azioni Mediobanca più 9,6 euro in contanti. Tale struttura è finalizzata a bilanciare la valorizzazione patrimoniale e a rendere l’operazione appetibile anche dal punto di vista della liquidità immediata.


A sostenere finanziariamente l’operazione sarà, in parte, la vendita progressiva della quota del 13% detenuta da Mediobanca nel capitale di Generali. Questa mossa consentirà a Piazzetta Cuccia di ridurre la propria esposizione storica su Trieste, incassare risorse fresche e, al contempo, liberare capitale per concentrarsi su attività più strategiche.


La reazione del mercato non si è fatta attendere. Le azioni di Banca Generali hanno segnato un balzo dell’8%, avvicinandosi rapidamente ai livelli impliciti dell’offerta, segno che gli investitori giudicano credibile l’operazione e apprezzano le prospettive di sviluppo futuro sotto l’egida di Mediobanca. Diversa la situazione per Generali: il titolo del Leone di Trieste ha registrato una flessione dell’1,8%, penalizzato dalla prospettiva di perdere una partecipazione rilevante e strategica in Banca Generali, oltre all’impatto dell’offerta sulle dinamiche azionarie complessive del gruppo.


Strategicamente, l'iniziativa di Mediobanca rappresenta un ulteriore tassello nel piano di sviluppo delineato dal CEO Alberto Nagel, che punta a trasformare il gruppo in un leader di mercato nei servizi finanziari specializzati. L'acquisizione di Banca Generali consentirebbe a Mediobanca di raddoppiare i ricavi nell'area del wealth management, che raggiungerebbero il 45% del totale, riducendo progressivamente il peso delle attività più tradizionali legate al credito e all'investment banking.


Non va dimenticato che l'operazione si inserisce in un contesto di forti pressioni azionarie su Mediobanca stessa. Da mesi alcuni soci di peso, come Delfin (la holding della famiglia Del Vecchio) e Francesco Gaetano Caltagirone, spingono per una profonda revisione della governance e delle strategie di Piazzetta Cuccia. L'acquisizione di Banca Generali potrebbe rappresentare, da questo punto di vista, una mossa difensiva e offensiva insieme: difensiva perché rafforza il profilo industriale di Mediobanca rendendola meno contendibile; offensiva perché consente di consolidare un business ad alta crescita in un momento di grande fermento nel settore della gestione patrimoniale.


Dal punto di vista regolamentare, Mediobanca ha specificato che l'operazione è subordinata all'approvazione delle autorità competenti, in particolare della Banca Centrale Europea e dell’IVASS. Inoltre, sarà necessario il via libera da parte dell'assemblea straordinaria degli azionisti di Mediobanca, convocata per il prossimo 16 giugno. La finalizzazione dell’acquisizione è prevista, salvo intoppi, entro la fine di ottobre 2025.


Le implicazioni per Generali sono particolarmente rilevanti. Storicamente, Banca Generali ha rappresentato un asset strategico per il Leone di Trieste nel settore del private banking e della gestione del risparmio. Con il successo dell'OPS di Mediobanca, Generali perderebbe il controllo di una realtà altamente redditizia, dovendo ripensare parte della propria strategia di crescita nel wealth management. Inoltre, la vendita della partecipazione da parte di Mediobanca influenzerà gli equilibri azionari interni alla compagnia triestina, già messi alla prova dalla crescente influenza dei soci privati.


Alcuni analisti hanno osservato che l’operazione potrebbe avere ricadute più ampie su tutto il settore bancario italiano. Se Mediobanca dovesse completare con successo l’integrazione di Banca Generali, potrebbe diventare un attore ancora più competitivo nel wealth management, aumentando la pressione su player come Fineco, Banca Mediolanum e le divisioni private dei grandi gruppi bancari.


Inoltre, resta da capire se l’OPS di Mediobanca innescherà eventuali controffensive. In passato, era circolata l'ipotesi di un interesse di Unicredit su Mediobanca, che tuttavia non si è concretizzato. Ora, con l’assetto in evoluzione, nuovi scenari di aggregazione potrebbero aprirsi sul mercato italiano.


Gli occhi degli operatori sono puntati anche sulla possibile reazione di Delfin e Caltagirone. Entrambi, infatti, hanno mostrato in passato interesse per operazioni straordinarie che valorizzassero meglio gli asset strategici di Mediobanca e Generali. Non è da escludere che possano decidere di intervenire in assemblea per bloccare o rinegoziare l'operazione a condizioni più favorevoli.


La partita, dunque, è tutt'altro che chiusa. Mediobanca ha mosso il primo passo di una strategia ambiziosa che potrebbe ridisegnare i confini della finanza italiana nei prossimi anni.

Post correlati

Mostra tutti

Commenti


Le ultime notizie

bottom of page