Legge di bilancio 2026: assetto fiscale, misure agevolative e nuovi equilibri impositivi
- Luca Baj

- 23 gen
- Tempo di lettura: 4 min

La legge di bilancio 2026 (L. 30 dicembre 2025, n. 199), in vigore dal 1° gennaio 2026, interviene in modo articolato sul sistema tributario, previdenziale e agevolativo, ridefinendo aliquote, basi imponibili, detrazioni, regimi sostitutivi e strumenti di definizione agevolata, con un impatto trasversale su persone fisiche, imprese, professionisti ed enti non commerciali. L’impianto normativo conferma l’obiettivo di alleggerimento del carico fiscale su alcune fasce di reddito, accompagnato da interventi compensativi e da un rafforzamento degli strumenti di presidio dell’imponibile.
Sul versante dell’IRPEF, la modifica di maggiore rilievo è la riduzione dell’aliquota del secondo scaglione, che passa dal 35% al 33% per i redditi imponibili superiori a 28.000 euro e fino a 50.000 euro. La nuova struttura delle aliquote si articola quindi in tre scaglioni, con il 23% fino a 28.000 euro, il 33% fino a 50.000 euro e il 43% oltre tale soglia. Il beneficio massimo teorico derivante dalla riduzione è quantificabile in 440 euro annui e trova applicazione a regime dal periodo d’imposta 2026, con effetti immediati anche in sede di ritenute operate dai sostituti d’imposta sui redditi di lavoro dipendente e assimilati.
Alla riduzione dell’aliquota si affianca, per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 200.000 euro, un meccanismo di riduzione forfettaria delle detrazioni per oneri pari a 440 euro, applicabile ad una serie circoscritta di spese detraibili, prevalentemente quelle assoggettate alla percentuale del 19%, con esclusione delle spese sanitarie, nonché alle erogazioni liberali ai partiti politici e ai premi assicurativi contro eventi calamitosi. Il reddito rilevante ai fini della soglia viene determinato secondo criteri ampi, includendo anche redditi soggetti a regimi sostitutivi, come la cedolare secca e il regime forfetario, e confermando la tendenza ad una nozione estesa di capacità contributiva.
In materia di addizionali regionali e comunali, viene prorogato il regime transitorio che consente agli enti territoriali di continuare ad applicare le aliquote basate sui precedenti scaglioni IRPEF, rinviando al 2028 il definitivo riallineamento ai nuovi scaglioni. La disciplina prevede inoltre che, in caso di mancata approvazione delle nuove aliquote entro i termini stabiliti, restino in vigore quelle dell’anno precedente, garantendo continuità applicativa ed evitando vuoti normativi.
Rilevante è la conferma e la rimodulazione delle detrazioni per interventi edilizi. Il cosiddetto bonus casa mantiene, per le spese sostenute nel 2026, l’aliquota del 36%, elevata al 50% per gli interventi sull’abitazione principale effettuati dai titolari di diritti reali. In parallelo, ecobonus e sismabonus vengono allineati alle medesime percentuali, segnando un definitivo superamento delle aliquote rafforzate degli anni precedenti e una razionalizzazione complessiva degli incentivi edilizi. Viene prorogato anche il bonus mobili, con detrazione del 50% entro il limite di 5.000 euro, subordinata alla realizzazione di interventi di recupero edilizio.
Sul fronte del lavoro dipendente, la legge introduce una serie di imposte sostitutive temporanee volte a ridurre il cuneo fiscale su specifiche componenti della retribuzione. Per il solo 2026 è prevista un’imposta sostitutiva del 5% sugli incrementi retributivi derivanti da rinnovi contrattuali, applicabile ai lavoratori con reddito non superiore a 33.000 euro nel 2025. In parallelo, viene introdotta un’imposta sostitutiva del 15% sul trattamento accessorio nel settore privato, entro limiti quantitativi definiti, con facoltà di rinuncia da parte del lavoratore. Specifiche misure di favore sono riconosciute ai lavoratori dei settori turistico, ricettivo e termale, attraverso un trattamento integrativo speciale pari al 15% delle retribuzioni lorde relative a lavoro notturno e festivo.
In ambito previdenziale, si segnala l’incremento del limite di deducibilità dei contributi alle forme pensionistiche complementari, che passa a 5.300 euro annui, rafforzando l’incentivo al risparmio previdenziale e coordinandosi con le regole speciali previste per i lavoratori di prima occupazione.
Per le imprese, la legge di bilancio 2026 reintroduce in forma strutturata gli iper-ammortamenti, con maggiorazioni significative del costo fiscale dei beni strumentali 4.0 e 5.0, nonché degli investimenti in beni destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. Le percentuali di maggiorazione variano in funzione dell’ammontare dell’investimento, con un sistema progressivo che privilegia gli investimenti di dimensioni medio-piccole. Accanto a tali misure, vengono rifinanziati strumenti tradizionali di sostegno, come la Nuova Sabatini, e prorogati crediti d’imposta settoriali, tra cui quelli per il design e per l’agricoltura.
Particolarmente incisive sono le modifiche in tema di redditi finanziari e partecipazioni. Viene innalzata al 21% l’aliquota dell’imposta sostitutiva per la rideterminazione del costo fiscale delle partecipazioni, mentre restano ferme le aliquote sulle plusvalenze ordinarie. La disciplina dei dividendi e delle plusvalenze per i soggetti in regime d’impresa viene ulteriormente selettiva, subordinando i regimi di parziale esenzione al possesso di una partecipazione minima del 5% o di un valore fiscale almeno pari a 500.000 euro. In materia di criptovalute, viene introdotto un regime differenziato per le stablecoin denominate in euro, con applicazione dell’aliquota del 26% in luogo di quella ordinaria del 33%, riconoscendo la specificità di tali strumenti rispetto alle altre cripto-attività.
Di forte impatto operativo è la nuova disciplina delle locazioni brevi, che restringe l’ambito di applicazione del regime non imprenditoriale. Dal periodo d’imposta 2026, la locazione breve è ammessa solo fino a due appartamenti; dal terzo immobile scatta la presunzione di imprenditorialità, con conseguente applicazione dell’IVA, esclusione della cedolare secca e obblighi previdenziali. La misura incide in modo significativo sul mercato delle locazioni turistiche, ridisegnando i confini tra gestione privata e attività d’impresa.
Sul versante della riscossione, viene introdotta una nuova rottamazione dei ruoli, estesa ai carichi affidati fino al 31 dicembre 2023, con possibilità di pagamento rateale fino a un arco temporale particolarmente ampio. Parallelamente, viene eliminata la soglia minima per il blocco dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni nei confronti dei professionisti in presenza di debiti iscritti a ruolo, rafforzando il coordinamento tra flussi di spesa pubblica e riscossione coattiva. Si abbassa inoltre da 100.000 a 50.000 euro la soglia oltre la quale scatta il divieto di compensazione dei crediti in presenza di ruoli scaduti.
Completano il quadro numerosi interventi settoriali, tra cui la liquidazione automatica dell’IVA omessa, le norme di interpretazione autentica in materia di esenzione IMU per gli enti non commerciali, la proroga di specifiche esenzioni per i territori colpiti da eventi sismici, nonché misure di sostegno alle famiglie per l’acquisto di libri scolastici e la frequenza di scuole paritarie.




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