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Le cooperative siciliane chiedono una nuova strategia regionale: otto punti per rilanciare sviluppo e occupazione

Il mondo cooperativo siciliano presenta alla Regione una piattaforma articolata in otto punti per chiedere una nuova strategia economica e industriale capace di sostenere imprese, occupazione e sviluppo territoriale. Le cooperative denunciano ritardi strutturali, difficoltà di accesso ai finanziamenti e mancanza di una visione organica per il rilancio dell’economia dell’isola, in una fase nella quale Sicilia e Mezzogiorno cercano di intercettare investimenti legati a energia, infrastrutture e fondi europei. Il confronto con la Regione punta a costruire un piano che rafforzi ruolo produttivo e sociale della cooperazione all’interno dell’economia siciliana.


Le cooperative rappresentano una componente molto importante del tessuto economico regionale soprattutto nei settori agricolo, sociale, turistico, dei servizi e della pesca. In molte aree dell’isola il modello cooperativo costituisce uno degli strumenti principali per sostenere occupazione locale, inclusione sociale e sviluppo territoriale. Tuttavia il comparto continua a confrontarsi con criticità storiche legate a burocrazia, accesso al credito, infrastrutture insufficienti e lentezza amministrativa.


Tra i temi centrali della proposta avanzata dalle cooperative vi è la necessità di accelerare utilizzo dei fondi europei e semplificare procedure amministrative considerate troppo complesse e lente. Le imprese chiedono maggiore rapidità nell’erogazione delle risorse, strumenti finanziari più accessibili e una programmazione economica regionale più stabile e coordinata. Il ritardo nell’utilizzo dei finanziamenti europei continua infatti a essere uno dei problemi strutturali del Mezzogiorno.


Il mondo cooperativo sottolinea anche l’importanza di investire su innovazione, digitalizzazione e transizione energetica. La Sicilia viene considerata un territorio strategico soprattutto per sviluppo delle energie rinnovabili, dell’agroalimentare e della logistica mediterranea ma molte imprese denunciano difficoltà nel trasformare queste potenzialità in crescita concreta e stabile.


Grande attenzione viene riservata inoltre al tema del lavoro e della coesione sociale. Le cooperative chiedono misure per contrastare spopolamento giovanile, precarietà e disoccupazione, fenomeni che continuano a colpire duramente numerose aree dell’isola. La Sicilia resta infatti una delle regioni europee con maggiori difficoltà occupazionali soprattutto tra giovani e donne.


Il confronto con la Regione si inserisce in un momento molto delicato per l’economia meridionale. Inflazione, aumento dei costi energetici e rallentamento economico internazionale continuano a incidere su imprese e consumi mentre il Sud cerca di sfruttare opportunità legate al Pnrr, ai fondi europei e alla nuova centralità del Mediterraneo negli equilibri energetici e commerciali.


Anche il settore agricolo siciliano rappresenta uno dei nodi principali della strategia proposta dalle cooperative. Filiera agroalimentare, produzioni di qualità e sostenibilità ambientale vengono considerati asset fondamentali per lo sviluppo economico dell’isola ma le imprese chiedono infrastrutture moderne, maggiore tutela delle produzioni locali e interventi contro aumento dei costi produttivi.


Il tema infrastrutturale continua a essere centrale. Trasporti, logistica, collegamenti ferroviari e reti energetiche vengono considerati elementi decisivi per migliorare competitività e attrattività della Sicilia. Le cooperative sostengono che senza un forte miglioramento delle infrastrutture sarà difficile trasformare posizione geografica e potenzialità economiche dell’isola in reale crescita industriale e occupazionale.


Le richieste avanzate alla Regione mostrano quindi la volontà del sistema cooperativo di avere un ruolo più attivo nella definizione delle strategie economiche siciliane. Imprese, lavoro e sviluppo territoriale vengono indicati come elementi strettamente collegati in una fase nella quale il Mezzogiorno cerca nuove traiettorie di crescita all’interno delle trasformazioni energetiche, industriali e geopolitiche del Mediterraneo.

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