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La casa accessibile diventa una questione di competitività

25 set
Tempo di lettura: 2 min
La casa accessibile diventa una questione di competitività


Uno studio stima un fabbisogno potenziale di 840mila alloggi per i lavoratori nei territori a maggiore pressione abitativa.

La difficoltà di trovare casa vicino al luogo di lavoro incide ormai anche sulla capacità delle imprese di assumere e dei territori di attrarre competenze. Il problema riguarda le famiglie con redditi bassi, ma si estende a lavoratori che, pur avendo un’occupazione, non trovano un’abitazione compatibile con le proprie entrate nelle aree dove si concentrano le opportunità professionali.

Il quarto rapporto sulla casa realizzato da Scenari Immobiliari con Investire SGR individua circa quattro milioni di lavoratori potenzialmente esposti a questa difficoltà. La domanda che ne deriverebbe è stimata in 840mila abitazioni, delle quali circa 540mila per lavoratori continuativi e 300mila per lavoratori stagionali. Si tratta di un fabbisogno potenziale, non di alloggi già richiesti o di cantieri programmati.

Per soddisfare la domanda stimata occorrerebbero oltre 70 milioni di metri quadrati di superficie residenziale e investimenti superiori a 235 miliardi di euro. La dimensione delle cifre mostra perché l’edilizia abitativa non possa essere valutata soltanto come risposta a una condizione di disagio sociale: nelle zone più dinamiche, disponibilità e costo degli alloggi concorrono a determinare la mobilità del lavoro.

Il rapporto fra domanda occupazionale e offerta residenziale è particolarmente delicato quando i nuovi posti di lavoro si concentrano in territori dove costruire o recuperare immobili richiede tempi lunghi. Anche il patrimonio già esistente può contribuire alla risposta, purché sia effettivamente utilizzabile, collocato dove serve e offerto a canoni sostenibili per i destinatari.

Lo studio prospetta un orizzonte di lungo periodo. Tradurre la stima in abitazioni disponibili richiede quindi di distinguere fabbisogno, capacità di investimento e realizzazione effettiva. Contano l’accesso alle aree, le procedure urbanistiche, il costo di costruzione, la gestione degli immobili e la possibilità di mantenere prezzi e canoni coerenti con i redditi dei lavoratori.

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