L'EBA pubblica la sua valutazione annuale degli approcci interni delle banche per il calcolo dei requisiti patrimoniali.
- piscitellidaniel
- 18 giu
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L'Autorità bancaria europea (EBA) ha pubblicato oggi i suoi rapporti 2025 sulle esercitazioni annuali di benchmarking del rischio di mercato e di credito, evidenziando i continui progressi nella coerenza e nell'affidabilità dei modelli interni delle banche in tutta l'UE, e individuando al contempo le aree che richiedono maggiore attenzione da parte delle autorità di vigilanza, in vista della piena attuazione di importanti riforme normative.
Per quanto riguarda il rischio di mercato, i risultati confermano una dispersione stabile e relativamente bassa tra le principali metriche di rischio, a testimonianza del miglioramento della qualità dei dati e della convergenza nelle pratiche di modellizzazione. Per il rischio di credito, la variabilità della PD stimata mostra una graduale riduzione nel lungo termine.
Rischio di mercato: progressi in anticipo rispetto a FRTB
L'esercizio di benchmarking del rischio di mercato dell'UE del 2025 indica miglioramenti tangibili nella qualità, nella coerenza e nella comparabilità dei dati tra le banche.
Come introdotto lo scorso anno, la valutazione viene presentata in due report dedicati, uno per l'Approccio del Modello Interno (IMA) e uno per l'Approccio Standardizzato Alternativo (ASA). Ciò migliora la trasparenza e la chiarezza analitica, soprattutto considerando che l'ASA dovrebbe svolgere un ruolo sempre più centrale nell'ambito del prossimo quadro normativo FRTB.
L'esercizio IMA, che ha coinvolto 43 banche dell'UE in 13 giurisdizioni, mostra un netto miglioramento nella qualità dei dati per la Valutazione di Mercato Iniziale (IMV), con una riduzione della dispersione tra le diverse classi di attivi. La variabilità del Value-at-Risk (VaR) si mantiene a livelli storicamente bassi. Tuttavia, persiste una maggiore dispersione nel VaR in condizioni di stress (sVaR) e nell'Incremental Risk Charge (IRC).
I risultati per l'ASA confermano il suo ruolo di quadro di riferimento più stabile e comparabile, con continui miglioramenti in termini di coerenza. In particolare, la dispersione nel metodo basato sulla sensibilità (SBM) si è ulteriormente ridotta, raggiungendo una media dell'8%.
Principali risultati
IMA
Maggiore uniformità negli strumenti FX a seguito delle indicazioni di supervisione.
Persistente dispersione nei prezzi delle materie prime dovuta a campioni di piccole dimensioni e pratiche eterogenee.
Nonostante la stabilità del VaR, permangono elevati livelli di variabilità in sVaR e IRC.
Limitate le problematiche di supervisione; la maggior parte delle deviazioni è stata considerata giustificata.
ASA
Un'ulteriore convergenza rafforza l'ASA come punto di riferimento normativo.
Permangono problematiche metodologiche nella traduzione dei tassi di cambio e nella mappatura del settore azionario.
La coerenza del metodo SBM è migliorata, con una dispersione scesa all'8%.
Sette banche sono state segnalate per ulteriori verifiche da parte delle autorità di vigilanza.
Rischio di credito: risultati stabili con graduali miglioramenti strutturali
Il benchmarking del rischio di credito mostra un quadro generale stabile, accompagnato da miglioramenti strutturali legati alle riforme normative in corso. La quota di Esposizione al Default (EAD) nell'ambito dell'approccio basato sui rating interni (IRB) ha continuato a diminuire gradualmente negli ultimi anni. Inoltre, l'aumento delle modifiche sostanziali ai modelli approvate in tutte le classi di attivi suggerisce che l'implementazione della roadmap IRB sta procedendo.
Nel periodo 2015-2024:
La variabilità del PD è diminuita in diverse classi di attività.
La variabilità del LGD è rimasta sostanzialmente stabile, con una leggera tendenza al ribasso.
Il rischio di portafoglio sottostante, rappresentato dal tasso di default a lungo termine calcolato su dieci anni, può spiegare in parte la variabilità della probabilità di default (PD). Come previsto, esiste una certa correlazione tra le PD e i tassi di default medi, sebbene permanga una certa variabilità. Per quanto riguarda la perdita di liquidità (LGD), le differenze nei livelli di garanzia, catturate dai rapporti prestito/valore (LtV), spiegano solo una parte della variabilità osservata.
18 giugno 2026
Fonte: eba.europa.eu





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