Festival dell’Economia di Trento, giovani e democrazia: “Non manca l’interesse per la politica, cambiano i modi della partecipazione”
- piscitellidaniel
- 20 mag
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Il Festival dell’Economia di Trento 2026 ha ospitato, oggi 20 maggio, il panel “Oltre l’astensionismo: la speranza dei giovani alla prova della democrazia”. Al centro del dibattito il rapporto tra giovani e politica, letto attraverso dati, trasformazioni sociali e nuovi strumenti di partecipazione.
A confrontarsi sul tema Antonio Campati dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, la sindaca di Firenze Sara Funaro, Andrea Scavo di Ipsos-Doxa Public Affairs, il presidente del Consiglio provinciale Claudio Soini, la vicepresidente Mariachiara Franzoia e Alberto Stefani, presidente della Regione Veneto.
Secondo gli interventi dei relatori, l’astensionismo non deriva da un disinteresse verso la politica, ma da cambiamenti nelle modalità di informazione e coinvolgimento, sempre più influenzate dal digitale e dai social media. È emersa - in conclusione - la necessità di costruire istituzioni più accessibili e capaci di dialogare con le nuove generazioni guardando alle sfide del lungo periodo.

Ad aprire il dibattito è stata l’analisi dei dati illustrata da Andrea Scavo, che ha invitato a superare la narrazione di un disinteresse generazionale verso la politica. Secondo i dati sull’affluenza tra il 2022 e il 2025, il non voto dipende infatti soprattutto dalle condizioni economiche, lavorative e sociali. “L’interesse per la politica non è basso - ha spiegato - ma cambiano le modalità di informazione e partecipazione”.
Su questo aspetto si è soffermato anche Antonio Campati, evidenziando il peso crescente dei social media nel rapporto dei giovani con la politica. “Più della metà dei giovani si informa attraverso influencer e creator digitali, che hanno in parte sostituito il ruolo dei partiti”, ha osservato, richiamando il rischio di una semplificazione del dibattito pubblico ma anche la necessità di comprendere i nuovi linguaggi della partecipazione.
Per Funaro i giovani continuano infatti a essere presenti nella vita pubblica, anche se spesso al di fuori delle forme tradizionali della politica. “Dobbiamo chiedere ai giovani cosa vogliono e trasformare le loro richieste in risposte concrete”, ha affermato, sottolineando l’importanza di costruire strumenti più snelli e digitali per favorire il coinvolgimento delle nuove generazioni.
In conclusione al panel, Stefani ha indicato nella capacità di guardare al lungo periodo una delle principali sfide della politica: “La vera sfida politica è pensare alla società oltre il domani, verso i prossimi decenni”.
Un dialogo che invita ad affrontare le sfide generazionali con una politica capace di parlare nuovi linguaggi e utilizzare strumenti contemporanei, superando i luoghi comuni sull’astensionismo e riconoscendone la complessità sociale e culturale.
Fonte: festivaleconomia2026.it





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