Wall Street rimbalza grazie al crollo del petrolio, riflettori su Micron e sull'inflazione USA
- piscitellidaniel
- 6 ore fa
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I principali indici di Wall Street hanno chiuso la seduta di mercoledì in rialzo, interrompendo una serie di due giornate negative. A sostenere il mercato è stato soprattutto il forte calo dei prezzi del petrolio, che ha migliorato il clima tra gli investitori in attesa della pubblicazione dei conti trimestrali di Micron.
Il greggio è sceso ai livelli più bassi dall'inizio del conflitto con l'Iran, favorito dalle aspettative di una maggiore fluidità del traffico di petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz. Nel frattempo, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che Teheran avrebbe comunicato a Washington di non aver avanzato richieste di pedaggi.
Tra i settori più brillanti si sono distinti compagnie aeree e operatori crocieristici: l'indice S&P 500 dedicato alle compagnie aeree passeggeri è balzato del 4,4%, aggiornando i massimi storici, mentre il comparto industriale ha guadagnato l'1,8%.
Dopo il recente rally, i grandi titoli tecnologici hanno invece continuato a mostrare segnali di debolezza. Al contrario, comparti più difensivi come sanità e beni di prima necessità hanno attirato maggiori acquisti negli ultimi giorni.
Le preoccupazioni per l'aumento della spesa finanziata a debito da parte delle grandi società del settore edilizio, unite al rischio di una Federal Reserve più aggressiva sul fronte dei tassi, hanno contribuito alla correzione dei mercati registrata questa settimana, cancellando oltre 1.000 miliardi di dollari di valore dal Nasdaq 100.
La crescente volatilità del comparto tecnologico ha inoltre concentrato l'attenzione degli investitori sui risultati di Micron, attesi dopo la chiusura di Wall Street. L'azienda è considerata uno dei principali beneficiari della forte domanda legata agli investimenti nell'intelligenza artificiale. Nonostante un rialzo superiore al 250% registrato nel 2026, il titolo cedeva circa l'1,3% al momento della rilevazione.
Nove degli undici principali comparti dello S&P 500 hanno chiuso la giornata in territorio positivo. A guidare i rialzi è stato il settore dei beni di consumo discrezionali, che ha messo a segno un progresso del 2,4%.
Alle 11:42 ET, il Dow Jones Industrial Average è salito di 527,17 punti, pari all'1,03%, a quota 52.194,01, l'S&P 500 ha guadagnato 48,75 punti, pari allo 0,66%, a 7.414,21 e il Nasdaq Composite ha guadagnato 165,68 punti, pari allo 0,65%, a 25.752,72.
Tra i protagonisti della seduta figurano i titoli legati all’edilizia residenziale, sostenuti dalla decisione del presidente Donald Trump di rinunciare alla firma di un disegno di legge bipartisan che avrebbe dovuto favorire un incremento dell’offerta di abitazioni a prezzi accessibili. In questo contesto, Hovnanian Enterprises è balzata del 13,5%, mentre PulteGroup e Toll Brothers hanno guadagnato rispettivamente il 9,4% e l’8,4%.
Gli investitori hanno continuato a monitorare con attenzione l’evoluzione della situazione in Medio Oriente. Stati Uniti e Iran hanno infatti diffuso dichiarazioni divergenti su diversi temi centrali, tra cui eventuali incentivi economici a favore di Teheran, il controllo dello Stretto di Hormuz e il conflitto che coinvolge Israele e il Libano.
Il miglioramento del quadro geopolitico, insieme alle solide aspettative sugli utili aziendali, ha contribuito a spingere lo S&P 500 verso quella che potrebbe essere la migliore performance trimestrale degli ultimi sei anni, nonostante il mercato debba fare i conti con prospettive di tassi d’interesse più elevati.
Secondo i dati del FedWatch Tool del CME Group, gli operatori stanno progressivamente aumentando le probabilità di un secondo rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve entro la fine dell’anno. Una visione più restrittiva rispetto alle precedenti attese, che prevedevano un unico incremento di 25 punti base.
L'attenzione degli investitori è ora rivolta all'indice dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE), la misura dell'inflazione preferita dalla Federal Reserve, la cui pubblicazione prevista per giovedì potrebbe fornire indicazioni importanti sulle prossime mosse della banca centrale in materia di politica monetaria.
Tra i singoli titoli, Cerebras Systems ha ceduto il 17,3% dopo che il produttore di chip, alla sua prima trimestrale da società quotata, ha avvertito che i margini di profitto per l'intero esercizio saranno inferiori rispetto a quelli registrati nel primo trimestre.
Forte pressione anche su Hertz, che ha lasciato sul terreno il 28%. La società di autonoleggio ha infatti comunicato di attendersi per il secondo trimestre un utile operativo rettificato vicino al limite inferiore delle proprie stime e ha inoltre annunciato un'offerta di nuove azioni ordinarie per un controvalore di 100 milioni di dollari.
Sul New York Stock Exchange, i titoli in rialzo hanno prevalso su quelli in calo con un rapporto di 1,56 a 1. Un andamento analogo si è registrato sul Nasdaq, dove il rapporto tra avanzamenti e ribassi è stato pari a 1,55 a 1.
Sul fronte dei massimi e minimi annuali, lo S&P 500 ha registrato 21 nuovi massimi a 52 settimane e 3 nuovi minimi, mentre il Nasdaq Composite ha segnato 167 nuovi massimi e 105 nuovi minimi.
Fonte: investing.com





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