top of page

Rally a Wall Street, i chip guidano i guadagni mentre cala la tensione tra USA e Iran


Le borse statunitensi hanno chiuso in rialzo giovedì, trainate dal forte recupero del comparto dei semiconduttori. L’ottimismo per i progressi diplomatici in Medio Oriente ha infatti contribuito a rasserenare il sentiment degli investitori, attenuando le preoccupazioni legate a una possibile linea più restrittiva della Federal Reserve sotto la guida del nuovo presidente Kevin Warsh.


Tra i protagonisti della seduta, Intel ha messo a segno un balzo di quasi l’8%, toccando un nuovo massimo storico dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato un accordo tra Apple e la società per la progettazione e la produzione di chip sul territorio americano.


Il rally ha coinvolto l’intero settore: Nvidia ha guadagnato il 2,3%, mentre Micron e Marvell Technology sono avanzate rispettivamente di oltre l’8,4% e del 12%. L’indice Philadelphia Semiconductor ha raggiunto un nuovo record storico con un progresso del 6,3%, mentre il comparto tecnologico dell’S&P 500 è salito del 2,5%.


Il recupero segue la forte flessione registrata nella seduta precedente, quando i mercati avevano reagito alle dichiarazioni di Warsh e di altri esponenti della Federal Reserve, che avevano ribadito la necessità di mantenere alta l’attenzione sull’inflazione, alimentando le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi.


Sul fronte geopolitico, Stati Uniti e Iran hanno diffuso il testo di un accordo preliminare che prolunga di 60 giorni il cessate il fuoco siglato ad aprile, con l’obiettivo di favorire il raggiungimento di un’intesa definitiva. La notizia ha contribuito a spingere al ribasso i prezzi del petrolio, scesi di quasi il 3% fino ai livelli più bassi dall’inizio del conflitto con l’Iran.


La flessione del greggio ha rafforzato le aspettative di un rallentamento delle pressioni inflazionistiche senza la necessità di ulteriori interventi aggressivi sui tassi. Come sottolineato da Jim Baird, Chief Investment Officer di Plante Moran Financial Advisors, l’accordo tra Washington e Teheran ha rappresentato un importante elemento di fiducia per i mercati.


Secondo Baird, il calo del petrolio potrebbe offrire un sollievo nel breve termine sul fronte dell’inflazione e concedere alla Federal Reserve maggiore flessibilità nel valutare le prossime mosse di politica monetaria, riducendo almeno temporaneamente le aspettative di un imminente aumento dei tassi.


Nonostante ciò, le attese del mercato restano orientate verso una possibile stretta monetaria: i dati del FedWatch Tool del CME Group indicano infatti una probabilità del 50% di un rialzo dei tassi di 25 punti base nella riunione di settembre, in netto aumento rispetto al 27% stimato il giorno precedente.


Sette degli undici principali comparti dell’S&P 500 hanno chiuso la seduta in territorio positivo. A guidare i rialzi sono stati i settori delle utility e dell’industria, entrambi in progresso di circa l’1,3%.


Buona performance anche per il Russell 2000, indice di riferimento delle società a piccola capitalizzazione, che ha guadagnato l’1,5%.


Alle 11:23 ET, il Dow Jones Industrial Average è salito di 184,68 punti, pari allo 0,36%, a 51.677,23, l'S&P 500 ha guadagnato 67,24 punti, pari allo 0,91%, a 7.487,34 e il Nasdaq Composite ha guadagnato 324,76 punti, pari all'1,25%, a 26.344,72.


Tra i titoli sotto pressione, Accenture ha lasciato sul terreno il 16,6% dopo aver ridotto la parte alta delle proprie stime di fatturato per l’intero esercizio. La debolezza del gruppo ha pesato anche sui concorrenti: Cognizant Technology Solutions ha ceduto il 9,1%, mentre IBM ha registrato una flessione del 5,7%. Di conseguenza, il settore software dell’S&P 500 è sceso dell’1,5%, toccando i livelli più bassi degli ultimi due mesi.


Dopo la brusca correzione registrata all’inizio di giugno, i mercati hanno recuperato terreno grazie alla solidità dell’economia statunitense, all’ampliamento del rally oltre il comparto tecnologico e all’ottimismo generato dall’intesa tra Stati Uniti e Iran, elementi che hanno contribuito a rafforzare la fiducia degli investitori.


Alla vigilia della festività del Juneteenth, i tre principali indici di Wall Street si avviavano a chiudere la seconda settimana consecutiva in rialzo.


Sul fronte macroeconomico, i dati diffusi dal Dipartimento del Lavoro hanno evidenziato un calo delle nuove richieste di sussidio di disoccupazione nella settimana precedente, mentre il livello dei licenziamenti è rimasto contenuto, confermando la tenuta del mercato del lavoro americano.


La seduta è stata inoltre caratterizzata dal cosiddetto “triple witching”, la scadenza trimestrale simultanea di opzioni e futures su azioni e indici, un evento che tradizionalmente comporta un aumento dei volumi di scambio e della volatilità dei mercati.


Tra gli altri titoli osservati dagli investitori, Kroger ha perso il 6% dopo aver riportato risultati trimestrali inferiori alle attese e aver confermato le proprie previsioni annuali.


Sul New York Stock Exchange i titoli in rialzo hanno superato quelli in ribasso con un rapporto di 1,77 a 1, mentre sul Nasdaq il rapporto è stato di 1,57 a 1.


Per quanto riguarda i nuovi massimi e minimi annuali, l’S&P 500 ha registrato 27 nuovi massimi a 52 settimane e 24 nuovi minimi, mentre il Nasdaq Composite ha segnato 90 nuovi massimi e 103 nuovi minimi.




Fonte: investing.com

Commenti


Le ultime notizie

bottom of page