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Wall Street accelera: boom dei chip, petrolio in calo e Fed sotto i riflettori


Lunedì i principali listini di Wall Street hanno chiuso in territorio positivo, con il Dow Jones che ha raggiunto un nuovo massimo intraday grazie all'annuncio di un accordo preliminare tra Stati Uniti e Iran volto a fermare il conflitto in Medio Oriente e a garantire la riapertura dello Stretto di Hormuz. La notizia ha innescato un deciso ribasso delle quotazioni petrolifere.


L'intesa, tuttavia, lascia ancora aperti temi cruciali come il programma nucleare iraniano e le tensioni tra Israele e Libano. La firma ufficiale dell'accordo è prevista per venerdì in Svizzera.


La prospettiva di una maggiore stabilità nell'area ha spinto il petrolio a perdere il 5%, toccando i livelli più bassi da marzo. Il calo dell'energia ha favorito soprattutto i titoli dei settori maggiormente esposti ai costi del carburante, come compagnie aeree e operatori crocieristici, mentre ha pesato sulle società energetiche.


Tra i maggiori rialzi si sono distinti United Airlines (+5,4%), Delta Air Lines (+2,2%) e American Airlines (+4,4%). Bene anche Norwegian Cruise Line e Carnival Corp, entrambe in progresso di circa il 4%.


Sul fronte opposto, i colossi petroliferi Exxon Mobil e Chevron hanno perso quasi il 4% ciascuno, contribuendo alla flessione del comparto energetico dell'S&P 500, sceso del 3,4%.


Anche il sentiment degli investitori è migliorato sensibilmente: l'indice di volatilità CBOE (VIX), considerato il principale indicatore della paura sui mercati, è sceso a 16,35 punti, il livello più basso da oltre una settimana, dopo aver toccato la settimana precedente i massimi degli ultimi due mesi.


Grazie a questo slancio, i tre principali indici statunitensi si sono avviati verso la terza seduta consecutiva di rialzi, recuperando terreno dopo la fase di debolezza causata dalle tensioni geopolitiche e dalla correzione dei titoli legati all'intelligenza artificiale, che avevano temporaneamente frenato la corsa record di Wall Street.


I titoli dei produttori di chip per la memoria hanno toccato nuovi record, trainati da Micron Technology, balzata del 9,2% dopo che diversi broker hanno rivisto al rialzo i target di prezzo sul titolo. L'indice Philadelphia Semiconductor ha segnato un nuovo massimo storico con un progresso del 4,5%, sostenuto anche dal rialzo del 3% di Nvidia.


Tra gli undici principali comparti dell'S&P 500, sette hanno chiuso in positivo. A guidare i guadagni è stato il settore tecnologico, in crescita del 3,1%, confermando il forte interesse degli investitori per il comparto dei semiconduttori e dell'intelligenza artificiale.


La normalizzazione dei flussi petroliferi dal Medio Oriente e il conseguente calo delle quotazioni del greggio potrebbero offrire alla Federal Reserve maggiore flessibilità nella gestione della politica monetaria, riducendo la necessità di ulteriori rialzi dei tassi d'interesse.


I dati sull'inflazione diffusi la scorsa settimana hanno evidenziato come l'aumento dei costi energetici abbia contribuito alla crescita dei prezzi al consumo nel mese di maggio, accrescendo l'attenzione degli operatori verso la riunione della Fed in programma a fine settimana, la prima presieduta da Kevin Warsh dopo il suo insediamento.


Secondo le rilevazioni di LSEG, il mercato ritiene ormai molto probabile che la banca centrale statunitense mantenga invariati i tassi in questa riunione. Al tempo stesso, le aspettative di un rialzo di 25 punti base entro la fine dell'anno si sono ridimensionate, attestandosi intorno al 70%, in calo rispetto alle stime della settimana precedente.


Alle 11:24 ET, il Dow Jones Industrial Average è salito di 647,45 punti, pari all'1,26%, a quota 51.849,71, l'S&P 500 ha guadagnato 128,90 punti, pari all'1,73%, a 7.560,36 e il Nasdaq Composite ha aggiunto 694,46 punti, pari al 2,69%, a 26.583,30.


Tra i protagonisti della seduta anche SpaceX, che ha guadagnato quasi l'8% dopo aver completato una storica quotazione in Borsa che ha portato la sua valutazione oltre i 2.000 miliardi di dollari.


L'esordio sul Nasdaq si è svolto senza particolari criticità operative, un elemento accolto con favore dagli investitori e considerato un precedente importante in vista delle attese IPO di OpenAI e Anthropic, previste entro la fine dell'anno.


Tra gli altri movimenti rilevanti, Fox ha ceduto il 16,7% dopo aver annunciato l'acquisizione di Roku per 22 miliardi di dollari.


Sul New York Stock Exchange i titoli in rialzo hanno superato quelli in calo con un rapporto di 2,31 a 1, mentre sul Nasdaq il rapporto è stato di 2,21 a 1, segnale di una partecipazione diffusa al movimento rialzista del mercato.


L'S&P 500 ha registrato 38 nuovi massimi annuali e appena tre nuovi minimi, mentre il Nasdaq Composite ha messo a segno 178 nuovi massimi a 52 settimane contro 51 nuovi minimi.




Fonte: investing.com

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