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Wall Street chiude in rialzo, SpaceX debutta con un balzo del 22% e supera i 2.000 miliardi di dollari


L'S&P 500 e il Dow Jones, indice composto dalle principali blue chip statunitensi, hanno chiuso in rialzo venerdì al termine di una seduta caratterizzata da forte volatilità. A sostenere i listini sono state le crescenti aspettative di una possibile svolta diplomatica in Medio Oriente, mentre il debutto in Borsa di SpaceX ha catalizzato l'attenzione degli investitori, segnando la più grande quotazione nella storia di Wall Street.


L'Iran ha dichiarato che un possibile "Memorandum d'intesa di Islamabad" per la gestione del conflitto "non è mai stato così vicino", alimentando il clima di fiducia sui mercati. Le dichiarazioni sono arrivate all'indomani dell'annuncio del presidente statunitense Donald Trump, secondo cui un accordo sarebbe ormai imminente.


I riflettori sono rimasti puntati su SpaceX, che ha esordito con un balzo del 22%, raggiungendo i 163 dollari per azione rispetto al prezzo di collocamento di 135 dollari. Il rally ha portato la valutazione della società oltre i 2.000 miliardi di dollari, collocandola immediatamente tra le maggiori aziende quotate degli Stati Uniti.


In controtendenza, le azioni di Tesla, l'altra società guidata da Elon Musk e anch'essa caratterizzata da multipli elevati rispetto agli utili, hanno perso il 2%.


Secondo le stime, soltanto il 3-4% del capitale di SpaceX sarà effettivamente disponibile per gli scambi sul mercato, mentre una quota significativa delle azioni è stata riservata agli investitori retail.


Grande attesa anche per le future quotazioni di OpenAI e Anthropic, due tra le principali società attive nel settore dell'intelligenza artificiale, il cui debutto in Borsa è previsto entro la fine dell'anno.


Dopo il forte rally delle settimane precedenti, venerdì le azioni di diverse società spaziali hanno invece registrato prese di profitto. Rocket Lab ha ceduto il 9,1%, mentre Intuitive Machines e Planet Labs hanno perso rispettivamente il 13,4% e il 10,2%. In controtendenza i fondi esposti a SpaceX, tra cui il Fundrise Innovation Fund, che ha guadagnato il 3,3%.


Sul fronte settoriale, nove degli undici comparti dello S&P 500 hanno chiuso la seduta in territorio positivo. A guidare i rialzi è stato il settore energetico, che ha messo a segno un progresso dell'1,7%.


Andamento contrastato per i titoli dei semiconduttori. Nvidia ha terminato la giornata pressoché invariata, mentre Advanced Micro Devices (AMD) è balzata del 5% dopo che Citigroup ha migliorato il giudizio sul titolo, portandolo da "neutral" a "buy". Tra le megacap tecnologiche, Amazon e Apple hanno invece registrato ribassi rispettivamente del 2% e dell'1,4%.


I fondi azionari statunitensi hanno evidenziato il primo deflusso settimanale delle ultime tre settimane e, nei giorni scorsi, l'indice Nasdaq aveva confermato l'ingresso in una fase correttiva. Secondo alcuni analisti, parte della debolezza mostrata dal mercato azionario americano e del calo del 16% registrato dal Bitcoin nella scorsa settimana potrebbe essere legata al ridimensionamento delle posizioni da parte degli investitori in vista della quotazione di SpaceX.


Alle 12:15 ET, il Dow Jones Industrial Average è salito di 385,41 punti, pari allo 0,76%, a quota 51.234,16, l'S&P 500 ha guadagnato 37,70 punti, pari allo 0,51%, a 7.432,00 e il Nasdaq Composite ha guadagnato 71,59 punti, pari allo 0,27%, a 25.881,25.


Nonostante la volatilità, i tre principali indici di Wall Street si avviano a concludere la settimana con moderati rialzi. Permangono tuttavia le incertezze legate alle tensioni geopolitiche con l'Iran e i timori che il forte rally dei titoli legati all'intelligenza artificiale abbia raggiunto valutazioni eccessivamente elevate.


La quotazione di SpaceX, che include nel proprio ecosistema anche Starlink e xAI, ha già messo in discussione diverse consuetudini di Wall Street. In vista del debutto, i principali fornitori di indici, tra cui Nasdaq e FTSE Russell, hanno modificato i criteri di ammissione per consentirne l'inclusione, mentre la società ha fissato il prezzo dell'IPO a 135 dollari per azione ancora prima dell'avvio del roadshow, una scelta che riflette il peso e l'influenza di Elon Musk sul processo di collocamento.


Nonostante l'entusiasmo del mercato, alcuni analisti invitano alla prudenza, sottolineando come la società abbia chiuso lo scorso esercizio con perdite superiori a 4 miliardi di dollari.


Sul fronte macroeconomico, un recente sondaggio ha evidenziato un miglioramento della fiducia dei consumatori superiore alle attese, mentre i dati diffusi nei giorni precedenti hanno segnalato un'accelerazione delle pressioni inflazionistiche.


Le aspettative sulla politica monetaria della Federal Reserve si sono nel frattempo modificate dopo le dichiarazioni rilasciate giovedì dal presidente Donald Trump. Secondo il FedWatch Tool del CME Group, gli operatori hanno spostato da ottobre a dicembre le previsioni per il prossimo rialzo dei tassi d'interesse.


Tra i singoli titoli, Adobe ha perso il 6,8% dopo l'annuncio dell'uscita del direttore finanziario Dan Durn.


Sul New York Stock Exchange i titoli in rialzo hanno superato quelli in ribasso con un rapporto di 2,18 a 1, mentre sul Nasdaq il rapporto si è attestato a 1,48 a 1, segnalando un'ampiezza di mercato complessivamente positiva.


Dal punto di vista tecnico, lo S&P 500 ha registrato 35 nuovi massimi e 10 nuovi minimi delle ultime 52 settimane. Sul Nasdaq Composite, invece, i nuovi massimi annuali sono stati 166, a fronte di 73 nuovi minimi.




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