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Eurostar contesta l’accesso di Virgin alla capacità di HS1

9 set
Tempo di lettura: 2 min

Il ricorso apre una verifica su trasparenza, non discriminazione e assegnazione di una risorsa ferroviaria scarsa.


La futura concorrenza ferroviaria sotto la Manica è entrata nella fase contenziosa. Eurostar ha impugnato la decisione con cui l’Office of Rail and Road britannico ha pre-approvato un accordo quadro di accesso tra Virgin Trains e il gestore di HS1, la linea ad alta velocità che collega Londra al Tunnel della Manica. Virgin punta ad avviare dal 2030 servizi verso Parigi, Bruxelles e Amsterdam, introducendo un concorrente sulle rotte internazionali finora operate da Eurostar.


Il provvedimento del regolatore consente alle parti di stipulare un quadro per un massimo di venti collegamenti giornalieri di andata e ritorno nel periodo compreso tra il 2030 e il 2040. Non si tratta, però, di un’autorizzazione completa all’esercizio. L’operatore dovrà procurarsi materiale rotabile compatibile, ottenere accesso alle reti continentali e conseguire le necessarie autorizzazioni di sicurezza nel Regno Unito e nell’Unione europea. La pre-approvazione della capacità attribuisce comunque un vantaggio strategico, perché rende più credibile il piano finanziario e industriale del nuovo entrante.


Eurostar sostiene che il procedimento sia stato non trasparente, ingiusto e discriminatorio e che una quota di capacità venga, di fatto, riservata a Virgin sottraendola ad altri richiedenti. Il ricorso pone una questione tipica della regolazione delle infrastrutture essenziali: la concorrenza deve essere promossa attraverso criteri oggettivi, pubblici e proporzionati, senza favorire né l’incumbent né il nuovo operatore. L’autorità dovrà dimostrare come siano state valutate capacità residua, richieste concorrenti, affidabilità dei programmi e utilizzazione efficiente della linea.


La tutela della parità di accesso non implica che ogni domanda debba ricevere lo stesso quantitativo di tracce, ma impone che differenze di trattamento siano motivate da elementi verificabili. Anche un obiettivo favorevole ai consumatori, come l’ingresso di un secondo vettore, può essere compromesso da un procedimento opaco. Per imprese e investitori, la separazione tra accordo quadro, licenza, certificazione di sicurezza e concreta assegnazione delle tracce evita di confondere la contendibilità del mercato con l’immediata disponibilità del servizio. Il contenzioso determinerà il grado di stabilità regolatoria sul quale potrà essere costruito il nuovo mercato ferroviario internazionale.

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