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Euro 2032, quattordici stadi candidati e investimenti per circa 5 miliardi

1 ott
Tempo di lettura: 2 min
Cantiere e progettazione edilizia, immagine illustrativa di archivio

La candidatura italiana a Euro 2032 apre una nuova fase per gli investimenti negli impianti sportivi. Il 30 settembre la FIGC ha trasmesso alla UEFA i dossier di 13 città e 14 stadi ritenuti idonei a proseguire la selezione. Il programma comprende costruzioni e riqualificazioni, con un valore complessivo indicato nelle ricostruzioni del 1° ottobre in circa 5 miliardi di euro.

Si tratta di investimenti progettati, non di una spesa già sostenuta. La quota di capitali privati riportata è pari all’80% del totale. L’avanzamento effettivo deve quindi essere distinto dal valore economico delle candidature: un dossier presentato e un’opera completata rappresentano fasi diverse del percorso immobiliare e infrastrutturale.

Le città in corsa sono Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Lecce, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Salerno, Torino e Verona. Roma presenta due soluzioni, l’Olimpico e il nuovo impianto previsto a Pietralata; Napoli concorre con il Maradona. L’elenco trasmesso non coincide con la selezione definitiva delle cinque sedi italiane del torneo.

La UEFA esaminerà i progetti attraverso 11 aree tematiche e 120 requisiti operativi. Tra gli elementi indicati dalla FIGC figurano compatibilità delle infrastrutture, accessibilità, sostenibilità, sicurezza e ospitalità, insieme ai servizi per tifosi, media e broadcaster. La scelta delle sedi arriverà soltanto dopo questo controllo di conformità.

Lo stato degli impianti resta eterogeneo: la ricostruzione pubblicata il 1° ottobre distingue due stadi sostanzialmente pronti, cinque da realizzare e sette da riqualificare. Tra le nuove costruzioni figura la proposta di Verona, con demolizione e ricostruzione del Bentegodi, investimento indicato in 300 milioni di euro e capienza prevista di 30mila posti. Anche qui importo e dimensione descrivono il progetto candidato, senza certificare l’avvio dei lavori.

Per gli interventi sugli impianti esistenti, la verifica UEFA riguarda servizi e spazi necessari oltre al terreno di gioco.

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