Big Pharma e la sfida dei dazi: pressioni sulla UE per evitare la fuga di investimenti
- piscitellidaniel
- 2 mag
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Le principali aziende farmaceutiche globali, tra cui Pfizer, Eli Lilly, AstraZeneca, Sanofi e Novartis, hanno recentemente intensificato le loro pressioni sulla Commissione Europea per ottenere misure che contrastino l'imposizione di dazi statunitensi sui prodotti farmaceutici. Queste aziende temono che tali tariffe possano compromettere la competitività dell'industria farmaceutica europea e spingere gli investimenti verso gli Stati Uniti.
Le richieste delle Big Pharma
In una lettera indirizzata alla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, le aziende farmaceutiche hanno espresso preoccupazione per l'annuncio del Presidente USA Donald Trump riguardo all'introduzione di dazi sui farmaci importati. Secondo quanto riportato da diverse fonti, le aziende hanno chiesto all'UE di aumentare i prezzi dei medicinali per contrastare l'impatto dei dazi e mantenere la competitività dell'industria farmaceutica europea.
Vas Narasimhan, CEO di Novartis, e Paul Hudson, CEO di Sanofi, hanno sottolineato la necessità per l'Europa di stabilire un obiettivo di spesa a livello europeo per medicinali e vaccini innovativi. Hanno inoltre criticato le politiche europee che limitano artificialmente la crescita del mercato biofarmaceutico e riducono i prezzi per le nuove indicazioni, creando un disincentivo per gli innovatori.
Investimenti miliardari negli Stati Uniti
Le Big Pharma hanno già annunciato investimenti significativi negli Stati Uniti. Novartis ha stanziato 23 miliardi di dollari, Eli Lilly 27 miliardi, Merck & Co. 8 miliardi, mentre Roche ha presentato un piano di 50 miliardi. Questi investimenti sono in parte spinti dalle agevolazioni fiscali introdotte dall'amministrazione Trump, come la Tax Cuts and Jobs Act del 2017, che ha incentivato l'espansione produttiva sul suolo americano.
Preoccupazioni per l'industria europea
Le aziende farmaceutiche temono che, senza contromisure, le catene di fornitura possano progressivamente spostarsi altrove. Secondo Eurostat, nel 2023 l'export UE di prodotti farmaceutici e medicali verso gli Stati Uniti ha raggiunto i 90 miliardi di euro. Le aziende segnalano uno svantaggio competitivo in Europa rispetto agli Stati Uniti, dove i prezzi dei medicinali risultano in media doppi rispetto a quelli praticati in diversi Paesi europei.
Risposta della Commissione Europea
La Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha incontrato i principali rappresentanti dell'industria farmaceutica europea per discutere gli effetti dei possibili dazi su un comparto considerato strategico per l'Unione Europea. I partecipanti all'incontro hanno chiesto un intervento a sostegno dell'innovazione nel mercato unico e per semplificare le procedure, in particolare per le sperimentazioni cliniche e la digitalizzazione del sistema sanitario europeo.
Proposte di Medicines for Europe
L'associazione Medicines for Europe ha proposto un piano d'azione in cinque fasi per supportare la Commissione e tutelare il valore unico dell'industria farmaceutica. Tra le proposte: proseguire gli sforzi diplomatici per impedire l'imposizione di dazi sui medicinali e sui principi attivi farmaceutici dell'UE; rivedere la legislazione complessa e onerosa che compromette le attività farmaceutiche in Europa; accelerare le politiche industriali contenute in documenti come il Critical Medicines Act e il Biotech Act; adottare la legislazione farmaceutica dell'UE con incentivi normativi equilibrati; basare l'azione dell'UE sull'autonomia strategica, promuovendo la solidarietà europea .

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