Andalusia devastata dagli incendi: dodici vittime e decine di dispersi vicino ad Almería
- piscitellidaniel
- 10 lug
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Un violento incendio boschivo ha colpito la provincia di Almería, in Andalusia, provocando almeno dodici vittime e lasciando decine di persone disperse. Le fiamme, divampate nell’area di Los Gallardos e alimentate dalle temperature estreme, dal vento e dalla vegetazione particolarmente secca, si sono propagate con una rapidità tale da sorprendere residenti e turisti presenti nella zona. Il bilancio, ancora provvisorio, si è aggravato dopo il ritrovamento di nuovi corpi nell’area interessata dal disastro, mentre le squadre di soccorso continuano a perlustrare terreni agricoli, strade secondarie e abitazioni isolate. Diverse vittime sarebbero state raggiunte dal fuoco mentre tentavano di allontanarsi a bordo delle proprie automobili o a piedi, trovandosi intrappolate in una zona montuosa caratterizzata da vie di fuga limitate. Le autorità regionali hanno descritto l’accaduto come una tragedia senza precedenti per l’Andalusia, sottolineando come la velocità del fronte delle fiamme abbia reso estremamente difficili le operazioni di evacuazione.
L’incendio avrebbe percorso in poche ore migliaia di ettari tra boschi, terreni agricoli e insediamenti rurali, spingendosi verso il territorio di Bédar e minacciando numerose abitazioni sparse. Centinaia di persone sono state allontanate dalle aree maggiormente esposte, mentre altre hanno ricevuto l’ordine di rimanere al chiuso in attesa dell’arrivo dei soccorsi. Proprio la scelta di alcuni residenti di mettersi autonomamente in viaggio potrebbe aver contribuito al numero elevato delle vittime, poiché il fumo intenso e il rapido mutamento della direzione del vento hanno trasformato alcune strade in vere e proprie trappole. Sul posto sono intervenuti circa centocinquanta vigili del fuoco, unità specializzate del servizio forestale andaluso e reparti dell’Unità militare di emergenza, sostenuti da mezzi aerei e da squadre sanitarie. Le operazioni sono state ostacolate dal caldo superiore ai quaranta gradi, dalle raffiche di vento e dalla conformazione del terreno, che rende difficile raggiungere le località più isolate.
Le indagini sulle cause del rogo sono ancora in corso, anche se tra le prime ipotesi viene valutato il possibile cedimento di una linea elettrica. Gli investigatori dovranno accertare se l’incendio sia stato provocato da un guasto alle infrastrutture, da una condotta negligente o da altre circostanze, ricostruendo con precisione il punto di origine e la sequenza degli eventi. La procura competente ha avviato gli accertamenti, mentre le autorità stanno procedendo all’identificazione delle vittime, alcune delle quali potrebbero essere cittadini stranieri residenti o in vacanza nella provincia di Almería. La presenza di comunità internazionali e di abitazioni collocate in aree rurali ha complicato anche il censimento delle persone mancanti, rendendo necessario incrociare le segnalazioni delle famiglie con i dati delle strutture ricettive e delle amministrazioni locali. Negli ospedali della regione sono stati ricoverati diversi feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni a causa delle ustioni e dell’inalazione di fumo.
La tragedia si verifica durante una nuova ondata di calore che sta interessando la Spagna e altre aree dell’Europa meridionale, con temperature eccezionalmente elevate e un rischio di incendi classificato ai livelli massimi in numerose regioni. L’Andalusia, caratterizzata da lunghi periodi di siccità e da vaste zone di vegetazione facilmente infiammabile, è particolarmente esposta alla combinazione tra caldo estremo, vento e ridotta umidità del terreno. Nelle stesse ore altri roghi hanno richiesto interventi ed evacuazioni in diverse parti della penisola iberica, mettendo sotto pressione il sistema nazionale di protezione civile. Il governo spagnolo ha espresso vicinanza alle famiglie delle vittime e garantito il sostegno dello Stato alle autorità regionali, mentre nella provincia di Almería proseguono la ricerca dei dispersi, il controllo dei focolai e la verifica delle abitazioni e delle infrastrutture danneggiate. L’emergenza ha riaperto anche il confronto sulla prevenzione, sulla manutenzione delle aree boschive e sulla necessità di adeguare i piani di evacuazione a incendi sempre più rapidi e difficili da contenere.


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