Wall Street sostenuta dai big tech, attesa per utili dei “Magnifici Sette” e Fed
- piscitellidaniel
- 3 giorni fa
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L’S&P 500 e il Nasdaq hanno chiuso in rialzo, sostenuti dagli acquisti su alcuni titoli a grande capitalizzazione. Tuttavia, il forte calo di Intel, penalizzata da prospettive deludenti, insieme alle persistenti tensioni geopolitiche, ha frenato il sentiment complessivo degli investitori.
Dopo la brusca svendita di martedì, innescata dalle minacce del presidente statunitense Donald Trump di imporre dazi agli alleati europei fino a quando Washington non avesse ottenuto il via libera all’acquisto della Groenlandia, i mercati avevano mostrato segnali di recupero nelle due sedute successive. Trump ha poi ridimensionato i toni, attenuando le minacce tariffarie ed escludendo l’uso della forza per occupare l’isola. Nonostante ciò, l’S&P 500 e il Dow Jones si avviavano verso lievi ribassi settimanali, mentre il Nasdaq era vicino a un modesto guadagno.
La domanda costante di beni rifugio ha spinto l’oro su nuovi massimi storici e ha portato l’argento a superare per la prima volta i 100 dollari l’oncia.
A pesare maggiormente sui listini di venerdì è stata Intel, crollata del 15,6% dopo aver previsto ricavi e utili trimestrali inferiori alle attese. Il gruppo ha dichiarato di aver incontrato difficoltà nel soddisfare la domanda di chip per server destinati ai data center dedicati all’intelligenza artificiale. Nonostante il tonfo, il titolo resta in rialzo di circa il 25% dall’inizio dell’anno.
L’indice dei semiconduttori ha ceduto l’1%, allontanandosi dal massimo storico toccato nella seduta precedente, mentre l’indicatore della volatilità di Wall Street è tornato a salire dopo due sessioni di calo.
Alle 11:35 ET, il Dow Jones Industrial Average è sceso di 238,52 punti, ovvero dello 0,48%, a 49.145,49, l'S&P 500 ha guadagnato 9,86 punti, ovvero dello 0,14%, a 6.923,21 e il Nasdaq Composite ha guadagnato 112,84 punti, ovvero dello 0,48%, a 23.548,86.
Test degli utili per i “Magnifici Sette”
Una nuova ondata di acquisti sui titoli tecnologici a mega capitalizzazione ha sostenuto l’indice di riferimento, con gli investitori tornati a privilegiare i nomi più noti del settore. Microsoft e Netflix hanno guadagnato circa il 3% ciascuna, mentre Meta e Amazon sono salite del 2,3%.
Nvidia ha registrato un rialzo dell’1,6% dopo che Bloomberg News ha riferito che le autorità cinesi avrebbero comunicato ad Alibaba, Tencent e ByteDance la possibilità di preparare ordini per i chip AI H200 del gruppo statunitense.
Diversi esponenti dei cosiddetti “Magnifici Sette”, tra cui Apple, Tesla e Microsoft, pubblicheranno i risultati la prossima settimana. L’attenzione degli investitori sarà rivolta soprattutto alle indicazioni del management, per valutare quanto potenziale di crescita resti a supporto di valutazioni che rimangono elevate.
Attesa per la Fed
La Federal Reserve dovrebbe mantenere i tassi d’interesse nell’intervallo 3,5%-3,75% nella riunione della prossima settimana. Gli operatori analizzeranno con attenzione il comunicato e le dichiarazioni del presidente Jerome Powell alla ricerca di segnali sulla futura traiettoria della politica monetaria. Secondo lo strumento FedWatch del CME Group, i mercati continuano a prezzare un primo taglio dei tassi a giugno.
Sul fronte macroeconomico, i dati statunitensi appaiono complessivamente stabili all’inizio dell’anno. A gennaio l’attività economica ha mostrato una buona tenuta, sostenuta da un rafforzamento dei nuovi ordini che ha in parte compensato un mercato del lavoro ancora debole, come indicato dal PMI flash di S&P Global. Parallelamente, l’indagine dell’Università del Michigan ha segnalato un miglioramento diffuso del sentiment dei consumatori nel corso del mese.
Tra gli altri titoli in evidenza, le società minerarie quotate negli Stati Uniti hanno beneficiato del rally dell’argento: Hecla Mining e Coeur Mining sono salite rispettivamente dell’1,5% e dello 0,7%, dopo che il metallo prezioso ha toccato nuovi massimi storici superando per la prima volta i 100 dollari l’oncia.
Fonte: investing.com




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