Wall Street rimbalza, banche e nucleare in evidenza dopo le parole di Trump
- piscitellidaniel
- 13 ore fa
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Mercoledì Wall Street ha messo a segno un deciso rimbalzo dopo la peggior ondata di vendite degli ultimi tre mesi, sostenuta dal sollievo degli investitori in seguito alle dichiarazioni del presidente Donald Trump, che ha escluso il ricorso alla forza nel suo tentativo di acquisire la Groenlandia.
Intervenendo al Forum economico mondiale di Davos, in Svizzera, Trump ha affermato di non prendere in considerazione un’azione militare, ribadendo tuttavia che nessun altro Paese, se non gli Stati Uniti, sarebbe in grado di garantire la sicurezza del territorio danese, da lui più volte definito un “grande pezzo di ghiaccio”.
Il recupero dei mercati fa seguito al brusco arretramento di martedì, quando tutti e tre i principali indici statunitensi avevano perso quasi il 2%, dopo che Trump aveva avvertito che nuovi dazi avrebbero potuto colpire gli alleati europei qualora a Washington non fosse stato consentito di acquistare la Groenlandia.
L’indice di volatilità CBOE è arretrato dai massimi di metà novembre toccati nella seduta precedente, scendendo di 2,43 punti a quota 17,59.
Le megacap statunitensi, protagoniste della recente svendita, hanno guidato il recupero: Nvidia e Alphabet hanno registrato rialzi rispettivamente del 2,6% e del 3%.
In controtendenza Netflix, in calo del 4,5%, dopo che il colosso dello streaming ha sospeso il programma di riacquisto di azioni per finanziare l’acquisizione dello studio e delle attività di streaming di Warner Bros Discovery.
Fatta eccezione per i comparti difensivi dei beni di consumo di base e dei servizi di pubblica utilità, tutti gli altri sottosettori dell’S&P 500 hanno chiuso in territorio positivo.
Alle 11:25 il Dow Jones Industrial Average è salito di 440,45 punti, ovvero dello 0,91%, a 48.929,04, l'S&P 500 ha guadagnato 67,95 punti, ovvero dell'1,00%, a 6.864,81 e il Nasdaq Composite ha guadagnato 266,11 punti, ovvero dell'1,16%, a 23.220,43.
Banche regionali in rialzo, riflettori sui dati
Gli investitori restano inoltre in attesa degli interventi di altri leader aziendali e politici al Forum di Davos. A Washington, l’attenzione dei mercati è rivolta alla Corte Suprema degli Stati Uniti, chiamata a esaminare le argomentazioni sulla richiesta avanzata da Trump di rimuovere la governatrice della Federal Reserve, Lisa Cook.
I solidi risultati diffusi da diversi istituti di credito di piccole e medie dimensioni hanno spinto l’indice delle banche regionali in rialzo del 3,5%, ai massimi da dicembre 2024.
Tra i singoli titoli, Charles Schwab ha guadagnato l’1,3% dopo aver riportato un utile del quarto trimestre superiore alle attese, mentre Citizens Financial Group è balzata del 6% grazie a un aumento del 31,7% dell’utile trimestrale.
Nel comparto dei trasporti, United Airlines ha segnato un progresso dell’1,7% dopo la pubblicazione di previsioni ottimistiche sia per il trimestre in corso sia per l’intero esercizio.
Johnson & Johnson ha ceduto l’1,7%, nonostante abbia diffuso previsioni su ricavi e utili per il 2026 superiori alle attese di Wall Street.
Secondo i dati LSEG I/B/E/S, tra le 33 società dell’indice S&P 500 che avevano pubblicato i risultati trimestrali fino a venerdì scorso, l’84,8% ha battuto le stime degli analisti in termini di profitti, ben al di sopra della media storica del 67,3%.
Sul fronte dei singoli titoli, le società statunitensi del comparto nucleare hanno registrato rialzi dopo che Trump ha ribadito il suo sostegno all’approvvigionamento di energia nucleare.
NuScale Power è avanzata del 4,4%, Nano Nuclear Energy ha guadagnato il 3,7%, mentre Oklo, sostenuta da Sam Altman, ha messo a segno un progresso del 3,3%.
In calo invece Kraft Heinz, che ha perso il 5,5% dopo che una comunicazione alle autorità di regolamentazione ha indicato che Berkshire Hathaway potrebbe ridurre o cedere la propria partecipazione del 27,5% nel gruppo alimentare.
Fonte: investing.com




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