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Wall Street sale tra spiragli diplomatici con l’Iran, rally tech e criptovalute; energia in calo e attese sui tassi rinviate a settembre


Mercoledì gli indici di Wall Street hanno chiuso in rialzo, mentre gli investitori analizzavano le notizie secondo cui emissari iraniani avrebbero avviato contatti riservati con gli Stati Uniti per discutere una possibile fine del conflitto. A sostenere il clima di fiducia ha contribuito anche l’impegno del presidente Donald Trump a intervenire per stabilizzare i mercati petroliferi.


Gli acquisti si sono concentrati in particolare sui titoli tecnologici, penalizzati da forti vendite a febbraio: Nvidia ha guadagnato l’1,6%, Amazon è salita del 3,4% e Applied Digital ha messo a segno un balzo del 9,1%.


Secondo un articolo del The New York Times, funzionari dell’intelligence iraniana avrebbero contattato indirettamente la CIA il giorno successivo agli attacchi. Tuttavia, le autorità statunitensi restano scettiche sulla possibilità che l’amministrazione Trump o Teheran siano pronte a una de-escalation nel breve periodo.


Nonostante queste indiscrezioni, il rischio di un’ulteriore escalation rimane concreto, ha osservato Chris Zaccarelli, responsabile degli investimenti di Northlight Asset Management, sottolineando comunque la relativa resilienza dimostrata dagli investitori americani dall’inizio del conflitto.


I titoli del comparto viaggi, colpiti all’inizio della settimana dal rialzo dei prezzi del petrolio, hanno mostrato un andamento misto: American Airlines e Norwegian Cruise Line hanno guadagnato circa il 2% ciascuna, mentre Royal Caribbean ha ceduto l’1,8%.


Al contrario, i produttori di petrolio e gas hanno chiuso in ribasso: ConocoPhillips ha perso il 2,8%, mentre Cheniere Energy ha ceduto lo 0,8%. Il comparto energetico è stato il peggiore all’interno dell’S&P 500, con una flessione complessiva dell’1,4%.


Diversi Paesi del Medio Oriente hanno sospeso temporaneamente parte della produzione di petrolio e gas, mentre gli Stati Uniti puntavano ad ampliare la propria campagna all’interno dell’Iran.


A offrire un parziale sollievo ai mercati sono stati gli annunci del presidente Donald Trump, che ha promesso una scorta navale statunitense per le petroliere in transito nello Stretto di Hormuz e l’introduzione di un’assicurazione contro i rischi politici.


Sul fronte macroeconomico, il presidente della Federal Reserve Bank of New York, John Williams, ha dichiarato martedì che l’economia statunitense ha mostrato resilienza agli shock dei prezzi energetici. Il greggio di riferimento negli Stati Uniti si è attestato a 74 dollari al barile, mentre il Brent ha chiuso a 81 dollari.


Alle 11:53 ET, il Dow Jones Industrial Average è salito di 324,35 punti, ovvero dello 0,67%, a 48.824,77, l'S&P 500 ha guadagnato 59,90 punti, ovvero dello 0,88%, a 6.876,53 e il Nasdaq Composite ha guadagnato 327,79 punti, ovvero dell'1,45%, a 22.843,24.


L’CBOE Volatility Index, noto come l’“indicatore della paura” di Wall Street, è sceso di 2,86 punti a 20,7. Intanto il Russell 2000, particolarmente sensibile all’andamento dei tassi, ha guadagnato l’1%.


I responsabili della politica monetaria hanno espresso pareri divergenti su come il conflitto possa influenzare le prospettive della Federal Reserve. Nel frattempo, l’amministratore delegato di Goldman Sachs, David Solomon, ha osservato che i mercati potrebbero aver bisogno di tempo per assorbire pienamente le conseguenze della crisi.


Gli investitori hanno rivisto le proprie attese sui tassi, spostando da luglio a settembre la previsione di un taglio di 25 punti base.


I tradizionali beni rifugio, come i metalli preziosi, hanno segnato progressi: Endeavour Silver ha messo a segno un rialzo del 4,6%.


Forte anche il comparto legato alle criptovalute: Strategy e Coinbase hanno guadagnato rispettivamente il 12% e il 15%, seguendo il balzo del 7,6% del Bitcoin.


Nel settore farmaceutico, Moderna è salita dell’8,5% dopo aver accettato di versare fino a 2,25 miliardi di dollari per chiudere una lunga disputa legale sui brevetti di un vaccino contro il COVID-19.


Sul fronte macroeconomico, un sondaggio privato ha indicato che a febbraio l’occupazione nel settore privato è cresciuta oltre le attese, mentre un altro report ha evidenziato una solida espansione dell’attività nei servizi.


Nel corso della giornata è attesa la pubblicazione del Beige Book della Federal Reserve, che offre una panoramica delle condizioni economiche nei vari distretti.


I titoli in rialzo hanno superato quelli in calo con un rapporto di 1,83 a 1 al New York Stock Exchange e di 2,58 a 1 al Nasdaq.


L’S&P 500 ha registrato nove nuovi massimi e tre nuovi minimi nelle ultime 52 settimane, mentre il Nasdaq Composite ha segnato 56 nuovi massimi e 63 nuovi minimi.




Fonte: investing.com

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