Wall Street sotto pressione tra trimestrali, Fed e tensioni politiche
- piscitellidaniel
- 2 giorni fa
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I principali indici di Wall Street hanno aperto la settimana accorciata dalle festività in territorio negativo, appesantiti dal riaccendersi delle tensioni commerciali dopo le nuove minacce tariffarie del presidente Donald Trump nei confronti dell’Europa, legate alla disputa sul controllo della Groenlandia.
Martedì gli indici di riferimento sono scivolati sui minimi delle ultime tre settimane, in un contesto di forte avversione al rischio che ha spinto l’oro su nuovi massimi storici, provocato un crollo delle azioni a livello globale e riacceso le vendite sui titoli del Tesoro statunitensi.
Il Nasdaq è sceso al di sotto della media mobile a 50 giorni, un livello tecnico chiave, mentre l’S&P 500 si è attestato a ridosso della stessa soglia.
Trump ha annunciato sabato che a partire dal 1° febbraio entreranno in vigore nuovi dazi del 10% sulle importazioni provenienti da Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Finlandia e Regno Unito, Paesi già colpiti da tariffe statunitensi.
Secondo quanto scritto dal presidente su Truth Social, le tariffe saliranno al 25% dal 1° giugno e resteranno in vigore fino al raggiungimento di un accordo per l’acquisto della Groenlandia da parte degli Stati Uniti. I leader della Groenlandia, territorio autonomo della Danimarca, così come il governo danese, hanno ribadito che l’isola non è in vendita.
Critical Metals, società con una presenza strategica in Groenlandia, ha registrato un calo del 2,7%.
Martedì Trump celebrerà il primo anniversario del suo ritorno alla Casa Bianca, un periodo caratterizzato da forte volatilità sui mercati: l’indice S&P 500 era infatti scivolato a un passo dal mercato ribassista dopo l’annuncio dei dazi del cosiddetto “Giorno della Liberazione” ad aprile, per poi recuperare terreno e toccare nuovi massimi storici grazie a utili solidi e a un’economia resiliente.
L’indice di volatilità CBOE (VIX), noto come il “termometro della paura” di Wall Street, è salito ai massimi degli ultimi due mesi, raggiungendo quota 19,02 punti.
Alle 11:18 il Dow Jones Industrial Average è sceso di 582,97 punti, ovvero l'1,16%, a 48.785,03, l'S&P 500 ha perso 79,86 punti, ovvero l'1,15%, a 6.860,50 e il Nasdaq Composite ha perso 317,67 punti, ovvero l'1,34%, a 23.199,07.
Settimana ricca di dati e trimestrali
Gli investitori si preparano a una settimana densa di appuntamenti macroeconomici, con la pubblicazione di una serie di indicatori chiave, tra cui la stima del PIL statunitense del terzo trimestre, gli indici PMI di gennaio e il rapporto sulle spese per consumi personali (PCE), la misura dell’inflazione maggiormente osservata dalla Federal Reserve.
Parallelamente entra nel vivo anche la stagione delle trimestrali: diversi colossi del settore, tra cui Intel e Netflix, diffonderanno i risultati finanziari nel corso della settimana.
Gli investitori affrontano una settimana particolarmente intensa, scandita dalla pubblicazione di una serie di dati macroeconomici in grado di orientare i mercati, tra cui l’aggiornamento del PIL statunitense del terzo trimestre, gli indici PMI di gennaio e il rapporto sulle spese per consumi personali (PCE), il principale indicatore dell’inflazione monitorato dalla Federal Reserve.
Nel frattempo, la stagione delle trimestrali entra nel vivo: diversi protagonisti del settore, tra cui Intel e Netflix, sono attesi alla prova dei conti nel corso della settimana.
Netflix ha messo a segno un rialzo dello 0,6% dopo aver rivisto la propria offerta per gli asset dello studio e della piattaforma streaming di Warner Bros Discovery, optando per una proposta interamente in contanti senza incrementare il valore complessivo di 82,7 miliardi di dollari.
Il gruppo dello streaming, che avrebbe dovuto pubblicare i risultati trimestrali dopo la chiusura di Wall Street, è stato l’unico titolo del paniere tecnologico a grande capitalizzazione FAANG (Meta, Apple, Amazon, Netflix e Google) a chiudere in territorio positivo.
Il colosso industriale 3M è crollato dell’8,5% dopo aver fornito una previsione di utile rettificato annuo leggermente inferiore alle attese di Wall Street, mentre Fastenal ha ceduto il 3,8% in seguito a ricavi del quarto trimestre sotto le stime.
Secondo i dati LSEG, tra le 33 società dell’indice S&P 500 che avevano già pubblicato i risultati entro venerdì, l’84,8% ha battuto le aspettative degli analisti.
L’attenzione dei mercati resta inoltre alta sul fronte della politica monetaria: il presidente Trump potrebbe decidere già dalla prossima settimana il nome del futuro presidente della Federal Reserve, ha dichiarato il Segretario al Tesoro Scott Bessent a CNBC, alimentando l’incertezza dopo le recenti minacce dell’amministrazione di procedere contro l’attuale numero uno della Fed, Jerome Powell.
Gli investitori monitorano con attenzione anche gli interventi dei leader mondiali al World Economic Forum di Davos, in Svizzera.
Tra gli altri titoli, RAPT Therapeutics ha messo a segno un balzo del 63,9% dopo che la britannica GSK ha accettato di acquisire la società statunitense per 2,2 miliardi di dollari.
Fonte: investing.com




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