Wall Street in calo tra tensioni geopolitiche e timori sul credito, energia in controtendenza
- piscitellidaniel
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Giovedì i mercati azionari statunitensi hanno registrato un forte ribasso dopo che gli attacchi iraniani contro due petroliere hanno fatto impennare i prezzi del petrolio fino a sfiorare i 100 dollari al barile. L’impennata del greggio ha riacceso le preoccupazioni sull’inflazione, già elevate, spingendo molti investitori a ridurre l’esposizione ai titoli azionari.
I tre principali indici di Wall Street hanno perso oltre l’1% in una vendita generalizzata. Quasi tutti i settori hanno chiuso in calo, con l’eccezione dell’energia e di alcuni titoli difensivi, che hanno invece limitato le perdite o registrato rialzi.
La guida suprema iraniana, l’ayatollah Mojtaba Khamenei, ha dichiarato che l’Iran manterrà chiuso lo stretto di Hormuz. Nel frattempo, l’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) ha avvertito che il conflitto con l’Iran potrebbe causare la più grave interruzione delle forniture di petrolio mai registrata, aumentando ulteriormente i timori di pressioni inflazionistiche.
I future sul petrolio WTI e Brent con scadenza più vicina sono saliti di circa l’8%, con il Brent che ha brevemente raggiunto la soglia dei 100 dollari al barile.
Secondo fonti vicine al dossier, l’amministrazione Trump avrebbe chiesto alle compagnie petrolifere e agli operatori di spedizione statunitensi di prepararsi alla possibile sospensione del Jones Act, la legge centenaria che regola il trasporto marittimo interno, nel tentativo di contenere l’aumento dei prezzi dei carburanti.
La Federal Reserve si riunirà il 17 marzo. Nonostante i dati più recenti mostrino che l’inflazione appare sotto controllo, il conflitto con l’Iran — in corso da 13 giorni — e il conseguente aumento dei prezzi del petrolio non si sono ancora riflessi pienamente nelle statistiche ufficiali. Gli analisti si aspettano che la banca centrale lasci invariato il tasso di riferimento, ma grande attenzione sarà rivolta al nuovo riepilogo delle proiezioni economiche, alla ricerca di eventuali revisioni al rialzo delle stime sull’inflazione.
Nel frattempo crescono le preoccupazioni sulla qualità del credito. La società svizzera di private equity Partners Group ha avvertito che i tassi di insolvenza nel mercato del credito privato potrebbero addirittura raddoppiare nei prossimi anni.
Morgan Stanley ha inoltre limitato i rimborsi di uno dei suoi fondi di credito privato, mentre JPMorgan Chase giovedì ha ridotto la valutazione di alcuni prestiti collegati a fondi dello stesso settore. Le azioni delle due banche sono scese rispettivamente del 4,6% e del 2,0%.
Michelle Bowman, vicepresidente della Federal Reserve con delega alla supervisione, ha infine presentato alcune possibili modifiche regolamentari che ridurrebbero i requisiti sulla quantità di liquidità che le banche devono accantonare per coprire eventuali perdite, una proposta vista come favorevole ai grandi istituti di Wall Street.
Il Dow Jones Industrial Average è sceso di 581,01 punti, ovvero l'1,22%, a 46.840,89, l' S&P 500 ha perso 78,56 punti, ovvero l'1,12%, a 6.699,68 e il Nasdaq Composite ha perso 320,37 punti, ovvero l'1,41%, a 22.395,77. Tra gli 11 principali comparti dell’S&P 500, il settore energetico è stato quello con la performance migliore, mentre l’industriale ha registrato il calo percentuale più marcato.
Giovedì il titolo della società di app di incontri Bumble è balzato del 33,6% dopo la pubblicazione di ricavi del quarto trimestre superiori alle attese degli analisti.
Il rivenditore discount Dollar General ha invece perso il 5,9% dopo aver previsto per l’anno in corso vendite comparabili inferiori alle stime del mercato.
Anche le aziende produttrici di fertilizzanti agricoli, che dipendono in parte dalle rotte commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz, hanno registrato rialzi grazie all’aumento dei prezzi. L’indice S&P Fertilizer and Agricultural Chemicals è salito del 4,7%.
Le società chimiche LyondellBasell e Dow hanno guadagnato oltre l’8% dopo che Citigroup ha migliorato le proprie valutazioni, citando nuove opportunità di esportazione legate alle interruzioni delle catene di approvvigionamento in Medio Oriente.
Per venerdì è prevista la pubblicazione di diversi indicatori economici rilevanti, tra cui l’indice di fiducia dei consumatori, i dati sugli ordini di beni durevoli, le statistiche sulle offerte di lavoro e sul turnover del personale e il rapporto complessivo sulle spese per consumi personali.
Sul fronte dei mercati, alla Borsa di New York i titoli in calo hanno superato nettamente quelli in rialzo con un rapporto di 3,19 a 1. Si sono registrati 107 nuovi massimi e 166 nuovi minimi.
Sul Nasdaq, 1.226 titoli hanno chiuso in rialzo mentre 3.400 sono scesi, con un rapporto di 2,77 a 1 a favore dei ribassi.
Nelle ultime 52 settimane l’S&P 500 ha segnato 17 nuovi massimi e 22 nuovi minimi, mentre il Nasdaq Composite ha registrato 33 nuovi massimi e 147 nuovi minimi.
Fonte: investing.com




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