Wall Street in rialzo tra chip e spazio, ma il petrolio riaccende i timori sui tassi
- piscitellidaniel
- 2 ore fa
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I principali indici di Wall Street hanno chiuso in rialzo mercoledì, sostenuti dal calo dei prezzi del petrolio. I colloqui tra Stati Uniti e Iran hanno rafforzato le aspettative degli investitori su una possibile de-escalation del conflitto, giunto alla quarta settimana e fonte di crescenti timori inflazionistici.
In un primo momento, l’Iran aveva giudicato eccessive le proposte avanzate dagli Stati Uniti tramite il Pakistan, ribadendo la propria sovranità sullo Stretto di Hormuz. Tuttavia, mercoledì un alto funzionario iraniano ha riferito a Reuters che Teheran sta ancora esaminando l’offerta per porre fine alle ostilità.
I mercati globali hanno reagito positivamente alle notizie secondo cui Washington starebbe lavorando per un cessate il fuoco, con la prospettiva di ripristinare la navigazione nello stretto strategico.
Alle 14:03, il Dow Jones Industrial Average è salito di 375,60 punti, pari allo 0,81%, a quota 46.499,66, l' S&P 500 ha guadagnato 49,12 punti, pari allo 0,75%, a 6.605,49 e il Nasdaq Composite ha guadagnato 210,18 punti, pari allo 0,97%, a 21.972,08.
Il comparto energetico ha registrato una lieve flessione, in linea con la discesa del petrolio. Al contrario, tutti gli altri undici principali settori dell’indice S&P 500 hanno chiuso in territorio positivo. I rialzi più marcati si sono osservati nei materiali, in crescita di quasi il 2%, e nei beni di consumo discrezionali, che hanno guadagnato oltre l’1,6%.
Con il petrolio in calo di oltre il 2%, ne hanno beneficiato i titoli delle aziende maggiormente dipendenti dal carburante. Le compagnie di crociere, tra cui Norwegian Cruise Line, sono salite di oltre il 3%, mentre anche il settore aereo ha registrato progressi, con l’indice S&P Composite 1500 Passenger Airlines in aumento dell’1,7%.
L’indice Russell 2000, che rappresenta le società a piccola capitalizzazione, ha segnato un progresso dell’1,2%, raggiungendo il livello più alto delle ultime due settimane.
Le azioni di Arm quotate negli Stati Uniti hanno registrato un balzo del 18,6% dopo la presentazione di un nuovo chip per data center basato sull’intelligenza artificiale, atteso generare ricavi per miliardi di dollari. Il titolo è stato il principale motore di crescita del Philadelphia Semiconductor Index, salito dell’1,6%. Anche altri produttori di semiconduttori hanno chiuso in rialzo, con Intel in aumento di oltre il 7% e Nvidia del 2%.
Il fondo Destiny Tech100 ha messo a segno un rialzo del 14% sulla scia delle notizie secondo cui SpaceX sarebbe pronta a presentare il prospetto per la sua IPO già nel corso della settimana. La società spaziale rappresenta infatti la principale partecipazione del fondo.
Andamento positivo anche per altre aziende del comparto aerospaziale: Rocket Lab è salita dell’8%, Intuitive Machines ha guadagnato quasi il 14%, mentre EchoStar ha registrato un incremento dell’8,8%.
L’aumento dei prezzi del petrolio ha riacceso le preoccupazioni legate all’inflazione, rendendo più incerte le prospettive sui tassi di interesse delle banche centrali. Secondo il FedWatch Tool del CME Group, i mercati non scontano più un allentamento della politica monetaria da parte della Federal Reserve nel corso dell’anno, a differenza delle due riduzioni dei tassi previste prima dell’inizio del conflitto.
Tra gli altri titoli in evidenza, le azioni statunitensi di JD.com sono salite dell’8%, mentre Alibaba ha guadagnato il 3,7%, dopo che i media statali cinesi e l’autorità di vigilanza hanno invitato le piattaforme di consegna di cibo a interrompere la guerra dei prezzi. Robinhood Markets ha invece registrato un progresso del 5,3% in seguito all’annuncio di un nuovo piano di riacquisto di azioni proprie da 1,5 miliardi di dollari.
Sul NYSE, i titoli in rialzo hanno nettamente superato quelli in ribasso con un rapporto di 3,19 a 1, con 92 nuovi massimi e 106 nuovi minimi. Sul Nasdaq, 3.171 titoli hanno chiuso in positivo contro 1.465 in calo, per un rapporto di 2,16 a 1.
L’indice S&P 500 ha segnato 15 nuovi massimi a 52 settimane e 23 nuovi minimi, mentre il Nasdaq Composite ha registrato 58 nuovi massimi e 148 nuovi minimi.
Fonte: investing.com




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