Wall Street in rialzo tra speranze di distensione: volano small cap, petrolio in calo e banche in recupero
- piscitellidaniel
- 2 giorni fa
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I principali indici statunitensi hanno guadagnato oltre l’1% nella giornata di lunedì, sostenuti dalle dichiarazioni del presidente Donald Trump, che ha affermato di aver disposto il rinvio di eventuali attacchi contro infrastrutture elettriche iraniane dopo aver avuto “colloqui costruttivi” con Teheran.
Tuttavia, il ministero degli Esteri iraniano ha respinto queste affermazioni: un portavoce ha negato l’esistenza di contatti con Washington, ribadendo che le condizioni per porre fine al conflitto restano invariate. Parallelamente, una fonte citata da Reuters ha riferito che, secondo funzionari israeliani, Stati Uniti e Iran potrebbero comunque avviare negoziati nel corso della settimana.
Sulla scia delle parole di Trump, i mercati azionari globali hanno registrato un deciso rimbalzo, mentre i prezzi del petrolio sono diminuiti, segnalando un ritorno dell’appetito per il rischio. In precedenza, le borse avevano aperto in calo a causa delle minacce reciproche di attacchi alle infrastrutture energetiche israeliane e iraniane.
Alle 14:03 il Dow Jones Industrial Average è salito di 820,49 punti, pari all'1,80%, a quota 46.399,84, l' S&P 500 ha guadagnato 98,83 punti, pari all'1,52%, a 6.605,31 e il Nasdaq Composite ha guadagnato 351,27 punti, pari all'1,62%, a 21.998,88.
In apertura di seduta, tutti e tre i principali indici si dirigevano verso il miglior risultato giornaliero in termini percentuali dal 6 febbraio. L’indice di volatilità CBOE, noto come “indice della paura” di Wall Street, è sceso dopo aver toccato il livello più alto delle ultime due settimane, attestandosi intorno a quota 25, in calo di 1,78 punti.
Sul fronte delle materie prime, il petrolio ha perso circa il 10%, ma il comparto energetico ha comunque segnato un rialzo dell’1,3%, in linea con gli altri 11 settori principali dell’S&P 500. Tra questi, il settore dei beni di consumo discrezionali ha registrato la performance migliore (+2,9%), mentre il settore sanitario, considerato più difensivo, ha mostrato l’incremento più contenuto (+0,2%).
Secondo Ghriskey, le prospettive di una possibile fine del conflitto contribuiscono ad allentare la pressione sui consumatori statunitensi, messi in difficoltà dall’aumento dei prezzi del petrolio.
Dopo le dichiarazioni di Trump, gli investitori hanno ridimensionato le aspettative di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve: la probabilità di un aumento entro dicembre è scesa al 16%, rispetto al 25% della seduta precedente, secondo i dati del FedWatch del CME Group.
I mercati ora attribuiscono circa il 70% di probabilità al mantenimento dei tassi invariati fino a fine anno, dopo aver già rivisto al ribasso le stime sui tagli la scorsa settimana, in seguito all’atteggiamento più prudente della banca centrale, preoccupata per possibili pressioni inflazionistiche.
Tra gli indici, il Russell 2000, che rappresenta le società a piccola capitalizzazione, ha registrato la performance migliore con un aumento del 2,9%. Venerdì scorso l’indice, particolarmente sensibile ai movimenti dei tassi, aveva chiuso oltre il 10% sotto il massimo storico del 22 gennaio, entrando ufficialmente in fase di correzione.
Il calo del petrolio ha favorito soprattutto i titoli del settore dei trasporti: le compagnie aeree hanno beneficiato della riduzione dei costi del carburante, con Alaska Air in rialzo di oltre il 5% e American Airlines e United Airlines in crescita di più del 4% ciascuna. Anche il comparto crocieristico ha mostrato forti progressi, con Norwegian Cruise Line in aumento di quasi l’8%, mentre Carnival Corp e Viking Holdings hanno registrato guadagni superiori al 6%.
Il settore bancario, dopo essere stato colpito da forti vendite durante il conflitto, ha mostrato segnali di recupero: JPMorgan Chase ha guadagnato l’1,9%, mentre Goldman Sachs è salita del 3%. Anche l’indice S&P 500 Banking ha chiuso in progresso dell’1,8%.
Nel corso della settimana, l’attenzione degli investitori sarà rivolta agli interventi dei membri della Federal Reserve, oltre che ai principali indicatori macroeconomici, tra cui i sondaggi sull’attività economica e gli indici di fiducia dei consumatori.
Tra i singoli titoli, Synopsys ha registrato un rialzo del 4,2% dopo la notizia di un investimento multimiliardario da parte dell’attivista Elliott Investment Management nella società attiva nell’automazione della progettazione elettronica.
Sul NYSE, i titoli in rialzo hanno nettamente prevalso su quelli in calo con un rapporto di 4,28 a 1, con 48 nuovi massimi e 93 nuovi minimi. Anche sul Nasdaq si è osservata una forte prevalenza dei titoli in crescita: 3.532 in aumento contro 1.181 in diminuzione, per un rapporto di 2,99 a 1.
Per quanto riguarda i principali indici, lo S&P 500 ha registrato 6 nuovi massimi a 52 settimane e 7 nuovi minimi, mentre il Nasdaq Composite ha segnato 30 nuovi massimi e 138 nuovi minimi.
Fonte: investing.com




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