Wall Street in calo: pesano software e trimestrali deludenti, crolla Robinhood
- piscitellidaniel
- 4 ore fa
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Mercoledì gli indici di Wall Street hanno rallentato, penalizzati da una nuova ondata di vendite nel comparto software, mentre gli investitori hanno analizzato dati sull’occupazione migliori delle attese, che hanno attenuato le aspettative di imminenti tagli dei tassi da parte della Federal Reserve.
In avvio di seduta i tre principali listini si sono mossi in territorio positivo: l’S&P 500 e il Nasdaq hanno toccato i livelli più alti da oltre una settimana, sostenuti da dati che indicano un mercato del lavoro solido, con un’accelerazione della crescita dell’occupazione negli Stati Uniti a gennaio e un calo del tasso di disoccupazione al 4,3%.
Successivamente, però, gran parte dei rialzi si è ridimensionata con la revisione delle scommesse sui tassi. Secondo il FedWatch del CME Group, il primo taglio da 25 punti base resta comunque atteso per giugno.
Il rapporto sull’inflazione in uscita venerdì potrebbe incidere ulteriormente sulle aspettative relative al percorso dei tassi della Fed.
Alle 11:46 il Dow Jones Industrial Average è salito di 44,35 punti, ovvero dello 0,09%, a 50.232,49, l'S&P 500 ha guadagnato 8,56 punti, ovvero dello 0,12%, a 6.950,37, e il Nasdaq Composite è sceso di 55,31 punti, ovvero dello 0,24%, a 23.047,16.
I titoli del comparto software sono tornati a scendere dopo il rimbalzo delle sedute precedenti, successivo al tonfo tecnologico della scorsa settimana. Le preoccupazioni legate alla disruption dell’intelligenza artificiale restano centrali e i mercati hanno continuato a penalizzare i settori considerati più rischiosi.
ServiceNow, Datadog e Salesforce hanno ceduto tra il 4,2% e il 6%, mentre Intuit ha lasciato sul terreno il 6,4%. L’indice S&P 500 dedicato al software ha chiuso in calo del 3%.
Anche le società di intermediazione, già sotto pressione martedì dopo che la startup Altruist aveva annunciato nuove funzionalità di pianificazione fiscale basate sull’IA, hanno proseguito la discesa: Charles Schwab ha perso il 2,2%, mentre LPL Financial e Ameriprise Financial hanno registrato ribassi di circa il 2% ciascuna.
L’indice dei servizi di comunicazione ha segnato una flessione, appesantito dal calo del 2,1% di Alphabet; Microsoft ha invece ceduto il 2,6%.
Tra i finanziari più sensibili ai tassi si sono registrate vendite su Citigroup, Morgan Stanley e Bank of America, con ribassi compresi tra l’1,1% e il 2,1%. L’indice Russell 2000 delle small cap ha perso lo 0,7%.
In controtendenza Generac, che ha guidato l’S&P 500 con un balzo del 17% dopo la pubblicazione dei risultati del quarto trimestre, mentre la stagione delle trimestrali continua a catalizzare l’attenzione degli investitori.
Le azioni di Robinhood hanno ceduto il 12,3% dopo che la piattaforma di trading retail ha riportato ricavi del quarto trimestre inferiori alle attese del mercato.
T-Mobile, al contrario, ha guadagnato il 2,1% in seguito alla diffusione dei conti trimestrali.
Humana ha lasciato sul terreno il 2% dopo aver fornito una guidance sugli utili per il 2026 al di sotto delle stime di Wall Street. Moderna è arretrata del 6,7%, in seguito alla decisione della Food and Drug Administration statunitense di non procedere con l’esame della richiesta di approvazione del suo vaccino antinfluenzale.
Sul fronte dell’ampiezza di mercato, i titoli in ribasso hanno superato quelli in rialzo con un rapporto di 1,07 a 1 sul NYSE e di 1,95 a 1 sul Nasdaq.
Nel corso delle ultime 52 settimane, l’S&P 500 ha registrato 92 nuovi massimi e 23 nuovi minimi, mentre il Nasdaq Composite ha segnato 108 nuovi massimi e 186 nuovi minimi.
Fonte: investing.com




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