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Wall Street aggiorna i record grazie alla tecnologia e ai dati sul lavoro USA, ma pesano tensioni geopolitiche e trimestrali deludenti


Venerdì l’S&P 500 e il Nasdaq hanno aggiornato i propri record storici, sostenuti soprattutto dal rialzo di Nvidia e degli altri principali titoli tecnologici. A rafforzare il clima positivo sui mercati ha contribuito anche un rapporto sul lavoro statunitense superiore alle attese, che ha ridimensionato i timori di un rallentamento dell’occupazione.


Nvidia e Apple hanno guadagnato rispettivamente il 2,3% e l’1,8%, mentre l’indice dei semiconduttori di Philadelphia ha recuperato le perdite della seduta precedente, toccando nuovi massimi grazie alle prospettive di una domanda sempre più forte legata alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.


Secondo i dati pubblicati, ad aprile l’occupazione negli Stati Uniti è cresciuta oltre le previsioni e il tasso di disoccupazione è rimasto fermo al 4,3%. Un quadro che conferma la solidità del mercato del lavoro e rafforza l’ipotesi che la Federal Reserve manterrà i tassi invariati ancora per diverso tempo.


Alle 11:44 il Dow Jones Industrial Average è salito di 24,36 punti, pari allo 0,05%, a quota 49.621,33, l'S&P 500 ha guadagnato 53,99 punti, pari allo 0,74%, a 7.391,10, e il Nasdaq Composite è aumentato di 340,22 punti, pari all'1,32%, a 26.144,57. 


Gli investitori continuano infatti a prevedere che la banca centrale lascerà il costo del denaro nell’intervallo tra il 3,50% e il 3,75% fino alla fine dell’anno.


Con questi risultati, S&P 500 e Nasdaq si preparavano a chiudere la sesta settimana consecutiva in rialzo, la serie positiva più lunga da ottobre 2024. Anche il Dow Jones era diretto verso una seconda settimana consecutiva di guadagni.


Il sentiment favorevole dei mercati ha inoltre permesso agli investitori di mettere temporaneamente in secondo piano le tensioni tra Stati Uniti e Iran nel Golfo.


Nel frattempo, il Brent ha superato i 100 dollari al barile, complice il ridimensionamento delle aspettative su una rapida soluzione del conflitto in Medio Oriente e sulla riapertura graduale dello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il trasporto globale di petrolio e gas naturale liquefatto.


Gli Stati Uniti hanno fatto sapere di attendere entro venerdì una risposta da Teheran all’ultima proposta avanzata da Washington.


UTILI IN FORTE CRESCITA


Nonostante le preoccupazioni legate all’aumento del prezzo del petrolio e ai possibili effetti sull’inflazione, S&P 500 e Nasdaq hanno continuato ad aggiornare i massimi storici, sostenuti da una stagione delle trimestrali particolarmente positiva, dalla tenuta dell’economia americana e dal crescente entusiasmo per l’intelligenza artificiale.


Secondo i dati elaborati da LSEG, tra le 440 società dello S&P 500 che hanno già pubblicato i risultati del primo trimestre, l’83% ha registrato utili superiori alle attese degli analisti, ben oltre la media storica di circa il 67%.


Non sono però mancate alcune note negative sul fronte delle trimestrali.


Cloudflare ha perso il 24,4% in Borsa dopo aver annunciato un taglio di circa il 20% del personale e diffuso previsioni di fatturato per il secondo trimestre leggermente inferiori alle aspettative di Wall Street.


Le azioni di Trade Desk hanno lasciato sul terreno il 6,2% dopo che il gruppo specializzato nella tecnologia pubblicitaria ha diffuso stime di ricavi per il secondo trimestre inferiori alle aspettative degli analisti di Wall Street.


CoreWeave ha invece perso il 13%, penalizzata dall’aumento della soglia minima prevista per gli investimenti annuali in conto capitale. La società, attiva nelle infrastrutture cloud, ha attribuito la revisione al rialzo all’incremento dei costi dei componenti.


In calo anche Expedia, che ha ceduto il 6,8% dopo aver avvertito che le tensioni in Medio Oriente stanno frenando la domanda nel settore dei viaggi online.


Sul New York Stock Exchange i titoli in rialzo hanno prevalso su quelli in ribasso con un rapporto di 1,67 a 1, mentre sul Nasdaq il rapporto è stato di 1,17 a 1 a favore dei rialzi.


Nel corso della seduta, l’S&P 500 ha segnato 25 nuovi massimi e 19 nuovi minimi a 52 settimane. Sul Nasdaq Composite, invece, si sono registrati 100 nuovi massimi e 90 nuovi minimi annuali.




Fonte: investing.com

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