Volkswagen accelera sui robotaxi: prime flotte operative dal 2026 tra guida autonoma, partnership tecnologiche e rivoluzione della mobilità urbana
- piscitellidaniel
- 18 giu
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Volkswagen ha annunciato l’intenzione di lanciare le prime flotte operative di robotaxi entro il 2026, anticipando di fatto i tempi previsti dalla stessa industria automobilistica per l’adozione su larga scala della guida autonoma. La notizia, riportata da Il Sole 24 Ore, rappresenta un passo strategico decisivo per il colosso tedesco, che punta a diventare protagonista del trasporto urbano del futuro non solo come produttore di veicoli, ma come fornitore di servizi di mobilità integrata. L’iniziativa sarà avviata inizialmente in Germania e successivamente estesa ad altri mercati europei, con l’obiettivo di creare una rete di navette a guida completamente autonoma in grado di rivoluzionare il concetto stesso di trasporto pubblico e individuale nelle grandi città.
Il programma robotaxi di Volkswagen si inserisce all’interno di un progetto industriale ambizioso, sviluppato attraverso la controllata Volkswagen Commercial Vehicles e in collaborazione con la startup americana di guida autonoma Mobileye, spin-off di Intel, con la quale il gruppo tedesco ha stretto una partnership tecnologica di lungo periodo. Il cuore del progetto è il veicolo ID. Buzz AD, una versione avanzata e modificata del minivan elettrico ID. Buzz, dotato di sensori, radar, lidar e intelligenza artificiale per gestire in modo completamente autonomo il traffico urbano, le intersezioni e le situazioni complesse del contesto metropolitano.
La sperimentazione dei primi esemplari è già in corso in alcune aree della Germania, tra cui Amburgo e Monaco, con test su strada che mirano a certificare la sicurezza e l’affidabilità del sistema di guida di livello 4 SAE, ovvero in grado di gestire il veicolo in tutte le condizioni senza intervento umano, pur mantenendo la possibilità per un operatore remoto di supervisionare e intervenire in caso di necessità. Volkswagen ha già ottenuto le prime autorizzazioni regolatorie e sta collaborando con le autorità locali per l’integrazione di questi mezzi nei sistemi di trasporto urbano, prevedendo stazioni di ricarica dedicate, corsie preferenziali e una rete di manutenzione specializzata.
Il lancio della prima flotta commerciale è previsto entro il 2026, con una distribuzione iniziale di alcune centinaia di veicoli in modalità shuttle service, prenotabili tramite app proprietaria e integrati con i sistemi di mobilità pubblica. Il servizio sarà orientato principalmente alle aree urbane ad alta densità, con l’intento di ridurre il traffico, abbattere le emissioni e offrire un’alternativa efficiente e sostenibile all’auto privata. Nel medio periodo, Volkswagen punta a scalare il modello su scala continentale, con l’obiettivo di raggiungere le principali capitali europee entro il 2030 e successivamente aprirsi anche ai mercati statunitensi e asiatici.
Dal punto di vista tecnologico, il progetto rappresenta una delle applicazioni più avanzate di guida autonoma in fase di industrializzazione. Il sistema sviluppato con Mobileye prevede l’utilizzo combinato di mappe ad alta definizione, intelligenza artificiale, apprendimento automatico e sensori a 360 gradi per creare un “gemello digitale” dell’ambiente circostante e prendere decisioni in tempo reale. L’algoritmo è in grado di anticipare i comportamenti di pedoni, ciclisti e altri veicoli, adattando la traiettoria di guida in modo fluido e sicuro. Ogni veicolo è inoltre collegato in cloud con il centro operativo, garantendo aggiornamenti software continui e controllo remoto in caso di eventi imprevisti.
Volkswagen sta affrontando anche le sfide normative e assicurative legate all’introduzione di veicoli autonomi su strada. In Germania, la legge sulla guida autonoma approvata nel 2021 consente già la circolazione di mezzi senza conducente in contesti controllati e definiti, a condizione che vi sia un operatore remoto disponibile a subentrare. A livello europeo, l’armonizzazione delle normative è ancora in corso, ma la Commissione UE ha avviato un processo di standardizzazione tecnica che potrebbe accelerare la diffusione dei robotaxi in tutto il continente.
Il lancio del servizio di robotaxi rappresenta per Volkswagen anche un’importante leva di trasformazione del proprio modello di business. Da semplice costruttore di automobili, il gruppo punta a diventare un “mobility provider”, offrendo servizi digitali, abbonamenti e soluzioni integrate per la mobilità urbana. Il mercato dei robotaxi, secondo le stime di McKinsey e BCG, potrebbe valere oltre 200 miliardi di euro entro il 2035, con margini di redditività molto più elevati rispetto alla vendita tradizionale di veicoli. Volkswagen si prepara così a intercettare una domanda crescente di soluzioni di trasporto a basso impatto ambientale, flessibili e basate su piattaforme digitali.
Sul piano ambientale, i robotaxi di Volkswagen sono concepiti come veicoli full electric, contribuendo direttamente agli obiettivi europei di decarbonizzazione e riduzione delle emissioni urbane. Il gruppo ha annunciato che tutta la flotta sarà alimentata con energia da fonti rinnovabili e integrata in sistemi intelligenti di gestione della ricarica, con l’obiettivo di minimizzare i picchi di consumo e ottimizzare l’efficienza della rete. Inoltre, l’utilizzo condiviso dei veicoli consentirà di ridurre il numero complessivo di auto in circolazione, migliorando la qualità dell’aria e riducendo il consumo di suolo per parcheggi.
Dal punto di vista sociale e urbano, il progetto pone nuove sfide e opportunità. Da un lato, si prospetta una riduzione significativa del traffico privato e una maggiore accessibilità alla mobilità per fasce di popolazione oggi escluse, come anziani o persone con disabilità. Dall’altro, si aprono interrogativi sul futuro occupazionale degli autisti professionisti e sulla necessità di riconversione lavorativa in settori ad alto contenuto tecnologico. Volkswagen ha dichiarato di voler accompagnare questa transizione con programmi di formazione e riqualificazione del personale, in collaborazione con i sindacati e le istituzioni locali.
L’accelerazione impressa da Volkswagen sul fronte dei robotaxi si inserisce in un contesto globale di forte competizione. Mentre Tesla continua a sviluppare la sua piattaforma di guida autonoma proprietaria, Waymo (Google), Cruise (General Motors) e Baidu in Cina stanno già testando servizi simili nelle rispettive città. In Europa, però, Volkswagen potrebbe essere il primo gruppo automobilistico a implementare su larga scala una flotta di robotaxi operativi, ponendosi come capofila dell’innovazione in un settore destinato a trasformare radicalmente le abitudini di spostamento nei prossimi decenni.

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