UniCredit rafforza la sua posizione in Commerzbank: Berlino ribadisce il no alla cessione
- piscitellidaniel
- 9 lug
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Nel luglio 2025, UniCredit ha annunciato di aver aumentato la sua partecipazione azionaria in Commerzbank al 20%, consolidando la sua posizione come principale azionista privato della seconda banca tedesca. Questa mossa segue una strategia iniziata nel settembre 2024, quando UniCredit aveva acquisito una quota iniziale del 9% di Commerzbank, metà delle quali acquistate direttamente dal governo tedesco. Successivamente, la banca italiana ha incrementato la sua partecipazione attraverso l'acquisto di derivati, portando il totale al 28% tra azioni dirette e strumenti finanziari.
L'amministratore delegato di UniCredit, Andrea Orcel, ha dichiarato che l'obiettivo è quello di esplorare una possibile fusione tra Commerzbank e la filiale tedesca di UniCredit, HypoVereinsbank (HVB), per creare un nuovo colosso bancario in Germania. Tuttavia, Orcel ha sottolineato che qualsiasi operazione avverrà solo con il consenso di tutte le parti interessate. In assenza di un accordo, UniCredit potrebbe mantenere la sua partecipazione come investimento finanziario o valutare altre opzioni.
La risposta da parte del governo tedesco è stata ferma. Il cancelliere Olaf Scholz e il ministro delle Finanze Lars Klingbeil hanno espresso la loro opposizione a un'acquisizione ostile, sottolineando l'importanza di mantenere l'indipendenza di Commerzbank. Anche il sindacato Verdi ha criticato le mosse di UniCredit, definendole "attività di acquisizione ostile" e promettendo di opporsi a qualsiasi fusione.
Commerzbank, dal canto suo, ha ribadito il valore del suo modello di business indipendente e ha dichiarato che le azioni di UniCredit non sono state coordinate con la banca. La nuova CEO di Commerzbank, Bettina Orlopp, ha partecipato a un incontro virtuale con Orcel, durante il quale sono stati discussi gli obiettivi finanziari della banca, ma non è stata menzionata alcuna potenziale combinazione.
UniCredit ha ottenuto l'approvazione della Banca Centrale Europea per aumentare la sua partecipazione in Commerzbank fino al 29,9%, soglia al di sotto della quale non è obbligata a lanciare un'offerta pubblica di acquisto secondo la legge tedesca. Tuttavia, superare il 30% richiederebbe un'offerta formale, passo che UniCredit non ha ancora intrapreso.
La situazione è ulteriormente complicata dalle dinamiche politiche in Germania. Il governo tedesco, che detiene ancora una quota del 12% in Commerzbank, ha limitati strumenti legali per bloccare l'acquisizione, ma può esercitare pressioni politiche e burocratiche. Alcuni esperti ritengono che Berlino possa cercare di ritardare il processo attraverso richieste di documentazione aggiuntiva o altre tattiche.
Nel frattempo, UniCredit attende una decisione del tribunale italiano riguardo alle condizioni imposte dal governo italiano per l'acquisizione di Banco BPM, un'altra operazione strategica per la banca. UniCredit sostiene che le condizioni imposte rendono l'accordo non vantaggioso e ha chiesto l'annullamento della decisione governativa.
La strategia di espansione di UniCredit, guidata da Orcel, include anche l'aumento della partecipazione in Alpha Bank in Grecia e investimenti in Generali, con l'intenzione di cedere gradualmente quest'ultima. Tuttavia, le ambizioni di Orcel hanno suscitato critiche sia in Italia che in Germania, con preoccupazioni riguardo alla sede centrale della banca e alla sovranità nazionale.
In questo contesto, UniCredit si trova a navigare tra le ambizioni di crescita e le resistenze politiche e istituzionali, cercando di consolidare la sua posizione nel panorama bancario europeo.

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