Turismo estivo verso il tutto esaurito: il 2025 segna la riscossa dell’Italia tra prenotazioni record e ritorno degli stranieri
- piscitellidaniel
- 11 lug
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L’estate 2025 si preannuncia come una delle migliori degli ultimi anni per il turismo italiano, con un boom di prenotazioni che interessa tutte le principali località balneari, montane e culturali. Secondo i dati elaborati da Demoskopika e confermati dalle principali associazioni di categoria, si stima che tra giugno e settembre si registreranno circa 210 milioni di presenze, con una crescita del 2,2% rispetto al 2024. Gli arrivi complessivi, pari a circa 67 milioni, segnano un aumento del 2,9%, a conferma di un trend di consolidamento iniziato già l’anno scorso e che oggi mostra segnali ancora più solidi grazie al ritorno massiccio dei turisti stranieri e alla crescente propensione degli italiani a restare nel Paese per le vacanze.
Le strutture ricettive – in particolare hotel, villaggi turistici, B&B e agriturismi – stanno registrando tassi di occupazione elevatissimi già da metà luglio fino a tutta la seconda metà di agosto. La saturazione riguarda in particolare le destinazioni top come la Costiera Amalfitana, la Riviera romagnola, le Dolomiti, il Lago di Garda, la Sicilia e la Sardegna. Ma è in crescita anche il turismo nei borghi e nelle aree interne, spesso trainato da un’offerta culturale e gastronomica di alto livello. La combinazione tra bellezza paesaggistica, eventi culturali, gastronomia e ospitalità diffusa sta spingendo molte località minori a competere con le grandi mete storiche, anche grazie al potenziamento delle infrastrutture e alla digitalizzazione dei servizi turistici.
La spinta dei mercati esteri
Uno dei motori principali del boom turistico è il ritorno dei visitatori stranieri, in particolare da Germania, Stati Uniti, Francia e Regno Unito. Secondo Enit, la componente estera rappresenta oltre il 50% delle presenze totali previste per l’estate, con un incremento netto rispetto all’anno precedente. Il turismo americano si conferma in forte espansione, grazie alla solidità del dollaro e al rinnovato interesse per le destinazioni italiane, considerate sicure, culturalmente stimolanti e in grado di offrire esperienze autentiche. I dati di traffico aereo lo confermano: gli arrivi dagli Stati Uniti su Roma, Milano, Venezia e Napoli sono in crescita a doppia cifra rispetto al 2024.
Anche il mercato tedesco, da sempre uno dei principali bacini per l’Italia, è in piena ripresa, con una netta predilezione per il turismo balneare e per i laghi del Nord. I francesi mostrano una maggiore propensione per le città d’arte e per la Toscana, mentre i britannici si concentrano prevalentemente su Sicilia, Puglia e Campania. È in aumento anche il turismo proveniente dall’Asia, in particolare Corea del Sud e Giappone, con i tour culturali organizzati che tornano a riempire le città d’arte. Rallentano invece, almeno in parte, i flussi dalla Cina, a causa di restrizioni ancora presenti per alcune categorie di viaggiatori e di un andamento economico interno più incerto.
Il ritorno degli italiani e il boom delle prenotazioni anticipate
Anche la domanda interna si mantiene elevata. Circa il 60% degli italiani ha dichiarato di voler trascorrere le vacanze estive entro i confini nazionali, con una netta preferenza per il mese di agosto, anche se cresce il numero di viaggiatori che prenota nei periodi di spalla, come fine giugno e settembre. Le prenotazioni sono partite con largo anticipo: già a maggio oltre il 70% delle camere disponibili nelle principali destinazioni risultava opzionato per il cuore della stagione. Il fenomeno delle prenotazioni anticipate, incentivato dalle offerte early booking e dalla paura di non trovare disponibilità, ha permesso agli operatori di ottimizzare i flussi e di gestire con maggiore efficacia i picchi stagionali.
A spingere gli italiani verso le vacanze è anche il miglioramento del clima di fiducia e una ripresa parziale del potere d’acquisto, nonostante l’inflazione ancora presente in alcuni settori. Il turismo è visto non solo come svago, ma come esigenza personale e sociale. Aumentano le vacanze brevi e i soggiorni multipli durante l’estate: famiglie e giovani under 35 optano sempre più per week-end lunghi e vacanze itineranti. Le mete preferite sono il mare e la montagna, ma cresce anche il turismo esperienziale e sportivo, con boom di richieste per ciclovie, trekking, corsi di cucina, festival musicali e rassegne enogastronomiche.
Alta occupazione e carenza di personale
Nonostante la domanda eccezionale, le imprese del settore devono fronteggiare alcune criticità. La principale riguarda la carenza di personale stagionale, che si è ripresentata anche nel 2025 come uno dei nodi strutturali del comparto. Secondo Federalberghi, circa un terzo delle strutture ricettive lamenta difficoltà nel reperire camerieri, cuochi, receptionist e addetti ai servizi generali. Il mismatch tra domanda e offerta di lavoro stagionale è legato a fattori strutturali, come la mancanza di formazione specifica, ma anche a elementi contingenti, come l’aumento del costo della vita nelle località turistiche e la disaffezione verso i contratti stagionali.
Molte strutture stanno adottando soluzioni alternative: maggiore automazione dei processi, esternalizzazione di alcuni servizi, introduzione di turni flessibili, incentivi per la fidelizzazione del personale. Tuttavia, la difficoltà a trovare forza lavoro qualifica incide sulla qualità complessiva del servizio e rischia di frenare la capacità ricettiva proprio nei periodi di massimo afflusso. Il tema è particolarmente sentito nelle isole e nelle aree costiere, dove l’incidenza del turismo sul tessuto economico è più forte.
Prezzi in aumento e domanda ancora sostenuta
Un altro fattore da monitorare è l’aumento generalizzato dei prezzi. Rispetto al 2024, il costo medio di una vacanza in Italia è salito tra il 5% e il 10%, in particolare per quanto riguarda l’ospitalità alberghiera, il noleggio di mezzi, i trasporti e i servizi di ristorazione. A pesare sono l’incremento dei costi energetici, l’inflazione accumulata negli ultimi due anni e il maggiore affollamento nei periodi di picco. Nonostante ciò, la domanda non sembra rallentare. La propensione alla spesa da parte dei turisti rimane elevata, soprattutto nel segmento medio-alto e tra i visitatori stranieri. Il turismo di lusso, in particolare, sta vivendo una stagione molto positiva, con una domanda in crescita per resort esclusivi, esperienze su misura e servizi personalizzati.
Molti operatori segnalano un aumento del valore medio della prenotazione, sia per la durata del soggiorno che per i servizi accessori acquistati. Il turista di oggi è più attento, più esigente, ma anche disposto a spendere per vivere un’esperienza di qualità. L’attenzione alla sostenibilità ambientale, al benessere e alla connessione con il territorio è diventata centrale nella scelta della destinazione e dei servizi. In questo scenario, l’Italia continua a offrire un mix vincente: una varietà di paesaggi, una cultura millenaria, una gastronomia unica e una rete capillare di operatori in grado di intercettare le nuove tendenze del viaggio.

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