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Turismo e viaggi: i titoli europei battono quelli statunitensi nel 2025 con un +9%, secondo eToro

Nel primo semestre del 2025, il settore europeo del turismo e dei viaggi ha registrato una performance azionaria superiore a quella del corrispettivo statunitense, con un incremento medio del +9% a fronte di un andamento sostanzialmente piatto oltreoceano. A rivelarlo è uno studio pubblicato dalla piattaforma di social trading eToro, che ha analizzato l’andamento dei principali titoli quotati del comparto travel and leisure, evidenziando come il Vecchio Continente abbia beneficiato di un mix favorevole di fattori macroeconomici, dinamiche valutarie e trend stagionali che ne hanno rilanciato la competitività sui mercati.


Il report segnala che, a trainare la performance europea, sono stati in particolare i colossi dell’aviazione low-cost – come Ryanair, Wizz Air e EasyJet – oltre ai gruppi alberghieri con forte presenza nei Paesi mediterranei, come Accor, NH Hotels e Melia. Le azioni di questi gruppi hanno beneficiato sia di un sensibile incremento delle prenotazioni rispetto allo stesso periodo del 2024, sia del calo dei prezzi dell’energia, che ha ridotto i costi operativi, soprattutto per i vettori aerei. Inoltre, il rafforzamento dell’euro sul dollaro nella prima parte dell’anno ha favorito i flussi turistici intra-europei, rendendo le destinazioni continentali più convenienti per i visitatori interni rispetto a mete oltreoceano.


La ricerca di eToro evidenzia anche un effetto legato alla stagionalità: l’estate 2025 si preannuncia come una delle più dinamiche per il turismo europeo dell’ultimo decennio, con livelli di prenotazione aerei e alberghieri che superano quelli del 2019, ultimo anno pre-pandemia. L’Italia, la Spagna e la Grecia figurano tra i Paesi con le migliori proiezioni di arrivi, mentre le compagnie che offrono pacchetti dinamici e formule flessibili – come TUI Group e Jet2 – sono tra le più apprezzate dagli investitori. Secondo gli analisti, il comparto travel europeo ha saputo intercettare in modo più reattivo i cambiamenti delle abitudini di consumo post-Covid, puntando su digitalizzazione, sostenibilità e offerte su misura per un pubblico sempre più attento all’esperienza.


Il confronto con il mercato americano appare netto: mentre in Europa il comparto viaggi ha avuto un rimbalzo sostenuto, i titoli statunitensi del settore – inclusi i grandi nomi come Marriott, Hilton, American Airlines e Expedia – hanno registrato una stagnazione o lievi cali. La ragione principale individuata da eToro è legata all’aumento dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve, che ha penalizzato i consumi domestici e ridotto la propensione alle spese non essenziali come le vacanze. A questo si aggiungono problemi strutturali come l’aumento del costo del lavoro, la carenza di personale nel settore dell’ospitalità e l’inflazione ancora elevata su beni e servizi turistici.


Il report sottolinea inoltre come in Europa vi sia stato un miglioramento complessivo dell’offerta e della capacità ricettiva, anche grazie ai fondi del PNRR e ai progetti di riqualificazione urbana che hanno favorito l’apertura di nuove strutture alberghiere, B&B e resort green. Alcuni operatori, come il gruppo Louvre Hotels, hanno lanciato catene a basso impatto ambientale con modelli di business ibridi tra hotellerie tradizionale e co-living. Anche le compagnie di trasporto ferroviario ad alta velocità hanno contribuito alla ripresa del comparto, incentivando spostamenti brevi e sostenibili tra le capitali europee.


Un altro fattore chiave è la maggiore resistenza alle tensioni geopolitiche. Mentre gli Stati Uniti sono ancora esposti agli effetti delle crisi politiche globali e al rischio di chiusure improvvise dei mercati, l’Europa ha mostrato una certa resilienza anche grazie alla diversificazione delle destinazioni turistiche e alla gestione coordinata degli spostamenti a livello di Unione Europea. Le compagnie assicurative europee, ad esempio, hanno introdotto polizze più flessibili legate alla cancellazione viaggi, aumentando la fiducia dei viaggiatori.


In termini di performance settoriali, il settore delle crociere è stato l’unico comparto in cui gli Stati Uniti hanno mantenuto una leadership. Carnival, Royal Caribbean e Norwegian Cruise Line hanno registrato un buon trimestre, spinti dalla forte domanda di viaggi organizzati nei Caraibi e nel Pacifico. Tuttavia, il peso di queste compagnie sul totale del settore resta contenuto rispetto a quello delle compagnie aeree e degli operatori alberghieri.


Dal punto di vista degli investitori, il sorpasso europeo ha suscitato un rinnovato interesse per gli ETF tematici legati al turismo e al tempo libero del Vecchio Continente. Alcuni fondi – come il Lyxor Stoxx Europe 600 Travel & Leisure – hanno segnato rialzi anche a doppia cifra da inizio anno, grazie alla sovraperformance di titoli come InterContinental Hotels Group, Deutsche Lufthansa e Carnival UK. Anche i fondi pensione e le gestioni patrimoniali stanno riallocando quote su questi comparti, scommettendo su una stagionalità prolungata e su politiche espansive della BCE che dovrebbero sostenere i consumi nei prossimi mesi.


Le prospettive per il secondo semestre 2025 restano positive, anche se condizionate da alcune variabili. Il prezzo del petrolio, la dinamica salariale nei servizi e l’eventuale ritorno di focolai pandemici sono considerati i principali fattori di rischio. Tuttavia, secondo gli analisti di eToro, il posizionamento strategico delle aziende europee del comparto e l’atteggiamento ancora accomodante della politica monetaria europea lasciano spazio a ulteriori rialzi. Le aziende più flessibili, capaci di adattare l’offerta alle nuove abitudini dei viaggiatori, saranno quelle meglio posizionate per mantenere i margini e attrarre capitali.


In sintesi, la fotografia scattata da eToro mostra un’Europa turistica più competitiva, innovativa e resiliente rispetto agli Stati Uniti. Una tendenza che potrebbe confermarsi anche nel lungo periodo, a patto che le aziende del settore continuino a investire in sostenibilità, digitalizzazione e servizi di alta qualità, mantenendo il vantaggio acquisito in questa fase di ripresa post-pandemica. La stagione estiva ormai alle porte sarà il banco di prova definitivo per comprendere se la leadership europea nel turismo possa trasformarsi in un trend strutturale e duraturo.

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