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Torino-Lione, via libera ai progetti integrali da Italia e Francia: si completa la tratta e riparte l’alta velocità Milano-Parigi

L’intesa bilaterale tra Italia e Francia sul progetto della nuova linea ferroviaria Torino-Lione segna un momento cruciale nella realizzazione del corridoio ferroviario più strategico per l’asse ovest-est del continente. L’accordo appena raggiunto sblocca ufficialmente lo sviluppo simultaneo di tutte le tratte: non solo la sezione transfrontaliera già in costruzione, ma anche gli accessi nazionali da parte italiana e francese. In questo modo il progetto, a lungo oggetto di polemiche politiche e ostacoli tecnici, viene rilanciato come intervento strutturale integrato, finanziato e sostenuto a livello europeo nel quadro dei corridoi TEN-T.


Con il completamento delle progettazioni esecutive e definitive su entrambi i lati della frontiera alpina, la Torino-Lione può ora contare su una prospettiva chiara e coordinata per tutte le sue componenti. Il tratto internazionale, affidato alla società TELT (Tunnel Euralpin Lyon-Turin), è il segmento centrale dell’opera e prevede la realizzazione della galleria di base sotto il Moncenisio, lunga 57,5 chilometri, tra Saint-Jean-de-Maurienne in Francia e Susa in Italia. Oltre il 25% dello scavo complessivo è già stato completato, con oltre 120 chilometri di gallerie scavate considerando anche discenderie e cunicoli di servizio. Attualmente sono in funzione tre TBM (Tunnel Boring Machine), con una quarta in arrivo, operanti in più punti della tratta e attive sia sul versante francese sia su quello italiano.


L’elemento nuovo e decisivo, però, riguarda gli accessi nazionali. Da parte italiana, Rete Ferroviaria Italiana ha trasmesso al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici il progetto definitivo per la tratta Avigliana-Orbassano, che rappresenta l’innesto tra la nuova linea e il nodo ferroviario torinese. Da parte francese, è stato recentemente approvato il progetto per il collegamento della galleria di base alla linea Chambéry-Lione, con standard aggiornati per accogliere treni merci a sagoma alta e passeggeri ad alta velocità. Questo significa che l’intero tracciato, dal Piemonte fino alla regione dell’Alvernia-Rodano-Alpi, sarà adatto al trasporto su rotaia di lunga distanza, merci e passeggeri, con standard interoperabili e prestazioni elevate.


Il rilancio del progetto avviene anche nel contesto del ripristino dell’alta velocità tra Milano e Parigi, bruscamente interrotta dal disastro ferroviario avvenuto nella valle della Maurienne nel 2023. Dopo quasi un anno di sospensione, i Frecciarossa sono tornati in servizio grazie al ripristino delle linee danneggiate e alla riapertura graduale del collegamento via Modane. Questo rappresenta non solo un segnale positivo per la mobilità passeggeri, ma anche una premessa concreta per integrare le nuove infrastrutture nel sistema ferroviario ad alta capacità già esistente. Il ripristino della Milano-Parigi ha anche riaperto la competizione nel trasporto ferroviario transfrontaliero con l’offerta di servizi a prezzi calmierati e tempi di percorrenza inferiori a sette ore.


Sul fronte dei finanziamenti, l’opera beneficia di un robusto cofinanziamento europeo, che copre fino al 50% dei costi della sezione transfrontaliera e circa il 30% degli accessi nazionali, inquadrandosi tra i progetti prioritari della politica infrastrutturale dell’Unione. L’intera opera ha un valore stimato in circa 25 miliardi di euro, con la sezione transfrontaliera che assorbe da sola oltre 9 miliardi. L’Unione Europea ha già confermato l’impegno a stanziare ulteriori fondi anche nella prossima programmazione 2028-2034, rendendo la Torino-Lione una delle infrastrutture più strategiche del continente.


Il potenziamento del corridoio mediterraneo interessa direttamente i flussi logistici che collegano la penisola iberica, il sud della Francia, il nord Italia e i Balcani occidentali, riducendo la dipendenza dal traffico stradale e alleggerendo i valichi alpini dal transito su gomma. L’opera ha infatti l’obiettivo di trasferire almeno un milione di camion l’anno dalla strada alla ferrovia, con benefici ambientali stimati in oltre 3 milioni di tonnellate di CO₂ evitate annualmente.


Con l’approvazione simultanea dei progetti da parte di entrambi i governi, viene così superato uno degli ultimi ostacoli politici che avevano rallentato l’intervento negli ultimi dieci anni. Le proteste del movimento No Tav, molto attivo sul versante italiano, hanno perso slancio negli ultimi tempi, anche grazie a un quadro informativo più trasparente, a garanzie ambientali più forti e alla creazione di nuovi tavoli di confronto con le comunità locali, in particolare in Val di Susa. Sul lato francese, la questione ambientale ha spinto alla revisione di alcuni tratti dell’opera e alla razionalizzazione dei cantieri, con l’introduzione di tecnologie a basso impatto e un maggiore controllo sugli standard di emissione.


Il cronoprogramma aggiornato prevede che la galleria di base sia completata entro il 2032, con l’avvio dei test tecnici già dal 2030. Gli accessi nazionali seguiranno con fasi di realizzazione in parallelo, per garantire la piena funzionalità dell’infrastruttura all’apertura. Nel frattempo, continuano le attività nei cantieri principali, come quello di Saint-Martin-la-Porte e Chiomonte, mentre si potenziano anche le stazioni di interscambio merci e passeggeri, come quella di Orbassano, destinata a diventare un hub logistico intermodale di rilievo nazionale.

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