Tinexta vola in Borsa sulle voci di cessione: trattative avanzate con fondi e possibili scenari di OPA e delisting
- piscitellidaniel
- 18 lug
- Tempo di lettura: 3 min
Tinexta, società attiva nei settori del digital trust, cybersecurity, marketing e innovazione, ha registrato una straordinaria impennata del titolo a Piazza Affari, sostenuta dalle indiscrezioni sempre più insistenti su una possibile cessione della quota di controllo detenuta dalle Camere di Commercio e da Unioncamere. Il titolo ha guadagnato oltre il 50% dall’inizio dell’anno, con un’accelerazione evidente negli ultimi giorni a seguito di notizie relative all’ingresso di fondi di private equity interessati all’acquisizione, tra cui spiccano i nomi di Advent International e Nextalia SGR.
Secondo quanto emerso da fonti finanziarie e industriali, le Camere di Commercio e Unioncamere, che complessivamente controllano circa il 71,5% di Tinexta, avrebbero avviato trattative in esclusiva con una cordata composta da Advent e Nextalia, con l’obiettivo di valutare un’operazione di cessione che potrebbe concludersi con un’OPA obbligatoria e il successivo delisting della società da Borsa Italiana. Si tratterebbe di una delle operazioni più rilevanti nel settore tecnologico italiano degli ultimi anni, non solo per la portata economica, stimata in circa 700 milioni di euro, ma anche per gli impatti strategici sull’intero comparto dei servizi digitali regolamentati.
Tinexta è una realtà che negli ultimi anni ha visto una significativa trasformazione del proprio modello di business. Nata come Tecnoinvestimenti, la società ha cambiato denominazione nel 2018 e ha avviato un processo di crescita accelerata, fondato su acquisizioni mirate, integrazione di competenze tecnologiche e sviluppo di soluzioni digitali ad alto valore aggiunto. Oggi è attiva principalmente in tre aree: digital trust, attraverso la controllata InfoCert; cybersecurity, tramite la divisione Corvallis e Swascan; e innovation & marketing, con un portafoglio di servizi dedicati alle PMI italiane.
L’interesse da parte dei fondi di private equity è da ricondurre non solo alla solidità dei fondamentali di Tinexta, ma anche alla posizione di leadership della società nel mercato italiano della certificazione digitale e dell’identità elettronica, comparti che stanno conoscendo un’espansione senza precedenti a livello europeo. La controllata InfoCert è tra i maggiori QTSP (Qualified Trust Service Provider) europei e fornisce servizi fiduciari qualificati a grandi gruppi industriali, enti pubblici e professionisti. La società ha sviluppato anche soluzioni avanzate di firma elettronica, conservazione digitale e onboarding remoto.
Un elemento cruciale che rende l’operazione particolarmente appetibile è la struttura del capitale di InfoCert. Il fondo Bregal Milestone detiene il 16% della società e ha già manifestato l’intenzione di uscire, aprendo così una finestra favorevole per la ristrutturazione della compagine azionaria. Tinexta ha la possibilità di esercitare opzioni per riacquistare questa partecipazione, oppure potrebbe agevolare l’ingresso di un nuovo investitore industriale o finanziario. Il controllo pieno di InfoCert da parte di Tinexta o della nuova proprietà rappresenterebbe un asset strategico in un settore dove la sovranità digitale, la sicurezza informatica e la conformità normativa sono diventate priorità per le imprese e per le istituzioni.
L’ipotesi di OPA e delisting non è affatto remota. I fondi coinvolti nell’operazione avrebbero manifestato l’interesse a ritirare la società dalla quotazione, in modo da accelerare i processi di ristrutturazione e crescita internazionale senza le rigidità del mercato regolamentato. Una strategia già vista in operazioni recenti nel mercato europeo, dove diversi operatori tech sono stati rilevati da fondi che hanno preferito una gestione fuori dai riflettori della Borsa per massimizzare i ritorni e pianificare l’eventuale rilancio in una fase successiva.
Il mercato ha accolto positivamente le indiscrezioni, spingendo il titolo Tinexta verso nuovi massimi annui. Gli analisti ritengono che l’operazione abbia solide basi industriali e finanziarie, e che l’eventuale prezzo dell’OPA potrebbe prevedere un premio significativo rispetto alle attuali quotazioni, in linea con le valutazioni tipiche delle transazioni nel settore tech. Inoltre, il contesto macroeconomico e regolamentare è particolarmente favorevole a operazioni di consolidamento in ambito digitale, anche grazie agli incentivi del PNRR e alla spinta dell’Unione Europea sulla digitalizzazione dei servizi pubblici e privati.
Tinexta ha già mostrato in passato di essere capace di attrarre interesse da parte degli investitori. Con ricavi superiori ai 400 milioni di euro e un EBITDA margin in crescita, la società ha mantenuto una traiettoria di espansione anche nei momenti più critici del ciclo economico. La forte generazione di cassa e il basso livello di indebitamento netto sono elementi che rafforzano l’attrattività del gruppo. Inoltre, la presenza geografica estesa in Spagna, Francia e America Latina, soprattutto tramite InfoCert, offre margini di sviluppo ulteriori anche sul fronte internazionale.
I prossimi trenta giorni saranno decisivi per capire se le trattative porteranno alla presentazione di un’offerta vincolante. Secondo indiscrezioni, Advent e Nextalia starebbero lavorando a un piano industriale che prevede il potenziamento della presenza europea, l’integrazione di nuove tecnologie proprietarie in ambito AI e blockchain, e l’espansione dell’offerta verso segmenti a maggiore valore aggiunto come la compliance ESG e la gestione del rischio digitale per le imprese. Se confermate, queste linee strategiche potrebbero proiettare Tinexta in una nuova fase di crescita, con ambizioni di leadership anche fuori dal perimetro nazionale.

Commenti