Stellantis: produzione in Italia in calo del 26,9% nel primo semestre 2025, allarme per l’industria automobilistica nazionale
- piscitellidaniel
- 7 lug
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Nel primo semestre del 2025, la produzione di veicoli di Stellantis negli stabilimenti italiani ha subito una flessione significativa, registrando un calo del 26,9% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Secondo i dati forniti dalla FIM-CISL, tra gennaio e giugno sono stati prodotti poco meno di 222.000 veicoli, segnando un ulteriore peggioramento rispetto al già critico 2024, quando la produzione era scesa del 37% rispetto al 2023.
La contrazione produttiva è attribuibile a una serie di fattori, tra cui la debole domanda europea, in particolare per i veicoli elettrici, l'aumento dei costi energetici, la concorrenza crescente da parte dei produttori cinesi e la necessità di aggiornare la gamma di modelli. La situazione è ulteriormente aggravata dalla mancanza di nuovi modelli che possano stimolare la domanda e sostenere i volumi produttivi.
Il sindacato FIM-CISL ha espresso preoccupazione per l'andamento negativo, sottolineando che il 2025 non rappresenterà l'anno della svolta attesa. Le previsioni indicano una produzione complessiva di circa 440.000 veicoli per l'intero anno, in calo rispetto ai 475.000 del 2024, di cui 283.000 erano autovetture, il numero più basso registrato in quasi 70 anni.
Gli stabilimenti italiani di Stellantis hanno registrato cali produttivi generalizzati. In particolare, l'impianto di Pomigliano d'Arco, che produce la Fiat Panda, ha visto una riduzione della produzione del 21,9%, mentre gli stabilimenti di Mirafiori, Modena, Cassino e Melfi hanno subito flessioni ancora più marcate, rispettivamente del 69,8%, 79,1%, 45% e 63,5%. L'unica eccezione è rappresentata dallo stabilimento di Atessa, dedicato ai veicoli commerciali leggeri, che ha registrato un calo più contenuto del 16,6%.
La situazione ha sollevato preoccupazioni anche a livello governativo. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha invitato Stellantis ad assumersi la responsabilità sociale di rilanciare il settore automobilistico italiano, sottolineando la necessità di investimenti concreti per invertire la tendenza negativa. Il governo ha inoltre ritirato le agevolazioni previste per la costruzione di una gigafactory a Termoli, a causa della sospensione dei lavori e della mancanza di un piano chiaro per la ripresa del progetto.
Stellantis ha annunciato un piano per il rilancio delle produzioni italiane, che prevede l'introduzione di nuovi modelli ibridi in tutti gli stabilimenti a partire dal 2026. Il piano, presentato al Tavolo Stellantis presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, prevede investimenti per 2 miliardi di euro nel 2025 e acquisti dalla filiera per altri 6 miliardi, senza ricorrere a fondi pubblici. Tuttavia, i risultati di queste iniziative non saranno immediati, e il 2025 è destinato a essere un anno di transizione.
La crisi produttiva di Stellantis in Italia si inserisce in un contesto più ampio di difficoltà per l'industria automobilistica europea, alle prese con la transizione verso la mobilità elettrica, la concorrenza internazionale e le incertezze normative. La situazione richiede un impegno congiunto da parte delle aziende, del governo e dei sindacati per definire strategie efficaci volte a garantire la sostenibilità e la competitività del settore nel lungo periodo.

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