top of page

Stellantis Cassino: 265 uscite volontarie e una transizione industriale tra incertezze e rilancio

Nel giugno 2025, Stellantis ha annunciato un nuovo pacchetto di uscite volontarie per 265 lavoratori dello stabilimento di Cassino, portando a quasi 2.500 il totale delle riduzioni di personale previste in Italia per l'anno in corso. Questa decisione si inserisce in un contesto di ristrutturazione più ampio, che coinvolge anche altri impianti come Atessa, Melfi, Pomigliano e Mirafiori, e riflette le sfide che il gruppo automobilistico sta affrontando nel processo di transizione verso l'elettrificazione e l'ottimizzazione delle risorse produttive.


Le uscite volontarie e il contesto produttivo

Le 265 uscite volontarie a Cassino fanno parte di un accordo tra Stellantis e le organizzazioni sindacali, mirato a favorire il ricambio generazionale e a gestire gli esuberi in modo non traumatico. Il pacchetto prevede incentivi per i lavoratori che scelgono di lasciare l'azienda, con l'obiettivo di ridurre l'impatto sociale delle ristrutturazioni in corso. Questa misura si aggiunge a precedenti iniziative simili che hanno interessato altri stabilimenti italiani, portando il totale delle uscite volontarie nel 2025 a quasi 2.500 unità.


Lo stabilimento di Cassino, situato a Piedimonte San Germano, ha vissuto negli ultimi anni una progressiva riduzione della forza lavoro, passando da circa 12.000 dipendenti negli anni '90 a poco più di 2.000 nel 2025. La produzione si è concentrata su modelli come l'Alfa Romeo Giulia e Stelvio e la Maserati Grecale, ma la domanda di questi veicoli ha subito un calo significativo, portando a frequenti fermate produttive e a un utilizzo ridotto degli impianti.


La transizione verso l'elettrico e le nuove piattaforme

Nonostante le difficoltà, Stellantis ha annunciato investimenti per il rilancio dello stabilimento di Cassino, con l'introduzione della nuova piattaforma STLA Large, destinata alla produzione di veicoli elettrici di segmento premium. A partire dal 2025, è prevista la produzione della nuova Alfa Romeo Stelvio, seguita nel 2026 dalla nuova Giulia e, successivamente, da un terzo modello di alta gamma. Questi progetti rappresentano una scommessa sul futuro dell'impianto, che dovrà affrontare la sfida della transizione energetica e della competitività nel mercato globale dell'automotive.


Le reazioni dei sindacati e le preoccupazioni per l'indotto

Le organizzazioni sindacali hanno espresso preoccupazione per l'impatto delle ristrutturazioni sull'occupazione e sull'indotto locale. La riduzione della forza lavoro diretta si riflette anche sulle aziende fornitrici e sui servizi collegati allo stabilimento, con il rischio di una crisi occupazionale più ampia nel territorio. I sindacati chiedono garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali e sulla realizzazione concreta degli investimenti annunciati, sottolineando la necessità di un piano industriale chiaro e condiviso.


Il ruolo delle istituzioni e le prospettive future

Il governo italiano ha manifestato l'intenzione di sostenere il settore automotive attraverso incentivi e politiche industriali mirate. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy ha annunciato un piano di investimenti pubblici per favorire la transizione energetica e la competitività delle imprese del comparto. Tuttavia, resta da vedere come queste misure si tradurranno in azioni concrete e quale sarà l'effettivo impatto sul rilancio dello stabilimento di Cassino e sull'occupazione nel territorio.


In questo scenario, il futuro di Cassino dipenderà dalla capacità di Stellantis di realizzare gli investimenti previsti, di adattarsi alle nuove esigenze del mercato e di coinvolgere attivamente le parti sociali e le istituzioni in un percorso condiviso di sviluppo sostenibile.

Post correlati

Mostra tutti

Commenti


Le ultime notizie

bottom of page