Servizi energetici, in tre anni ricavi in crescita del 78%: il boom trainato da efficienza, digitalizzazione e transizione verde
- piscitellidaniel
- 17 giu
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Negli ultimi tre anni il settore dei servizi energetici ha conosciuto una crescita senza precedenti in Italia. Secondo i dati pubblicati da Il Sole 24 Ore, tra il 2020 e il 2023 il comparto ha registrato un incremento medio del fatturato pari al 78%, a conferma di una trasformazione strutturale in corso che ha reso queste attività centrali nell’economia della transizione ecologica e digitale. Gli Energy Service Companies (ESCO) – imprese specializzate in servizi di efficienza energetica per imprese, pubblica amministrazione e famiglie – sono oggi tra i protagonisti di un nuovo modello di sviluppo basato sulla sostenibilità, sull’ottimizzazione dei consumi e sulla decarbonizzazione dei processi produttivi.
L’analisi condotta da CRIF Ratings, in collaborazione con Nomisma Energia, prende in esame un campione rappresentativo di oltre 250 società attive nel settore, evidenziando un’accelerazione della crescita già a partire dal 2021, grazie alla ripresa post-pandemica, al PNRR e ai programmi di incentivazione varati a livello nazionale ed europeo. Ma è stato il 2022, con la crisi energetica legata al conflitto russo-ucraino, a determinare la vera svolta: di fronte all’impennata dei prezzi di gas ed elettricità, le imprese hanno aumentato in modo esponenziale la domanda di soluzioni per ridurre i costi energetici, rendendo i servizi di audit, monitoraggio e riqualificazione energetica essenziali per la competitività.
Il valore aggregato della produzione delle imprese analizzate ha superato i 7 miliardi di euro nel 2023, rispetto ai 3,9 miliardi del 2020. In particolare, le performance migliori sono state registrate dalle aziende attive nei settori dell’efficientamento degli impianti termici, nell’illuminazione pubblica intelligente, nella gestione di reti energetiche locali e nel supporto alla realizzazione di comunità energetiche. Anche il comparto della gestione e manutenzione di impianti fotovoltaici, solari termici e cogenerativi ha visto crescite a doppia cifra, a dimostrazione dell’evoluzione del mercato da un modello incentrato sulla sola fornitura a uno basato su servizi integrati.
Un dato particolarmente significativo riguarda la redditività. L’Ebitda medio delle società analizzate è passato da poco più del 9% nel 2020 al 13,7% nel 2023. Questo miglioramento è da attribuire a una maggiore capacità di internalizzazione delle competenze, all’adozione di tecnologie digitali per il monitoraggio dei consumi e a una selezione più accurata dei progetti in termini di ritorno economico. La trasformazione del settore, infatti, non è avvenuta solo in termini quantitativi, ma anche qualitativi: molte aziende hanno investito in piattaforme di data analytics, in sistemi di intelligenza artificiale per la gestione predittiva degli impianti, e in strumenti di monitoraggio real-time che consentono interventi più tempestivi ed efficienti.
Le imprese che operano nei servizi energetici non si limitano più ad agire come fornitori terzi, ma si configurano come partner strategici a lungo termine per i clienti, con contratti pluriennali basati su performance e condivisione dei risultati. Il modello prevalente è sempre più quello del “servizio a risultato garantito”, in cui l’azienda si assume il rischio degli investimenti iniziali in cambio di una quota dei risparmi ottenuti. Questo approccio ha trovato terreno fertile soprattutto nelle PMI e nella pubblica amministrazione locale, spesso prive delle risorse necessarie per affrontare autonomamente investimenti significativi in tecnologie verdi.
Il contesto normativo e finanziario ha avuto un ruolo determinante in questa crescita. Le misure previste dal Superbonus 110% hanno inciso in modo rilevante sul comparto residenziale, mentre gli incentivi del PNRR – con oltre 20 miliardi dedicati alla transizione energetica – hanno generato nuove opportunità di business per progetti di riqualificazione energetica in edifici pubblici, scuole, ospedali e impianti sportivi. Le gare pubbliche lanciate dai Comuni per l’efficientamento degli impianti di illuminazione e riscaldamento hanno favorito la creazione di consorzi e reti di imprese in grado di affrontare anche i progetti più complessi.
L’attenzione alla sostenibilità ESG (Environmental, Social and Governance) ha rafforzato ulteriormente la posizione delle ESCO sul mercato. Sempre più aziende clienti richiedono l’elaborazione di piani di decarbonizzazione, l’integrazione di criteri ambientali nei report di sostenibilità e la misurazione dei benefici ambientali derivanti dagli interventi. In questo scenario, la capacità delle imprese di fornire indicatori verificabili, dati certificati e report tecnici dettagliati è diventata un vantaggio competitivo fondamentale.
Un ulteriore impulso arriva dalla prospettiva delle comunità energetiche, che costituiscono una delle frontiere più promettenti del settore. Con l’approvazione del decreto attuativo italiano a inizio 2024, si è aperto un nuovo mercato per la progettazione, installazione e gestione di micro-reti locali che producono e condividono energia tra cittadini, imprese e amministrazioni. Le ESCO stanno giocando un ruolo chiave nell’accompagnare queste nuove entità verso la piena operatività, fornendo consulenza tecnica, servizi di manutenzione e piattaforme digitali per la gestione energetica condivisa.
Il quadro delineato mostra un settore in profonda evoluzione, capace di integrare innovazione, finanza sostenibile e cultura energetica diffusa. La domanda è destinata a crescere ulteriormente, non solo per motivi economici, ma anche per le scadenze climatiche fissate dal Green Deal europeo. Il mercato dei servizi energetici si conferma così una leva strategica della transizione ecologica, un ambito dove l’Italia può esprimere eccellenze industriali e sviluppare filiere territoriali ad alto valore aggiunto.

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