Sciopero nazionale nei discount Lidl il 18 luglio: sindacati mobilitati per salari, turni e condizioni di lavoro
- piscitellidaniel
- 16 lug
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Venerdì 18 luglio 2025 i lavoratori dei punti vendita Lidl in tutta Italia incroceranno le braccia per 8 ore, aderendo allo sciopero nazionale proclamato unitariamente dai sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs. La protesta arriva dopo il fallimento delle trattative con l’azienda sul rinnovo del contratto integrativo aziendale, bloccato da mesi su questioni centrali come la revisione dei carichi di lavoro, il riconoscimento di aumenti salariali adeguati all’inflazione e una più equa distribuzione dei turni.
Secondo i sindacati, le condizioni di lavoro all’interno della catena di discount – che in Italia conta oltre 730 punti vendita e più di 20mila dipendenti – si sono aggravate con l’aumento dei volumi gestiti nel post-pandemia e con l’espansione dell’orario di apertura al pubblico. A detta delle organizzazioni sindacali, il personale è sottoposto a turnazioni estenuanti e a una pressione crescente in termini di produttività, mentre i salari non sarebbero stati adeguati all’aumento del costo della vita.
La vertenza si inserisce in un contesto più ampio di tensioni nel settore della grande distribuzione organizzata, dove le rivendicazioni sul piano salariale si intrecciano con la necessità di ridefinire modelli organizzativi ormai considerati superati. La filiera dei discount, in particolare, è quella che ha mostrato la crescita più aggressiva negli ultimi anni, attirando sempre più clienti anche grazie ai prezzi competitivi. Ma dietro questa espansione, sottolineano i sindacati, si celerebbe un costo elevato in termini di qualità dell’occupazione.
Tra le richieste avanzate da Filcams, Fisascat e Uiltucs, vi è l’introduzione di una maggiorazione retributiva per le aperture domenicali e festive, la limitazione degli orari spezzati, una pianificazione dei turni più rispettosa della vita privata dei lavoratori e il riconoscimento di un premio di risultato realmente collegato a criteri trasparenti. I sindacati contestano all’azienda una gestione rigida e unilaterale delle risorse umane, accusandola di non voler aprire un confronto vero sui temi strutturali.
Lidl, da parte sua, ha replicato nei giorni precedenti allo sciopero affermando di aver sempre garantito condizioni di lavoro tra le più competitive nel settore, ricordando di aver firmato nel 2021 un accordo che ha introdotto il “patto per il benessere” con misure su welfare aziendale, formazione e stabilizzazione. Tuttavia, secondo i rappresentanti dei lavoratori, questi strumenti sarebbero stati adottati in maniera disomogenea, con disparità tra territori e reparti.
La giornata del 18 luglio vedrà presidi in decine di città italiane, con una manifestazione principale a Bologna davanti alla sede direzionale regionale di Lidl Italia. Sono previste anche iniziative a Milano, Roma, Napoli, Firenze e Torino. I lavoratori dei magazzini e della logistica aderiranno in massa, così come molti dipendenti dei punti vendita al dettaglio. Le sigle sindacali hanno reso noto che lo sciopero potrà avere un impatto anche sull’operatività di alcuni negozi, con possibili ritardi nelle aperture o chiusure anticipate.
A rendere ancora più sentita la protesta è la percezione, tra i dipendenti, di un forte disallineamento tra la crescita dei profitti aziendali e le condizioni contrattuali del personale. Secondo gli ultimi dati pubblici, Lidl Italia ha registrato nel 2024 ricavi in aumento e una redditività in costante crescita, rafforzando la sua quota di mercato nel canale discount. Tuttavia, secondo i sindacati, tale andamento non si è tradotto in un beneficio per chi opera quotidianamente nei negozi e nei magazzini.
Il contesto dello sciopero si inserisce anche nel confronto nazionale per il rinnovo del contratto collettivo del commercio e distribuzione moderna organizzata, scaduto ormai da oltre un anno. Le parti stanno discutendo a livello confederale anche di diritti digitali, nuove modalità di lavoro e inquadramenti professionali, temi che impattano fortemente su un settore dove l’innovazione tecnologica e l’automazione stanno cambiando profondamente i modelli operativi.
Secondo i sindacati, l’adesione alla protesta sarà alta, in quanto il malcontento si sarebbe diffuso anche tra quei lavoratori che negli anni passati non avevano partecipato ad altre mobilitazioni. La capacità di conciliare qualità del servizio e rispetto delle persone che vi lavorano, dicono le sigle, rappresenta una sfida decisiva per tutto il comparto. Lo sciopero del 18 luglio è quindi solo la prima tappa di una mobilitazione che potrebbe proseguire nei mesi successivi, con ulteriori azioni nei confronti di altri grandi gruppi della GDO.

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