Sanremo, il Consiglio di Stato respinge gli appelli: dal 2026 gara pubblica per l'organizzazione del Festival
- piscitellidaniel
- 29 mag
- Tempo di lettura: 2 min
Il Consiglio di Stato ha respinto gli appelli presentati dalla Rai e dal Comune di Sanremo contro la sentenza del Tar della Liguria che, nel dicembre 2024, aveva dichiarato illegittimo l'affidamento diretto dell'organizzazione del Festival della Canzone Italiana alla televisione pubblica. La decisione conferma l'obbligo per il Comune di indire una gara pubblica per l'assegnazione della gestione del Festival a partire dall'edizione del 2026.
La controversia ha avuto origine nel 2023, quando la società Just Entertainment, guidata da Sergio Cerruti, presidente dell'Associazione Fonografici Italiani, ha presentato un ricorso contro l'affidamento diretto alla Rai, sostenendo che tale procedura violasse i principi di concorrenza e trasparenza previsti dal Codice degli Appalti. Il Tar della Liguria ha accolto il ricorso, stabilendo che l'affidamento diretto non fosse conforme alle normative vigenti e che, pertanto, il Comune dovesse procedere con una gara pubblica per le future edizioni del Festival.
In seguito alla sentenza del Tar, sia la Rai che il Comune di Sanremo hanno presentato appello al Consiglio di Stato, chiedendo la sospensione dell'efficacia della decisione in attesa del giudizio di merito. Tuttavia, il Consiglio di Stato ha respinto le richieste di sospensiva, fissando l'udienza di merito per il 22 maggio 2025. Durante l'udienza, i giudici hanno confermato la sentenza del Tar, ribadendo l'obbligo di procedere con una gara pubblica per l'organizzazione del Festival a partire dal 2026.
La decisione del Consiglio di Stato ha suscitato reazioni contrastanti. Da un lato, la Rai ha espresso preoccupazione per la perdita dell'esclusiva sull'organizzazione del Festival, sottolineando l'importanza storica e culturale dell'evento per il servizio pubblico. Dall'altro, il sindaco di Sanremo, Alessandro Mager, ha dichiarato che il Comune si attiverà per predisporre la manifestazione di interesse e avviare le procedure necessarie per l'indizione della gara pubblica, in ottemperanza alla sentenza.
La sentenza del Consiglio di Stato rappresenta un punto di svolta nella gestione del Festival di Sanremo, ponendo fine a una prassi consolidata di affidamento diretto alla Rai e aprendo la strada a una maggiore concorrenza e trasparenza nella selezione dell'organizzatore dell'evento. La gara pubblica prevista per il 2026 potrebbe portare a significativi cambiamenti nell'organizzazione e nella produzione del Festival, con l'ingresso di nuovi operatori e l'adozione di nuove strategie per valorizzare ulteriormente la manifestazione.
In attesa della pubblicazione del bando di gara, prevista nei prossimi mesi, l'attenzione si concentra ora sull'edizione del 2025, che sarà ancora organizzata dalla Rai in virtù della convenzione in essere. Tuttavia, l'ombra della futura competizione potrebbe influenzare le scelte artistiche e produttive dell'emittente, che dovrà dimostrare la propria capacità di innovare e mantenere alto il livello qualitativo del Festival in vista della prossima gara.
La decisione del Consiglio di Stato potrebbe avere ripercussioni anche su altri eventi culturali e musicali organizzati da enti pubblici, spingendo verso una maggiore apertura al mercato e una più rigorosa applicazione dei principi di concorrenza e trasparenza. In questo contesto, il caso del Festival di Sanremo potrebbe diventare un precedente significativo per la gestione degli eventi culturali in Italia.

Commenti