Ryanair tra profitti in calo e aumenti tariffari: il modello low cost sotto pressione
- piscitellidaniel
- 19 mag
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Ryanair ha comunicato il 20 maggio 2025 una flessione del 16% dei propri utili netti annuali, scesi a 1,9 miliardi di euro contro i 2,3 miliardi registrati nell’anno precedente. Il calo è stato determinato principalmente da una contrazione del 7% nelle tariffe medie, attribuita al forte calo delle prenotazioni tramite piattaforme di terze parti. La compagnia irlandese, tuttavia, si mostra ottimista per l’alta stagione, prevedendo un incremento dei prezzi tra il 5% e il 10% nei mesi estivi, anche grazie alla collocazione della Pasqua in un periodo più favorevole rispetto al 2024.
L’AD Michael O’Leary ha spiegato che la guerra tariffaria ha eroso i margini nel primo trimestre dell’anno, soprattutto a causa di un’aggressiva politica di sconti imposta dalla concorrenza e dai cambiamenti nel comportamento dei consumatori. L'impatto è stato amplificato dal crescente uso di canali di prenotazione diretta e dalla riduzione dell'intermediazione online, elemento che aveva finora contribuito a garantire volumi costanti.
Uno degli ostacoli principali alla crescita della compagnia è rappresentato dai ritardi nelle consegne degli aeromobili da parte di Boeing. Ryanair ha ricevuto solo 40 dei 57 aerei promessi entro aprile 2025, un fattore che ha costretto il vettore a rivedere le sue ambizioni di espansione per l’estate. Le consegne mancanti si tradurranno, secondo quanto indicato dalla società, in una riduzione della capacità rispetto a quanto preventivato, con conseguente impatto sul traffico passeggeri e sui profitti. La previsione di 198 milioni di passeggeri entro marzo 2025 è stata mantenuta, ma appare ora come un obiettivo ambizioso.
Il contesto geopolitico e le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Unione Europea minacciano ulteriormente la stabilità del piano industriale. Ryanair teme che eventuali dazi europei sulle importazioni di aerei statunitensi possano compromettere i margini su future consegne. Per evitare costi supplementari, l’azienda sta studiando soluzioni alternative, come il ricevimento degli aeromobili attraverso controllate con sede in Regno Unito o Svizzera, escludendo formalmente l’UE dal processo di importazione. In ogni caso, l’azienda ha contratti a prezzo fisso con Boeing, trasferendo così ogni rischio economico sull’azienda americana.
Nonostante le difficoltà, Ryanair mantiene un outlook positivo. Per l’anno fiscale 2026 prevede un traffico di 206 milioni di passeggeri, un incremento rispetto ai 200 milioni stimati per l’anno in corso. Questo dato rappresenta una nuova soglia record nella storia della compagnia e conferma la solidità strutturale del suo modello. La compagnia ha inoltre annunciato un piano di buyback da 700 milioni di euro e un dividendo di 400 milioni da distribuire agli azionisti entro settembre 2025. Sono segnali chiari della fiducia del management nella ripresa del mercato a medio termine.
Il modello low cost, tuttavia, deve fare i conti con nuove criticità, tra cui una pressione salariale crescente da parte del personale e numerose richieste sindacali nei principali hub europei. Le recenti vertenze in Francia, Spagna e Italia su turni di lavoro e compensazioni rischiano di innescare una nuova ondata di scioperi. Ryanair si è spesso distinta per l’utilizzo aggressivo della contrattazione locale e per la resistenza a omologarsi alle normative europee, ma la crescente attenzione pubblica e politica sulla qualità del lavoro nel settore potrebbe costringere il gruppo a rivedere alcune scelte operative.
La compagnia ha inoltre dovuto affrontare un innalzamento generalizzato dei costi operativi, legato in parte alla spinta inflazionistica e all’aumento del prezzo del carburante. Sebbene Ryanair benefici ancora di contratti di hedging vantaggiosi sul jet fuel, i margini sulle rotte meno redditizie iniziano a ridursi sensibilmente, spingendo la compagnia a valutare la cancellazione di alcune destinazioni a bassa domanda.
L’analisi dell’andamento di Ryanair nel 2025 evidenzia come il settore aereo europeo stia attraversando una fase di profonda trasformazione. I costi in crescita, la concorrenza spietata e le sfide logistiche impongono una revisione strategica, anche per i leader consolidati. Ryanair, pur restando il primo vettore europeo per numero di passeggeri, si trova in una posizione complessa, stretta tra la necessità di mantenere prezzi competitivi e la crescente difficoltà di garantire profitti elevati in un contesto sempre più instabile.

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