Rinnovo del contratto nazionale del tabacco: per i lavoratori aumenti fino a 200 euro e nuovi strumenti di welfare
- piscitellidaniel
- 3 lug
- Tempo di lettura: 3 min
Il rinnovo del contratto collettivo nazionale per i lavoratori del settore della lavorazione del tabacco rappresenta una svolta significativa nelle dinamiche contrattuali di un comparto che, sebbene numericamente limitato, ha una lunga tradizione industriale in Italia. L’accordo, sottoscritto tra le sigle sindacali Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil e l’associazione datoriale Uniontabacchi, interessa poco più di 1.000 lavoratori distribuiti in 9 stabilimenti produttivi su scala nazionale e prevede incrementi salariali e strumenti di welfare allineati con i più recenti orientamenti del dialogo sociale.
Il cuore dell’intesa è rappresentato dall’incremento salariale previsto per il triennio 2024-2026, articolato in maniera differenziata in base all’inquadramento professionale. Per un lavoratore di 5° livello – il livello medio di riferimento – l’aumento complessivo sarà pari a 200 euro mensili a regime, suddivisi in più tranches: 50 euro a partire da luglio 2024, altri 70 euro dal gennaio 2025 e i restanti 80 euro dal gennaio 2026. Questa articolazione progressiva ha l’obiettivo di sostenere il potere d’acquisto dei dipendenti in un momento storico caratterizzato da elevata inflazione e forte instabilità nei prezzi delle materie prime.
La trattativa ha anche introdotto misure innovative sotto il profilo del welfare aziendale. È stata confermata la quota annua di 300 euro in beni e servizi welfare per ciascun dipendente, con la possibilità di scelta tra un paniere di strumenti che spaziano dall’assistenza sanitaria integrativa alla previdenza complementare. Inoltre, è stato previsto il rafforzamento del fondo sanitario integrativo per il settore agroalimentare Fasa, con nuove coperture e prestazioni aggiuntive per i lavoratori e i loro familiari.
Particolare attenzione è stata riservata alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. L’accordo contempla un pacchetto di misure per la genitorialità, tra cui il riconoscimento di permessi retribuiti aggiuntivi per la cura dei figli e un congedo di paternità aziendale più esteso rispetto a quanto previsto dalla normativa nazionale. Queste misure si inseriscono in un contesto di crescente sensibilità nei confronti delle esigenze familiari dei lavoratori, specie in un settore che impiega una componente significativa di manodopera femminile.
Dal punto di vista normativo, il contratto rinnova anche l’impianto delle relazioni industriali, con il potenziamento dei comitati paritetici aziendali e territoriali. Viene introdotto un sistema più strutturato di confronto tra aziende e sindacati in materia di formazione continua, organizzazione del lavoro e sicurezza. In particolare, l’accordo mira a promuovere percorsi di aggiornamento professionale per tutti i dipendenti, con l’obiettivo di accompagnare l’evoluzione tecnologica dei processi produttivi, in particolare nella filiera della trasformazione del tabacco grezzo.
Sul piano occupazionale, le parti hanno ribadito l’impegno alla salvaguardia dei livelli occupazionali attraverso l’utilizzo prioritario degli strumenti di politica attiva del lavoro. L’intesa conferma la centralità del contratto a tempo indeterminato come forma ordinaria di assunzione, e prevede clausole di rafforzamento per la stabilizzazione dei lavoratori a termine, soprattutto nei periodi di picco stagionale.
Il rinnovo contrattuale ha anche un forte valore simbolico, poiché arriva in un momento in cui il settore del tabacco è al centro di profonde trasformazioni regolatorie e di mercato. La crescente pressione normativa sull’industria del fumo, le campagne di sensibilizzazione contro il tabagismo e l’affermarsi di nuovi prodotti alternativi come le sigarette elettroniche e i dispositivi a tabacco riscaldato stanno modificando in profondità l’assetto produttivo e commerciale del comparto.
In questo contesto, l’accordo tra sindacati e Uniontabacchi rappresenta un esempio di concertazione virtuosa, capace di coniugare tutela salariale, innovazione contrattuale e responsabilità sociale. Nonostante le difficoltà del settore, i lavoratori ottengono un riconoscimento tangibile dell’importanza del loro contributo nella filiera, mentre le aziende si garantiscono un clima di stabilità e una cornice di regole condivise che favorisce la gestione dei cambiamenti.
L’intesa sarà sottoposta al voto dei lavoratori nei singoli stabilimenti, ma le prime reazioni raccolte dai sindacati indicano una diffusa approvazione, anche grazie all’ampio coinvolgimento delle RSU nelle fasi negoziali. Si tratta, in definitiva, di un contratto che riflette l’evoluzione del ruolo delle relazioni industriali, non più limitate alla sola dimensione salariale, ma sempre più orientate alla qualità complessiva del lavoro, al benessere del personale e alla sostenibilità sociale dell’impresa.

Commenti