Retail in ripresa: nel 2025 un retailer su cinque prevede nuove aperture in Italia
- piscitellidaniel
- 5 giu
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Il 2025 si preannuncia come un anno di rilancio per il retail italiano, con un numero crescente di operatori pronti a scommettere sull’apertura di nuovi punti vendita. Secondo l’ultimo Osservatorio Confimprese-EY, circa un retailer su cinque ha già definito un piano di espansione che include nuove aperture nel corso dell’anno, nonostante un contesto macroeconomico ancora complesso e condizionato da costi elevati e da una domanda altalenante.
Lo studio ha analizzato l’orientamento di circa 60 brand, rappresentativi di oltre 10.000 punti vendita attivi in Italia, in settori che spaziano dall’abbigliamento alla ristorazione, dal beauty ai servizi. Il 20% delle aziende intervistate ha dichiarato l’intenzione di rafforzare la propria presenza fisica con almeno un’apertura nel 2025, a fronte di un 72% che manterrà invariato il numero di negozi e un 8% che prevede chiusure selettive.
Il dato rappresenta un segnale positivo, anche in confronto al biennio precedente, in cui l’incertezza economica e i cambiamenti nei comportamenti dei consumatori avevano frenato gli investimenti sul territorio. Ora, però, si registra un rinnovato interesse per lo spazio fisico, considerato sempre più strategico nell’ambito di una visione omnicanale.
Le nuove aperture saranno concentrate prevalentemente nelle grandi città, nei centri commerciali rinnovati e nelle vie ad alto traffico pedonale. In particolare, Milano, Roma, Bologna e Firenze si confermano tra le piazze più ambite per i nuovi format retail, mentre alcune catene puntano a rafforzare la propria presenza anche in centri di medie dimensioni, dove il bacino d’utenza è stabile e fidelizzato.
Secondo Confimprese, a trainare l’espansione saranno soprattutto i settori della ristorazione veloce, del casualwear e del beauty, comparti che già nel 2024 avevano mostrato segnali di crescita. Il food retail, in particolare, continua a essere considerato un segmento anticiclico, in grado di attrarre investimenti anche in fasi di rallentamento economico generale.
L’analisi evidenzia però anche la necessità per i retailer di affrontare alcune criticità. I costi di locazione, la pressione inflazionistica, la carenza di manodopera qualificata e l’instabilità dei consumi rappresentano fattori che impongono un’attenta valutazione di ogni nuova apertura. Per questo motivo, molte aziende scelgono format più leggeri e modulari, spesso con superfici ridotte, bassi costi fissi e tecnologie integrate.
Un ruolo crescente lo sta giocando la sostenibilità, che sempre più incide sulle scelte progettuali degli spazi e sulla selezione dei fornitori. Cresce infatti il numero di retailer che dichiara di integrare criteri ESG nei propri piani di espansione, con attenzione a materiali riciclabili, efficientamento energetico e riduzione dell’impatto ambientale delle nuove aperture.
Anche il ruolo del digitale resta centrale. L’apertura di un punto vendita non viene più concepita come un atto autonomo, ma come parte di una strategia integrata che connette e-commerce, logistica e customer experience in store. I negozi fisici assumono nuove funzioni: diventano hub logistici per il ritiro degli ordini online, showroom esperienziali o spazi di consulenza personalizzata.
In un contesto in cui la fidelizzazione del cliente è sempre più legata alla qualità dell’esperienza, l’apertura di un nuovo punto vendita è dunque anche un’occasione per innovare il rapporto con il consumatore e consolidare la presenza del brand sul territorio. I dati del 2025 lasciano intravedere una stagione di investimenti misurati ma orientati alla crescita, con il negozio fisico che torna protagonista in una nuova forma ibrida e multifunzionale.

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