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Popolare di Sondrio, l’OPS di Bper “non riconosce il reale valore” secondo il CdA: ma il prezzo è ritenuto congruo

Il consiglio di amministrazione della Banca Popolare di Sondrio ha espresso le proprie valutazioni in merito all’offerta pubblica di scambio (OPS) lanciata da Bper Banca, evidenziando elementi di apprezzamento ma anche una serie di perplessità. In una nota ufficiale diffusa a seguito dell’analisi tecnica condotta con il supporto di advisor indipendenti, l’istituto valtellinese ha definito l’offerta “congrua dal punto di vista finanziario”, ma ha anche sottolineato che essa “non riflette pienamente il valore industriale e prospettico della banca”. Un giudizio articolato che conferma la delicatezza dell’operazione e lascia aperti molti interrogativi sul futuro dell’istituto e sul reale esito dell’offerta.


L’OPS lanciata da Bper prevede un rapporto di concambio pari a 0,33 azioni Bper per ogni azione Pop Sondrio. Considerando i valori di mercato delle rispettive azioni alla data dell’annuncio, l’offerta implica un premio del 3,9% sul prezzo medio ponderato degli ultimi sei mesi. Un valore che gli analisti ritengono relativamente contenuto rispetto ad altre operazioni simili, soprattutto in un contesto in cui l’intero settore bancario italiano sta vivendo una fase di consolidamento e rivalutazione dei multipli.


Il board della banca lombarda, presieduto da Francesco Venosta e guidato dall’amministratore delegato Mario Alberto Pedranzini, ha valutato l’OPS con il supporto degli advisor Rothschild & Co e Kpmg. Le conclusioni raggiunte indicano che l’offerta, dal punto di vista strettamente finanziario, può essere considerata “equivalente” al valore dell’istituto in termini di prezzo, ma non rispecchia il potenziale futuro della banca, soprattutto alla luce dei risultati raggiunti nel 2023 e delle prospettive di crescita autonoma. Il CdA ha quindi raccomandato agli azionisti di “valutare attentamente l’offerta”, senza però adottare una posizione ufficialmente ostile o apertamente favorevole.


Tra i punti critici segnalati, il CdA ha evidenziato che Popolare di Sondrio ha chiuso il 2023 con un utile netto in crescita del 29% su base annua, un CET1 ratio al 16,4% e una redditività superiore alla media del settore. Inoltre, la banca ha completato un percorso di trasformazione in società per azioni, ampliando la propria base azionaria e migliorando la governance. Un quadro che, secondo l’istituto, dovrebbe riflettersi in una valorizzazione più elevata, specialmente se si considera il ruolo strategico della banca nell’economia territoriale lombarda e la sua solida base di clientela retail e PMI.

Bper, dal canto suo, punta a rafforzare la propria posizione nel Nord Italia, completando un disegno di espansione già avviato con l’integrazione di Carige e di alcuni sportelli ceduti da Intesa Sanpaolo a seguito dell’acquisizione di UBI Banca. Con l’aggregazione di Pop Sondrio, Bper ambisce a diventare il terzo gruppo bancario italiano per sportelli e uno dei principali per masse gestite e raccolta diretta. Il progetto prevede sinergie industriali e operative, razionalizzazione della rete e una maggiore presenza nei distretti produttivi di Lombardia, Piemonte e Triveneto.


Un nodo cruciale sarà rappresentato dalla risposta del mercato e degli azionisti istituzionali. L’azionariato di Pop Sondrio è oggi molto frammentato, con la presenza di investitori rilevanti come Unipol, già socio forte di Bper, e Fondazione Cariplo. La convergenza tra questi soggetti potrebbe facilitare il successo dell’OPS, ma molto dipenderà anche dalle valutazioni dei fondi internazionali e degli investitori retail, che dovranno esprimersi entro la finestra temporale prevista dall’offerta. Non è escluso, in questo scenario, che l’eventuale esito positivo dell’OPS possa aprire a un progetto di fusione vera e propria, trasformando Bper in una banca ancora più rilevante nel panorama nazionale.


Il fronte sindacale osserva con attenzione lo sviluppo della vicenda. Le principali sigle del settore bancario, da Fabi a First Cisl, hanno chiesto garanzie su eventuali impatti occupazionali e sulla tutela delle specificità territoriali. Pop Sondrio è infatti fortemente radicata nelle province alpine e prealpine, con una cultura aziendale attenta al territorio e ai rapporti fiduciari con la clientela. L’integrazione con un gruppo molto più grande come Bper comporterebbe inevitabilmente una ridefinizione dei processi, della rete e dei modelli organizzativi. I sindacati chiedono chiarezza anche su eventuali chiusure di filiali e su politiche di mobilità.


La politica locale, soprattutto in Lombardia, segue con apprensione l’evolversi della situazione. Diverse amministrazioni comunali e realtà associative hanno espresso apprezzamento per l’indipendenza della Popolare di Sondrio e timori per la possibile perdita di un presidio economico storico. Al tempo stesso, il mondo imprenditoriale guarda con interesse a un possibile rafforzamento della capacità di credito, soprattutto se ciò dovesse tradursi in maggiori risorse per investimenti e innovazione. Il bilancio dell’operazione sarà dunque valutato non solo in termini finanziari, ma anche per l’impatto complessivo sul tessuto economico locale.


Resta ora da capire se l’OPS sarà accolta con favore dalla maggioranza degli azionisti o se verrà rifiutata, aprendo a nuovi scenari. Non si esclude che, in caso di esito negativo, Pop Sondrio possa cercare alternative industriali, magari attraverso alleanze con istituti di taglia simile o rafforzando ulteriormente la propria autonomia. L’attuale posizione del CdA, che evita sia l’entusiasmo sia il rifiuto, lascia spazio a margini negoziali. Potrebbe aprirsi un tavolo di confronto per migliorare le condizioni dell’offerta o definire una governance condivisa nell’ambito di una futura integrazione.


La vicenda si inserisce in un processo più ampio di concentrazione del sistema bancario italiano, che vede ridursi progressivamente il numero degli operatori autonomi. Dopo la stagione delle grandi aggregazioni tra il 2017 e il 2021, l’attenzione si concentra ora su realtà di media dimensione, solide ma esposte alla sfida della digitalizzazione e alla necessità di efficienza. Pop Sondrio, forte di una lunga tradizione e di fondamentali robusti, è al centro di questo processo. Ma la sua scelta tra indipendenza e integrazione dipenderà dalla valutazione complessiva, non solo economica, di ciò che l’OPS potrà realmente offrire.

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