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Ponti di primavera: turismo in crescita, ma i centri commerciali italiani restano al palo

Durante i ponti di primavera del 2025, l'Italia ha registrato un boom turistico senza precedenti. Secondo un'indagine realizzata da Tecnè per Federalberghi, oltre 14,2 milioni di italiani hanno approfittato delle festività del 25 aprile e del 1° maggio per concedersi una pausa, generando un giro d'affari di circa 7,2 miliardi di euro. La maggior parte dei viaggiatori ha scelto di rimanere entro i confini nazionali, privilegiando località balneari, città d'arte e destinazioni montane. Tuttavia, nonostante l'aumento della mobilità e della spesa turistica, i centri commerciali italiani non hanno beneficiato di questa ondata di consumi, registrando performance deludenti durante lo stesso periodo.


Turismo in crescita: numeri record per i ponti primaverili

La favorevole collocazione delle festività nel calendario 2025 ha incentivato gli italiani a programmare vacanze più lunghe rispetto agli anni precedenti. La durata media dei soggiorni si è attestata a 5,1 giorni, con picchi di partenze concentrati tra il 24 e il 30 aprile. Le mete preferite sono state le località di mare (41,1%), seguite dalle città d'arte (27,8%) e dalle località montane (15,6%). La spesa media pro-capite, comprensiva di viaggio, alloggio, ristorazione e divertimenti, si è aggirata sui 470 euro. Questi dati evidenziano una forte propensione al consumo nel settore turistico, con ricadute positive su alberghi, ristoranti e attività ricreative.


Centri commerciali in difficoltà: vendite sotto le aspettative

Contrariamente al trend positivo del turismo, i centri commerciali italiani hanno registrato un calo delle vendite durante i ponti di primavera. Nonostante un aumento del 5,8% dei visitatori rispetto al 2022, secondo l'Osservatorio Retail Real Estate 2023, le vendite non hanno seguito la stessa traiettoria ascendente. Il settore dell'abbigliamento, in particolare, ha mostrato segnali di sofferenza, con un aumento degli spazi sfitti nei centri commerciali, ad eccezione delle strutture con rating AAA. Questo fenomeno è attribuibile a diversi fattori, tra cui la crescente concorrenza dell'e-commerce e la riduzione della spesa per beni non essenziali da parte dei consumatori.


Cambiamenti nei comportamenti dei consumatori

L'analisi dei flussi di visitatori nei centri commerciali ha evidenziato un cambiamento nei comportamenti dei consumatori. Se in passato il picco di affluenza si registrava durante il fine settimana, in particolare il sabato pomeriggio, ora si osserva una maggiore distribuzione delle visite durante i giorni feriali, con una predilezione per le ore mattutine e la pausa pranzo. Questo shift potrebbe essere legato a nuove abitudini lavorative, come il lavoro ibrido o da remoto, che permettono una maggiore flessibilità negli orari di shopping. Tuttavia, questa redistribuzione non si è tradotta in un aumento significativo delle vendite, suggerendo che le visite siano spesso orientate più al tempo libero che all'acquisto.


Sfide e prospettive per il settore retail

Il settore dei centri commerciali si trova ad affrontare sfide significative in un contesto di cambiamento delle abitudini di consumo e di crescente digitalizzazione. Nonostante l'apertura di nuovi centri e l'ampliamento di quelli esistenti, come evidenziato dall'Osservatorio Retail Real Estate, la necessità di adattarsi alle nuove esigenze dei consumatori è sempre più pressante. Le strategie future dovranno puntare su un'offerta più diversificata e su esperienze di shopping integrate con il digitale, per attrarre una clientela sempre più esigente e connessa. Inoltre, sarà fondamentale instaurare una collaborazione più stretta tra retailer e proprietà immobiliari, al fine di sviluppare modelli di business sostenibili e resilienti.

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