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PNRR, il Comune di Napoli investe un miliardo: impegni al 79% e priorità su scuola, mobilità e inclusione sociale

Napoli accelera sull’utilizzo delle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con un investimento complessivo che ha raggiunto la cifra simbolica di un miliardo di euro e con un tasso di impegno delle somme assegnate che tocca il 79%. Lo conferma un rapporto aggiornato fornito dal Comune e rilanciato da Il Sole 24 Ore, secondo cui l’amministrazione guidata da Gaetano Manfredi ha avviato oltre mille interventi in vari ambiti strategici. Dalla scuola alla mobilità sostenibile, dalla rigenerazione urbana ai servizi sociali, la città partenopea si pone come uno dei capoluoghi italiani più dinamici nell’attuazione del PNRR, con l’obiettivo dichiarato di colmare divari storici e promuovere un nuovo modello di sviluppo inclusivo e sostenibile.


Il dato dei fondi PNRR impegnati – 986 milioni su 1,25 miliardi assegnati – rappresenta un segnale importante di avanzamento, in particolare se confrontato con le performance di altri grandi Comuni italiani che, in molti casi, stanno ancora superando le difficoltà iniziali di attuazione. Napoli, al contrario, ha già attivato gare per oltre il 70% dei progetti e ha sottoscritto accordi con soggetti attuatori pubblici e privati per una parte significativa delle iniziative. Un risultato che deriva anche dalla strutturazione di una macchina tecnico-amministrativa dedicata, con task force specifiche create per seguire i progetti finanziati dai fondi europei.


Il sindaco Manfredi, intervenuto in più occasioni per fare il punto sullo stato di avanzamento dei progetti, ha evidenziato come il PNRR rappresenti per Napoli “una occasione irripetibile per cambiare volto alla città, ridurre le disuguaglianze e creare occupazione”. Tra le linee di intervento più rilevanti si segnalano quelle in ambito scolastico, dove sono in corso lavori per la costruzione di nuovi plessi, la ristrutturazione di edifici esistenti, la messa in sicurezza antisismica e l’efficientamento energetico. Circa 300 milioni di euro sono destinati a progetti nel comparto dell’istruzione, con particolare attenzione alla prima infanzia e alle periferie.


Anche la mobilità sostenibile è uno dei cardini della strategia. Sono già stati avviati cantieri per il potenziamento del trasporto pubblico locale, con l’acquisto di nuovi autobus elettrici e a basso impatto ambientale, la riqualificazione di stazioni ferroviarie e metropolitane e l’estensione delle piste ciclabili. In particolare, il progetto di rinnovo della flotta ANM – l’Azienda Napoletana Mobilità – prevede l’immissione in servizio di oltre 250 nuovi mezzi entro il 2026. Una parte delle risorse è inoltre destinata al completamento di nodi strategici come la Linea 1 della metropolitana e all’ammodernamento delle infrastrutture digitali del sistema di trasporto cittadino.


Un altro settore chiave è quello della coesione sociale e della rigenerazione urbana. Il Comune ha destinato quasi 200 milioni a progetti per il recupero di immobili pubblici, la creazione di spazi aggregativi e l’inclusione lavorativa di soggetti vulnerabili. Particolarmente significativo è l’investimento nei quartieri più disagiati della città, da Scampia a Ponticelli, dove si stanno sviluppando iniziative di riqualificazione integrata che prevedono il miglioramento dell’edilizia pubblica, la creazione di servizi di prossimità, il sostegno alle famiglie a basso reddito e la promozione dell’economia sociale. Molti progetti sono realizzati in collaborazione con associazioni del terzo settore e organizzazioni del volontariato, secondo una logica di partenariato diffuso.


In ambito culturale e turistico, il PNRR ha permesso di sbloccare risorse per la valorizzazione di beni monumentali e per la digitalizzazione del patrimonio. Tra gli interventi più attesi c’è il restauro del Real Albergo dei Poveri, uno dei più imponenti edifici storici della città, destinato a diventare un grande polo culturale multidisciplinare. Sono previsti anche interventi su musei civici, archivi storici e biblioteche, oltre alla creazione di piattaforme digitali per la fruizione turistica integrata dei luoghi della cultura napoletana.


Un altro ambito in cui il Comune ha concentrato attenzione è la transizione ecologica. I fondi sono stati utilizzati per progetti di efficientamento energetico in edifici pubblici, per la creazione di comunità energetiche locali e per la gestione sostenibile del ciclo dei rifiuti. In questo senso, l’amministrazione sta lavorando all’installazione di impianti fotovoltaici su scuole e palestre, alla riconversione green degli impianti sportivi e alla promozione di pratiche di economia circolare nei mercati rionali. Napoli si propone così come laboratorio urbano della transizione verde nel Mezzogiorno, puntando sulla connessione tra innovazione ambientale e coesione sociale.


L’intero processo è supportato da una cabina di regia interna che monitora l’attuazione dei progetti e il rispetto delle milestone previste dal cronoprogramma europeo. Il Comune ha istituito un sistema informativo dedicato al PNRR, accessibile anche ai cittadini, dove è possibile seguire in tempo reale l’avanzamento delle iniziative, la spesa effettuata, le imprese coinvolte e i risultati attesi. L’obiettivo è garantire trasparenza e rendicontazione pubblica, favorendo anche il controllo civico.


Nonostante i risultati già raggiunti, restano criticità legate alla capacità di completare i lavori entro le scadenze fissate da Bruxelles e alla necessità di stabilizzare il personale tecnico assunto per gestire i progetti. Il nodo della governance multilivello, che coinvolge anche la Città Metropolitana, la Regione Campania e le autorità centrali, richiede un costante coordinamento per evitare sovrapposizioni e ritardi. Tuttavia, l’avanzamento dei cantieri e l’avvio dei pagamenti mostrano un’accelerazione che potrebbe consolidarsi nei prossimi mesi, rendendo Napoli un caso emblematico di utilizzo efficace dei fondi europei.

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