PMI e intelligenza artificiale: Siemens lancia l’allarme e sollecita un’accelerazione nella digitalizzazione dell’industria italiana
- piscitellidaniel
- 28 mag
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Le piccole e medie imprese italiane si trovano a un bivio strategico: restare ferme di fronte alla rivoluzione dell’intelligenza artificiale o cogliere questa trasformazione come leva per rilanciare competitività e produttività. Secondo Siemens, protagonista globale nella transizione digitale e nelle soluzioni per l’industria 4.0, l’adozione dell’IA nel tessuto produttivo italiano è ancora troppo bassa rispetto al potenziale del Paese, specialmente nel comparto manifatturiero, che rappresenta il cuore dell’economia industriale italiana.
Attualmente solo il 7% delle PMI italiane ha adottato strumenti basati su intelligenza artificiale, un dato inferiore alla già modesta media europea del 9%. Se si considera che oltre il 92% delle imprese italiane ha meno di 10 dipendenti, l’assenza di strategie di digitalizzazione rischia di diventare un freno strutturale per la crescita e per l’adattamento alle nuove dinamiche globali. Siemens ha lanciato l’allarme nel corso di una recente conferenza a Milano dedicata al futuro dell’industria, ribadendo l’urgenza di costruire un ecosistema nazionale in cui anche le imprese più piccole possano accedere a tecnologie di frontiera.
L’IA, nelle sue declinazioni applicative più consolidate, consente già oggi alle imprese manifatturiere di ottimizzare i cicli produttivi, ridurre i consumi energetici, automatizzare l’analisi dei dati e persino anticipare guasti grazie alla manutenzione predittiva. I software sviluppati in ambienti cloud possono integrarsi con i sistemi già presenti nelle aziende e rendere più efficienti magazzini, impianti e processi decisionali. Siemens ha sviluppato piattaforme che permettono di avviare progetti scalabili anche in contesti di ridotte dimensioni, riducendo le barriere all’ingresso per le PMI.
Uno dei principali ostacoli che frenano l’adozione dell’IA è la mancanza di competenze tecniche all’interno delle aziende. Per questo Siemens sta puntando su programmi di formazione in collaborazione con enti universitari, ITS e associazioni di categoria. L’obiettivo è creare una nuova generazione di tecnici, operatori e manager capaci di integrare la logica dei dati e degli algoritmi nella gestione quotidiana della fabbrica. La formazione, secondo l’azienda tedesca, deve diventare un asse strategico di investimento per le PMI, al pari della tecnologia e dell’innovazione di prodotto.
Altro nodo critico è l’accesso al credito e agli incentivi. Le misure inserite nei vari capitoli del PNRR e nei piani Transizione 4.0 rappresentano una leva importante, ma spesso le imprese non ne usufruiscono per la complessità burocratica o per l’incertezza normativa. Siemens ha proposto un maggiore coinvolgimento delle grandi aziende tecnologiche come intermediari consulenziali, in grado di accompagnare le PMI nel percorso di digitalizzazione con strumenti personalizzati, project financing, e modelli “as a service”.
Il contesto globale richiede risposte rapide. In Paesi come la Germania e i Paesi Bassi, l’adozione di soluzioni IA tra le PMI è cresciuta del 40% negli ultimi due anni. In Italia, secondo il report dell’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, la spesa complessiva per IA nel 2024 è cresciuta del 52% ma resta concentrata per l’80% nelle grandi imprese. Il rischio è che si allarghi ulteriormente il divario competitivo tra aziende strutturate e microimprese.
Per Siemens, il cambiamento è inevitabile ma può essere governato. È indispensabile un approccio integrato, che metta al centro le persone e che trasformi l’intelligenza artificiale in una tecnologia diffusa, accessibile, democratica. Le PMI italiane hanno dimostrato nei decenni passati di saper reagire a contesti difficili grazie alla loro flessibilità e resilienza. Con l’IA hanno ora la possibilità di fare un salto di qualità, superando i limiti dimensionali e rilanciando un modello produttivo fondato sull’eccellenza e sulla personalizzazione.
La trasformazione digitale non riguarda solo la competitività individuale delle imprese, ma l’intero sistema economico italiano. Per questo Siemens invita istituzioni, sistema bancario, imprese e mondo della formazione a fare fronte comune per evitare che l’Italia perda il treno di una rivoluzione che sta riscrivendo le regole dell’economia globale.

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