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Plusvalenze da cessione immobiliare: la Cassazione delimita l’uso delle presunzioni

Con l’ordinanza n. 539 del 9 gennaio 2026 la Cassazione ha ribadito che l’accertamento delle plusvalenze immobiliari non può fondarsi automaticamente sul valore definito ai fini dell’imposta di registro.Dopo la riforma del 2015, l’Amministrazione deve fornire elementi ulteriori, gravi, precisi e concordanti, per dimostrare che il corrispettivo dichiarato non corrisponde a quello effettivo. L’onere probatorio grava sull’Ufficio quando si ipotizza una simulazione parziale del prezzo, pur potendo essere assolto mediante presunzioni semplici.Tali presunzioni devono però inserirsi in un quadro indiziario coerente e non basarsi esclusivamente su valori OMI o dati estimativi.Il parametro catastale o di mercato può concorrere alla valutazione, ma non costituisce prova autonoma di maggior reddito imponibile. La decisione conferma un orientamento volto a garantire coerenza con il principio di capacità contributiva, evitando automatismi fiscali privi di adeguato supporto probatorio.

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