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Philip Morris rinnova l’intesa sul tabacco in Italia: un impatto da 150 milioni di euro l’anno sul PIL agricolo e nuove garanzie per i coltivatori

Philip Morris Italia ha annunciato il rinnovo dell’accordo quinquennale con il Ministero dell’Agricoltura e con l’Organizzazione Nazionale Tabacco Italia (ONIT), per l’acquisto di tabacco greggio italiano destinato alla trasformazione e commercializzazione dei prodotti a base di tabacco riscaldato. L’intesa prevede un impegno d’investimento pari a circa 500 milioni di euro in cinque anni e un impatto stimato sul PIL agricolo nazionale pari a circa 150 milioni di euro annui. Si tratta di uno degli accordi di filiera più rilevanti nel panorama agroindustriale italiano, con importanti ricadute su occupazione, export e transizione verso forme di consumo a potenziale rischio ridotto.


Il piano siglato da Philip Morris prevede l’acquisto di oltre 20.000 tonnellate annue di tabacco coltivato in Italia, in particolare nelle regioni Umbria, Veneto e Campania, aree storicamente legate alla produzione tabacchicola. Le varietà interessate sono prevalentemente il Virginia Bright e il Burley, le più adatte alle lavorazioni industriali di ultima generazione per i dispositivi a tabacco riscaldato, come IQOS. L’azienda statunitense ha dichiarato di voler mantenere elevati standard di qualità, sostenibilità e tracciabilità lungo tutta la catena produttiva, rafforzando i protocolli su sicurezza sul lavoro, agricoltura rigenerativa e certificazioni ambientali.


Secondo le stime fornite durante la presentazione dell’accordo, l’intera filiera coinvolge circa 50.000 addetti tra coltivatori, operai agricoli, tecnici, trasportatori e addetti alla lavorazione. L’effetto moltiplicatore dell’intesa si riflette non solo sul comparto agricolo primario, ma anche sulle industrie di trasformazione, sul packaging, sulla logistica e sulla ricerca applicata. Il modello adottato da Philip Morris, definito “integrazione verticale controllata”, consente all’azienda di monitorare direttamente la qualità del prodotto a partire dal campo, garantendo contemporaneamente ai produttori un prezzo minimo concordato e la certezza di sbocco commerciale pluriennale.


Il rinnovo dell’intesa avviene in un contesto internazionale caratterizzato da profonde trasformazioni nel settore del tabacco, con una progressiva riduzione del mercato delle sigarette tradizionali e una crescita significativa dei dispositivi alternativi a combustione ridotta. Philip Morris è tra le aziende che stanno investendo maggiormente nella transizione verso prodotti senza fumo, dichiarando di voler diventare una società “smoke-free” nel prossimo decennio. La fabbrica di Crespellano, in provincia di Bologna, rappresenta uno degli asset produttivi principali della multinazionale, con oltre 1.300 dipendenti e una capacità annuale di produzione superiore ai 40 miliardi di stick di tabacco riscaldato destinati al mercato globale.


L’accordo sottoscritto con il Ministero dell’Agricoltura prevede anche l’avvio di una piattaforma condivisa per l’innovazione tecnologica e la formazione degli operatori agricoli. Saranno attivati corsi di aggiornamento sulle tecniche di coltivazione a basso impatto ambientale, sulla gestione delle risorse idriche e sull’uso efficiente dei fertilizzanti. Particolare attenzione verrà riservata alla digitalizzazione della filiera, con l’introduzione di sensori, strumenti di mappatura del suolo e applicazioni per il monitoraggio in tempo reale dello stato di salute delle piante.


Dal punto di vista ambientale, l’accordo introduce nuovi criteri per la certificazione delle pratiche agricole sostenibili, in linea con le direttive europee del Green Deal. Saranno incentivati i processi di rotazione delle colture, la riduzione dell’uso di pesticidi e la gestione responsabile del carbonio nel suolo. Philip Morris ha annunciato di voler raggiungere la neutralità carbonica entro il 2030 lungo tutta la sua supply chain e l’accordo con la filiera italiana rappresenta uno degli strumenti chiave per centrare questo obiettivo.


Il Ministero dell’Agricoltura ha espresso soddisfazione per il rinnovo dell’intesa, sottolineando come essa rappresenti un modello virtuoso di partenariato pubblico-privato, capace di coniugare competitività economica e sostenibilità sociale. L’impegno pluriennale della multinazionale viene considerato un esempio replicabile anche in altri comparti agricoli strategici, spesso penalizzati da volatilità dei prezzi, carenza di manodopera e incertezza normativa. Il contratto prevede inoltre un monitoraggio annuale dei risultati in termini occupazionali, ambientali e qualitativi, affidato a un comitato tecnico misto.


Philip Morris ha ribadito che il legame con l’Italia non si limita all’aspetto produttivo, ma si estende anche alla ricerca e allo sviluppo. È in fase di potenziamento il centro di ricerca di Zola Predosa, anch’esso in provincia di Bologna, dove si studiano nuove tecnologie per il trattamento e la miscelazione del tabacco, nonché soluzioni per il miglioramento delle performance degli stick e la riduzione delle emissioni residue. Anche in questo ambito, sono previste collaborazioni con università italiane, centri scientifici e startup tecnologiche.


Con la firma di questo accordo, l’Italia consolida il suo ruolo di leadership nella catena del valore globale del tabacco trasformato, mantenendo una capacità produttiva d’eccellenza e promuovendo al contempo occupazione qualificata e sostenibilità agricola. L’intesa con Philip Morris contribuisce a stabilizzare un comparto che, seppur di nicchia rispetto all’agricoltura nazionale, genera ricchezza distribuita, coesione territoriale e opportunità di innovazione per le generazioni future.

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